Vizi Pubblicitari – UK, attenzione all’uso dei vlogger

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Ritenuto scorretto l’impiego di una nota blogger per pubblicizzare un centro di chirurgia estetica

di Federico Unnia

Le confidenze della nota vlogger Sarah Ashcroft, in cui confessava il difficile rapporto con il suo seno superato grazie ad un intervento di chirurgia estetica, sono parse troppo pericolose per un pubblico di giovani donne inglesi. Suscettibili di dare eccessiva enfasi al ricorso a tali trattamenti e, soprattutto, di fruttare il sentimento di inadeguatezza per il proprio aspetto esteriore che connota una larga parte della popolazione di giovani 18enni inglesi.

Sarah Ashcroft
Sarah Ashcroft

E’ questo il senso dell’intervento con il quale l’Advertising standards authority inglese ha chiesto il blocco della diffusione dello spot tv della Transform Clinic. Nel messaggio la nota vlogger raccontava di come in passato avesse avuto difficoltà perché non le piaceva il proprio decoltè. Con linguaggio ad effetto confessava di non aver gradito di guardarsi dal collo in giù. Disagio, le sue parole, che aveva superato conoscendo e facendosi trattare dalla clinica in questione.

Secondo l’Asa, premesso che non vi è nulla contro chi decida di sottoporsi a simili trattamenti estetici e, conseguentemente, che tali strutture specializzare possono farsi promozione e pubblicità sui media e nelle forme che ritengono più consone, cosa ben diversa è l’impiego di un linguaggio che possa far leva sul senso di disagio che caratterizza molte giovani ragazze.

In particolare, la scelta della protagonista e il discorso che lei svolge nello spot (con l’enfasi quasi di confessione da donna a donna, da amica ad amica), sono stati ritenuti scorretti e pericolosi in quanto enfatizzare il proprio successo anche grazie al miglioramento del proprio aspetto fisici es esteriore è potenzialmente pericoloso per chi viva il proprio stato di forma in modo conflittuale.

Da qui il blocco della campagna.