Congiuntura & Pubblicità i dati di aprile 2016

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Lo scenario dell’Eurozona prevede per i primi tre trimestri 2016 un ritmo moderato di espansione dell’ordine del +0,4% del PIL, prevalentemente dovuto al sostegno della domanda interna, senza peraltro escludere una congrua ripresa degli investimenti grazie al basso costo del denaro.

  In consonanza con lo scenario suddetto l’economia nazionale avanza con passo lento, anch’essa col prevalente sostegno della domanda interna, mentre non mancano segnali di debolezza nelle attese delle imprese e negli ordinativi dell’industria. Detti segnali sembrano far temere un rallentamento dell’economia, mentre il PIL del primo trimestre palesa un aumento tendenziale del +1,0%, ma con una variazione acquisita che si arresta al +0,6%.

  E’ doveroso inoltre far presente come nello scenario nazionale alcuni settori sembrano incespicare rallentando così i ritmi evolutivi dell’economia, il cui recupero resta quindi appeso alle non immediate prospettive di ripresa.

  La produzione industriale non riesce ad accelerare il modesto passo attuale, mentre sembra annunciare l’eventualità d’un ulteriore rallentamento.

  Si manifesta anche in aprile il non soddisfacente andamento del fatturato dell’industria, il cui bilancio quadrimestrale si conclude in territorio negativo, soprattutto a causa del mercato interno.

  Nel mese di aprile gli ordinativi dell’industria presentano pesanti variazioni negative tanto che sospingono il bilancio dei primi quattro mesi in territorio negativo. Anche in questo caso per il prevalente peso del mercato interno.

  Continua a deludere il commercio con l’estero poiché anche in aprile presenta variazioni negative sia per l’export che per l’import. Dette contrazioni hanno pertanto contribuito ad appesantire il bilancio del primo quadrimestre, soprattutto per la debolezza dei mercati extra Ue.

  Al contrario, in aprile il settore delle costruzioni presenta finalmente un confortante incremento tendenziale che ha pure il pregio di portare il bilancio del primo quadrimestre in territorio positivo, anche se in simbolica misura.

  Il rallentato passo dell’industria e dell’economia in generale non ha ovviamente mancato d’incidere sui tassi di disoccupazione generale e giovanile, tornati a salire di qualche decimo di punto gelando in tal modo le attese suscitate dai promettenti slanci d’inizio d’anno.

  Invece gli investimenti pubblicitari sembrano aver tratto incisivi stimoli pur dal rallentato passo dell’industria, poiché essi vanno palesando rilevanti incrementi il cui proseguimento, tuttavia, è posto in dubbio dal debole andamento della produzione industriale.

  Contrariamente ai mesi precedenti il commercio al dettaglio subisce in aprile una lieve contrazione dovuta esclusivamente ai prodotti alimentari. Nonostante ciò il periodo gennaio-aprile chiude in territorio positivo sia per i prodotti alimentari sia per i non alimentari, soprattutto per il preponderante merito della grande distribuzione.

  Il tasso d’inflazione si conferma con ostinazione in territorio negativo grazie alla costante debolezza dei prezzi delle fonti energetiche e del costo del denaro.

  Il clima di fiducia dei consumatori si conferma in lieve diminuzione, risentendo della flessione della componente economica generale pur con il miglioramento nella componente economica personale.

  Il clima di fiducia delle imprese in generale è invece in lieve ascesa, anche se le imprese manifatturiere
esprimono riserve sugli ordini e sulle scorte anche nella stabilità delle attese sulla produzione. Sembra positivo il clima di fiducia nel settore delle costruzioni mentre si prospetta negativo quello riferito al commercio al dettaglio ed al settore dei servizi.
Segue ora un’analisi settoriale i cui tratti hanno disegnato lo scenario sopra esposto.

  La produzione industriale del mese di aprile presenta una modesta variazione del +0,5%, pari a quella di marzo, deludendo così le speranze suscitate dal pingue +3,9% di gennaio. Sulla modestia di tale risultato hanno pesato in particolare le contrazioni dei comparti dell’energia (-3,7%) e dei beni di consumo durevoli (-0,6%), mentre i restanti comparti hanno conferito un apporto positivo.

  Il modesto risultato di aprile ha consentito al bilancio del primo quadrimestre di rimanere sugli stessi livelli già raggiunti col primo trimestre (-1,7%). Detto bilancio è la risultante: dell’apporto positivo dei beni strumentali (+5,8%), dei beni intermedi (+2,1%) e dei beni di consumo durevole (+1,5%), e dell’apporto negativo dell’energia (-2,0%) e dei beni di consumo non durevole (-0,5%).

