WAN-IFRA Italia 2016: Il digitale cambia profondamente l’industria editoriale

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E’ iniziata oggi nel Centro Congressi dell’Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, WAN-IFRA Italia 2016, la conferenza internazionale dell’industria editoriale e della stampa quotidiana promossa da WAN-IFRA (Associazione mondiale degli editori) e ASIG (Associazione Stampatori Italiana Giornali). I lavori proseguiranno anche domani a partire dalle 9,30.

Franco Capparelli, direttore generale della Edi.sud, la società che pubblica la Gazzetta del Mezzogiorno, ha dato il benvenuto a Bari e al convegno agli oltre 180 partecipanti che insieme ai 14 sponsor hanno aderito all’evento. Ha aperto i lavori Gianni Paolucci, presidente ASIG, che avverte: “Il digitale sta cambiando in profondità l’industria editoriale, ma non esistono soluzioni standard né business consolidati. Le culture sono diverse, le economie sono differenti. E i ricavi vengono ancora per il 90% dalla carta”.

La prima parte della conferenza è stata dedicata a “Nuovo giornalismo e nuova pubblicità: riorganizzare lo sviluppo“. Massimo Martellini, presidente della Federazione delle concessionarie di pubblicità, ha tracciato uno scenario del mercato pubblicitario italiano e provato ad immaginare i suoi trend evolutivi, nel segno di un moderato ottimismo: è crisi, ma si aprono spiragli di ripresa. “Il futuro dei giornali – ha detto – è nel loro passato: storia, valore del marchio, credibilità, contenuti. Storie scritte bene. Coltivare talenti e così contribuire alla circolazione delle idee”.

Massimo Colombo (Publikompass, La Stampa) ha delineato le strategie pubblicitarie del gruppo Stampa-Secolo XIX, che puntano su l’organizzazione di eventi capaci di coinvolgere sia i lettori abituali che quelli che non lo sono. In questo modo si rafforza il brand delle testate e si creano ricavi aggiuntivi. Per Domenico Ioppolo di Class Editori occorre concentrarsi non sulle notizie, che oggi sono disponibili in grandi quantità ovunque, ma sulle informazioni, che sono su un livello superiore, richiedono approfondimento ed interpretazione. Le notizie non sono monetizzabili, mentre l’informazione di qualità ha un valore sul quale si può costruire business.

La seconda parte dei lavori è stata incentrata sul tema “Giornalismo: produrre e valorizzare i contenuti”: le mutate abitudini di consumo dell’informazione richiedono nuovi prodotti e servizi, ma rendono inevitabile anche un ripensamento profondo dei modelli organizzativi redazionali e del lavoro dei giornalisti. Ne hanno discusso alcuni protagonisti del panorama giornalistico italiano su carta e web: Giuseppe de Tomaso della Gazzetta del Mezzogiorno, Claudio Giua del gruppo editoriale L’Espresso, Peter Gomez de il Fatto Quotidiano, Raffaele Lorusso della FNSI, Martina Recchiuti de L’Internazionale, Francesco Zanotti della Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Per Giua, mai come oggi i giornali hanno ricoperto un ruolo centrale nella formazione dell’opinione pubblica. I contenuti sono raggiungibili su molteplici piattaforme, ma i giornali restano fondamentali perché offrono una gerarchia delle notizie e danno un senso al flusso di informazioni. Per Gomez è assolutamente necessaria l’integrazione con i social media e quindi la figura del social media manager e funziona la formula del blog all’interno del sito di informazione. D’altronde, ha aggiunto Gomez, “il Fatto Quotidiano è nato da un debito di riconoscenza nei confronti di internet che gli ha permesso di partire con una dote di 30mila abbonati”. Sono stati presentati poi alcuni tra i prodotti e servizi più innovativi dell’industria dei quotidiani. Una panoramica delle best practices internazionali è stata curata da Gregor Waller di WAN-IFRA; poi le esperienze di Domenico Ciancio Sanfilippo de La Sicilia, Franco Zamboni del Gruppo Athesis, Virginia Gonzalvo Yanes di El Economista.

A conclusione dei lavori della prima giornata, Sergio Vitelli, segretario ASIG, ha disegnato gli scenari più probabili per l’editoria mondiale dei prossimi anni, con editori che dovranno tendere alla globalizzazione dei propri prodotti, all’adattamento degli stessi a tutte le piattaforme esistenti, alla creazione di una propria nicchia specialistica, verticale, locale, iperlocale. A livello delle redazioni  – ha aggiunto – sarà necessario concentrare, decentrare, verticalizzare. In una parola,  ottimizzare. I ricavi andranno perseguiti creando più canali possibili di entrate così come andranno diversificate le strategie di distribuzione, tra strategie social network/aggregatori oriented, strategie consociative, strategie in partnership. Insomma, ha concluso, una sfida da vincere con risolutezza e mettendo in campo tutte le energie disponibili.

I lavori di WAN-IFRA Italia riprenderanno domani, 22 giugno, alle ore 9,30 con una sessione dal titolo “Tecnologie e riorganizzazione: il futuro è qui“. L’innovazione tecnologica ed organizzativa, anche in un settore maturo come quello della stampa, caratterizzato dal calo dei volumi produttivi e dall’erosione dei margini economici, rimane fondamentale nell’ottica di creare maggiore efficienza nella filiera produttiva e maggiore sinergia tra i suoi attori. Si aprirà con una rassegna delle novità tecnologiche emerse dalla Drüpa 2016 di Dusseldorf e a seguire un gruppo di relazioni sul tema “Tecnologie, automazione e materiali di consumo: a che punto siamo?“. Stampatori dall’Italia e dall’estero presenteranno le proprie esperienze nell’utilizzo delle tecnologie per realizzare efficienze tecniche ed organizzative. In conclusione un panel di discussione centrato sulla realtà italiana:  “Riorganizzare il network di stampa: cambiare si può?”.

Domani verrà inoltre presentata l’edizione 2016 del RAPPORTO 2016 sull’industria dei quotidiani in Italia realizzato dall’Osservatorio Tecnico “Carlo Lombardi”, con la mappa anagrafica completa di editori, testate, centri stampa, concessionarie e agenzie di informazione, e tutti i dati statistici più aggiornati dell’industria editoriale e della stampa italiana.