Congiuntura & Pubblicità i dati di maggio 2016

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Lo scenario dell’Eurozona appare caratterizzato dall’aumento dell’incertezza circa le prospettive economiche dopo l’esito del referendum Brexit. Tuttavia lo scenario prevede una crescita media del PIL per il 2016 intorno al +1,6%, per il prevalente merito della domanda interna e della congrua ripresa degli investimenti grazie al basso costo del denaro.

  L’economia nazionale presenta un’evoluzione consonante con il tratteggiato scenario dell’Eurozona, ma con un andamento più lento unitamente a numerosi segnali di debolezza. Essi si rinvengono non soltanto nelle attività produttive ma anche nelle prospettive a breve che, nel loro insieme, fanno temere una variazione del PIL meno favorevole di quanto in precedenza previsto.

  Fra i segnali di debolezza vanno innanzitutto citati quelli relativi alla produzione industriale il cui andamento, dopo il confortante inizio d’anno, ha assunto un carattere decisamente riflessivo tanto da alimentare giustificati timori circa i restanti mesi dell’anno.

  Analogamente dicasi per il fatturato dell’industria stessa che fa registrare un’ulteriore contrazione sia nell’andamento mensile sia nell’andamento complessivo dei primi cinque mesi, dovuta alla debolezza vuoi del mercato interno vuoi del mercato estero, vuoi dell’andamento cedente dei prezzi dei prodotti.

  Nessun soccorso viene portato dalle prospettive degli ordinativi, poiché esse disegnano un orizzonte denso di preoccupanti flessioni che attengono sia al mercato estero sia – in modo particolare – al mercato interno

  Anche il settore delle costruzioni, tradendo impietosamente le attese suscitate nei recenti mesi, è tornato a navigare in acque negative, generando non poche preoccupazioni per l’andamento nel restante scorcio d’anno.

  Alcuni segnali positivi sembrano invece provenire dal commercio estero grazie ai buoni incrementi mensili dell’export, anche se detti incrementi non sembrano assicurare la conquista d’un solido bilancio dei primi cinque mesi. Diversamente dall’export, l’import manifesta un’indubbia debolezza nel dato mensile che, per naturale conseguenza, va ad aumentare la debolezza del bilancio dei primi cinque mesi. In questo quadro pesano segnatamente i mercati extra UE.

  Nonostante il tratteggiato scenario denso di debolezze e di incertezze, è doveroso segnalare un lievissimo miglioramento nel tasso di disoccupazione generale ed una stazionarietà nel tasso di disoccupazione giovanile. Tuttavia, stante le non favorevoli prospettive delle attività produttive e commerciali, si nutrono non pochi timori circa il peggioramento di ambedue i tassi nei prossimi mesi.

  Invece il settore degli investimenti pubblicitari sembra godere di un particolare privilegio rispetto ai settori mortificati dalle vicende congiunturali; infatti, esso sembra non risentire affatto dell’andamento problematico delle attività produttive. Tuttavia occorre segnalare come gli incrementi di quest’ultimo mese siano particolarmente più contenuti di quelli alquanto pingui registrati nei precedenti mesi.

  Il commercio al dettaglio alterna mesi negativi a mesi positivi, dimostrando così di attraversare un periodo di incertezza. Infatti il mese di maggio presenta valori negativi, mentre il bilancio dei primi cinque mesi si presenta – sia pur con modesti valori – in territorio positivo. Il merito di tale bilancio è in maggior misura dei prodotti alimentari e in minor misura dei prodotti non alimentari.

  Continua a mantenersi in territorio negativo il tasso d’inflazione; territorio in cui – con il rammarico degli economisti – continua a immergersi, sotto la spinta della discesa dei prezzi soprattutto dei prodotti energetici e del costo del denaro.

  Il clima di fiducia dei consumatori e il clima di fiducia delle imprese proseguono il loro cammino alternando mesi a segno positivo con quelli a segno negativo. Il che si palesa in consonanza con il descritto scenario caratterizzato da molteplici segni di incertezza.
Segue ora un’analisi settoriale i cui tratti hanno disegnato lo scenario sopra esposto.

  La produzione industriale del mese di maggio, proseguendo la tendenza riflessiva dei mesi precedenti, è entrata in territorio negativo con una contrazione del -0,6%. Detta contrazione è la risultante: da un lato, fra gli arretramenti dell’energia (-5,9%), dei beni strumentali (-1,5%) e dei beni di consumo non durevole (-1,1%); dall’altro, dagli incrementi dei beni strumentali (+1,8%) e dei beni di consumo durevole (+1,4%).

