La Panchina – La pubblicità è come i bambini

1960

di Pietro Greppi

La pubblicità in TV si comporta proprio come i bambini … ti interrompe spesso, anche a voce alta, e sempre mentre stai seguendo cose che ti interessano e lo fa con argomenti che non c’entrano con quello su cui eri concentrato. Non c’è verso di farla smettere o di farla aspettare, perché lei ha i suoi tempi, perché qualunque tasto tocchi, su qualunque canale ti concentri lei “non ti molla” e insiste nel cercare la tua attenzione su quello che interessa a lei. Come un bambino non sente ragioni se non le sue: “… perché non compri questo? … perché non compri quello? Ce l’hanno tutti tranne te! …”. Se hai una certa età hai anche imparato a conoscerla, sai com’è fatta! E se sei del mestiere forse sai anche chi l’ha fatta.

Alla fine ci convivi e condividi con lei degli spazi che avresti preferito fossero solo tuoi, ma tant’è e questa convivenza te ne fa almeno conoscere pregi e difetti.

Come i bambini è creativa, a volte talmente tanto fuori squadra che non riesci neanche a capire se è seria o se ti prende in giro e volte ti accorgi che lei stessa perde il filo del discorso che ti stava facendo.

Come i bambini riesce a toccare a volte certi tuoi punti deboli, ci tenta sempre, che alla fine cedi e fai quello che ti chiede. Come i bambini, pur di portarti dalla sua parte, usa un’infinità di stratagemmi: ti racconta qualche bugia, non ti dice tutto tutto, ti promette qualunque cosa pur di averti dalla sua, ti presenta anche persone famose che ha conosciuto prima di te e ti dice che se vuoi potete diventare tutti amici. Poi quando fa proprio la stupida vorresti sgridarla, ma ti trattieni … però ti ricordi che c’è il Garante e lo IAP… ma questo pensiero è troppo serio e quindi lo rimandi o te ne dimentichi.

A volte devi pure riconoscere che ti fa venire in mente delle cose che avevi dimenticato. Ogni tanto la perdoni, soprattutto quando ti fa sorridere. Quando però esagera, quando continua a parlare e a ripeterti sempre le stesse cose, visto che parla e parla ma non ti ascolta, visto che ti distrae da quello che ti interessa e sembra non capire che quelle cose che ha da dirti te le ha appena dette qualche minuto prima … allora scegli di far finta di seguirla e intanto fai altro, stiri l’ultima cosa, fai una telefonata, lavi i piatti, chatti, mandi sms, aggiorni il blog, finisci di leggere la pagina che avevi lasciato a metà … ma lei è “furba” e fa finta di non accorgersi che tu la stai ignorando e ha un programma preciso: insisterà tante e tante volte nel ripetersi … perché prima o poi sa che cederai.

Poi però ci pensi bene e ti rendi conto che sì la pubblicità agisce come fanno i bambini … ma poi loro crescono.