  Le stime previsive circa il rapporto 2016/2015 presentano: un +0,9% per il totale della produzione
industriale ed un -0,3% per la produzione industriale dei beni di consumo.

  Nel mese di aprile il fatturato dell’industria si è parcheggiato ai confini del territorio positivo
(+0,1%), quale media fra il +0,1% del mercato interno ed il -0,1% del mercato estero. Il che non ha impedito al bilancio quadrimestrale di confermarsi in territorio negativo con un -1,1% complessivo, dovuto più al mercato interno (-1,3%) che a quello estero (-0,6%).

  Andamento decisamente peggiore hanno palesato gli ordinativi dell’industria poiché in aprile hanno fatto registrare un pesante -11,2%, quale media fra il -15,1% del mercato interno ed il -5,7% del mercato estero. Per conseguenza le variazioni tendenziali quadrimestrali sono cadute in zona negativa con un -2,0%, quasi equamente ripartito fra il mercato interno e quello estero.

  Prosegue ininterrotta la flessione dei prezzi dei prodotti industriali. Infatti, si registra in aprile una contrazione del -4,1%, nettamente più pesante di quella di marzo (-3,4%). Ciò ha ovviamente pesato sul bilancio del quadrimestre sceso di due decimi al -3,4% rispetto al primo trimestre. Su questa contrazione ha pesato in maggior misura il mercato interno (-3,9%) e in minor misura il mercato estero (-1,6%, a sua volta quasi equamente ripartito fra l’area euro e l’area non euro.

  Il settore delle costruzioni presenta un confortante miglioramento tendenziale misurato nel +3,0%, che sembra archiviare le delusioni dei precedenti mesi mentre consente al bilancio quadrimestrale di lasciare il territorio negativo ed entrare, sia pur di poco, in quello positivo (+0,4%).

  In aprile il commercio con l’estero ha ripetuto il passo indietro compiuto a marzo, appesantendo così il bilancio negativo del primo quadrimestre che si porta al -0,5% per l’export ed al -2,8% per l’import. La debolezza settoriale è dovuta ai mercati extra-Ue (-4,8% per l’export e -8,4% per l’import), mentre i mercati UE presentano un +2,9% per l’export e un +1,3% per l’import.

  Il modesto andamento della produzione industriale ha avuto modo di ripercuotersi sull’occupazione: infatti, sono tornati a salire sia il tasso di disoccupazione generale giunto all’11,7% (era 11,4% nel mese precedente), sia quello giovanile che ha raggiunto il 36,9% (era 36,7%) del mese precedente.

  Le vendite al dettaglio nel mese di aprile palesano una lieve contrazione tendenziale (-0,5%), dovuta agli alimentari (-1,6%) contro l’espansione del +0,1% dei non alimentari. Il che consente al bilancio gennaio-aprile di portarsi al +0,8%, per merito sia dei prodotti alimentari (+1,1%) sia dei non alimentari (+0,6%). Doveroso rilevare come su detto bilancio abbia inciso in maggior misura la grande distribuzione (+1,5%) e in minor misura la distribuzione tradizionale (+0,1%).

  Il tasso d’inflazione si conferma in territorio negativo salendo al -0,3% di maggio (era -0,4% ad aprile). Come nel mese precedente il tasso negativo d’inflazione viene attribuito alla costante discesa dei prezzi degli energetici, al netto dei quali il tasso d’inflazione si attesterebbe al +0,5%.

  Gli investimenti pubblicitari sembrano procedere col vento in poppa facendo segnare in aprile un +8,3% (col contributo della generalità dei media), nonostante la produzione industriale dei beni di consumo proceda in un clima di particolare debolezza.

  Per naturale conseguenza il risultato di aprile ha migliorato il bilancio del primo quadrimestre portandolo al +5,3% (era al +4,3% nel primo trimestre), lasciando in territorio negativo soltanto il Cinema (-7,6%), i Quotidiani e i Periodici entrambi a -1,9%.

  Le stime previsive, sull’onda del recente buon andamento, si sono portate al +3,0% dal +2,5% del mese precedente, tuttavia sotto la spada di Damocle della futura produzione industriale.

  A maggio 2016 l’indice del clima di fiducia dei consumatori, è in lieve diminuzione, quale risultante fra la flessione della componente economica generale ed il rimbalzo positivo della componente economica personale. Sono positivi i giudizi sui prezzi, mentre peggiorano le aspettative sulla disoccupazione.

  Il clima di fiducia delle imprese in generale è invece in lieve ascesa. Tuttavia per le imprese manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini e sulle scorte nella stabilità le attese sulla produzione. Nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini. Nel commercio al dettaglio e nei servizi peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sulle vendite future.

 

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