  Il risultato negativo di maggio ha inciso sul bilancio dei primi cinque mesi 2016, riducendo al +1,2% il bilancio del periodo precedente (+1,7%). Ne hanno ovviamente risentito anche i singoli comparti cui sono state ridotte le precedenti variazioni positive (dei beni intermedi, strumentali e di consumo durevole), mentre sono state lievitate le variazioni negative (beni di consumo non durevole ed energia).

  Anche le stime previsive circa il rapporto 2016/2015 ne hanno risentito. Infatti, quelle del totale della produzione industriale sono scese al +0,5% dal precedente +0,9%, mentre quelle della produzione dei beni di consumo sono ulteriormente scese dal -0,3% di aprile al -0,4% di maggio.

  A maggio il fatturato dell’industria, confermando la debolezza del settore, registra una contrazione del -2,7%, quale media fra il -2,5% del mercato interno e il -3,0% del mercato estero. Il che non ha mancato di peggiorare il bilancio gennaio-maggio portandolo al -1,4% (mercato interno -1,5%, mercato estero -1,3%) rispetto al precedente bilancio di -1,1%.

  Nessun conforto proviene dagli ordinativi dell’industria poiché fanno segnare un -4,2%, risultante fra il -7,9% del mercato interno e il +1,8% del mercato estero. Il bilancio gennaio-maggio si chiude in territorio negativo con un -2,5% complessivo, quale media fra il -3,3% del mercato interno e del – 1,1% del mercato estero.

  Continua la tendenza regressiva dei prezzi dei prodotti industriali che in maggio registrano una contrazione del -3,7%, che tuttavia lascia inalterato il -3,4% del bilancio dei primi cinque mesi, a sua volta risultante fra il -4,0% del mercato interno ed il -1,6% del mercato estero.

  Il settore delle costruzioni, deludendo le speranze suscitate dall’incremento (+3,0%) di aprile, è tornato a registrare una contrazione (-2,6%) che non manca di suscitare giustificati timori per le prospettive dei prossimi mesi; timori giustificati anche dal fatto che il bilancio dei primi cinque mesi chiude in territorio negativo (-04%).

  Il commercio con l’estero presenta un confortante incremento dell’export (+2,4%) ed un lieve decremento nell’import (-0,2%), che consentono di chiudere il bilancio gennaio-maggio in territorio positivo con un +0,1% dell’export, e di ridurre la contrazione al -2,2% dell’import (il bilancio precedente era -2,8%). Sono i paesi della zona UE a sostenere il commercio con l’estero, mentre i paesi extra-UE lo zavorrano negativamente specie per l’import.

  Nonostante l’incerto e debole procedere della produzione industriale il tasso di disoccupazione generale scende al 11,5% (in aprile era salito all’11,7%), mentre rimane fermo al 36,9% il tasso di disoccupazione giovanile.

  Le vendite al dettaglio nel mese di maggio registrano una variazione tendenziale (in valore) negativa pari al -1,3% quale media fra il -1,8% degli alimentari e il -1,0% dei non alimentari. Tuttavia la variazione di periodo si mantiene ancora in territorio positivo col +0,3% quale media fra il +0,5% degli alimentari e il +0,1% dei non alimentari, nonché quale media fra la distribuzione moderna (+0,9%) e quella tradizionale (-0,1%).

  Il tasso d’inflazione è tornato a scendere: infatti dalla variazione tendenziale del -0,3% di maggio è passato a quella del -0,4% di giugno dovuto, prevalentemente alla riduzione dei prezzi dei beni energetici, al netto dei quali il tasso d’inflazione rimarrebbe positivo al +0,4%.

  Gli investimenti pubblicitari proseguono a maggio il loro cammino ascendente ma con passo decisamente più lento, facendo registrare un +2,1% (ad aprile era +8,3%). Poiché si tratta di un andamento positivo in netto contrasto con quello della produzione industriale (specie dei beni di consumo), pare lecito chiedersi sino a quando potranno continuare detti opposti andamenti.

  Il contenuto incremento di maggio ha inciso sul bilancio dei primi cinque mesi: infatti lo ha abbassato al +4,6% dal +5,3 dei primi quattro mesi e, nello stesso tempo, ha lasciato ancora in territorio negativo i Quotidiani (-3,7%), i Periodici (-3,3%) e il Cinema (-5,3 %)..

  Le stime previsive del rapporto 2016/2015 si mantengono ancora in territorio positivo anche se discendono al + 3,0% perdendo un decimo di punto rispetto alle stime previsive di aprile.

  A maggio 2016 l’indice del clima di fiducia dei consumatori, è ancora in diminuzione, in quanto sono in diminuzione tutte le componenti (personali, economiche, attuali, future).

  Il clima di fiducia delle imprese è, in generale, in peggioramento, anche se migliora nel manifatturiero e nelle costruzioni.

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