Congiuntura & Pubblicità i dati di marzo 2016

Lo scenario dell’Eurozona previsto per i primi tre trimestri 2016 disegna sia un ritmo moderato di espansione dell’ordine del +0,4%, dovuto quasi prevalentemente alla domanda interna, sia una congrua ripresa degli investimenti, favorita dal basso costo del denaro.

  Lo scenario nazionale previsto per il 2016 disegna un aumento del +1,1% del PIL, di poco maggiore del +0,8% dell’anno precedente. Si tratta di un aumento anch’esso dovuto prevalentemente alla domanda interna. Nel frattempo la variazione tendenziale del PIL nel primo trimestre 2016 è stata del +1,0%.

  Tuttavia va fatto rimarcare come il panorama congiunturale del mese di marzo presenti una prevalenza di settori in difficoltà o in evidente incertezza, per effetto di un’onda riflessiva cui dovrebbe successivamente seguire un’onda espansiva in grado comunque di far conseguire i previsti traguardi.

  Infatti, la produzione industriale, come temuto nel precedente rapporto, ha ulteriormente rallentato il passo facendo temere una possibile fase di stallo o, nel peggiore dei casi, una contrazione sia pur lieve.

  Prosegue anche a marzo il processo di contrazione del fatturato dell’industria, riducendo così la variazione trimestrale comunque sostenuta dal prevalente apporto del mercato interno.

  Dal canto loro, gli ordinativi procedono a piccoli passi in territorio positivo presentando a marzo un simbolico incremento che, tuttavia, consente al bilancio trimestrale un contenuto miglioramento il cui merito va prevalentemente attribuito al mercato interno.

  Il commercio con l’estero a marzo ha deluso le aspettative suscitate dai risultati di febbraio, poiché ha fatto registrare un arretramento che ha portato in territorio negativo il bilancio trimestrale sia per l’export che per l’import. Ne è causa prevalente la marcata debolezza dei mercati extra-UE.

  Anche il settore delle costruzioni ha deluso le aspettative, poiché al precedente cammino in lenta ascesa ha fatto seguire una contrazione, peggiorando così la sua situazione in territorio negativo.

  Nonostante le debolezze sopra esposte circa le attività produttive, il tasso di disoccupazione generale e il tasso di disoccupazione giovanile hanno fatto registrare significativi miglioramenti, il cui proseguimento è evidentemente condizionato dall’evoluzione positiva dell’attività produttiva.

  Sembra che gli investimenti pubblicitari non abbiano pienamente risentito dell’incerto andamento della produzione industriale, tuttavia a marzo hanno rallentato il passo confermando nel contempo il bilancio del primo trimestre in territorio positivo.

  Prosegue in territorio positivo, sia a marzo che nel primo trimestre, il cammino delle vendite al dettaglio che in complesso confermano confortanti progressi, maggiori per la distribuzione moderna e per i prodotti alimentari, minori per la piccola distribuzione e per i non alimentari.

  Non decolla il tasso d’inflazione che si è ulteriormente addentrato in territorio negativo, favorito dalla discesa dei prezzi delle fonti di energia e del costo del denaro.

  Ad aprile il clima di fiducia dei consumatori è lievemente diminuito con riferimento sia all’economia del paese, sia all’economia personale corrente, ma nel contempo migliorano le attese per il futuro.

  Il clima di fiducia delle imprese sembra in lieve crescita per le industrie manifatturiere, le costruzioni
ed i servizi di mercato; è invece in decrescita il clima di fiducia del commercio al dettaglio.

  Si fa ora seguire una analisi settoriale i cui tratti hanno disegnato lo scenario sopra esposto.

  La produzione industriale del mese di marzo si palesa in evidente rallentamento. Infatti, dopo il confortante esordio di gennaio con una variazione tendenziale del +3,9%, è scivolata al +1,2% di febbraio, per scendere ulteriormente in marzo al modestissimo +0,5%. Il rallentamento ha riguardato la generalità dei comparti alcuni dei quali costretti in territorio negativo, ad esempio: i beni di
consumo non durevole (-3,1%), i prodotti energetici (-2,8%) e i beni intermedi (-0,3%).

  La flessione di marzo ha naturalmente impoverito il bilancio tendenziale del primo trimestre. Infatti, la variazione tendenziale dell’intero settore è scesa al +1,7% (era al +2,5% nel primo bimestre), per effetto delle flessioni che hanno riguardato la generalità dei comparti, alcuni dei quali sono confinati in territorio negativo; si tratta dei prodotti energetici (-1,5%), dei beni di consumo non durevole (-
0,7%), dell’aggregato dei beni di consumo (-0,3%).

  Le stime previsive 2016/2015 concernenti il totale della produzione industriale puntano al +0,8% mentre quelle riguardanti la produzione dei beni di consumo puntano al -0,1%, nel quadro di una tendenza decisamente in flessione, come sembrano confermare anche le rispettive differenze acquisite (+0,4% per il totale della produzione e -0,1% per la produzione dei beni di consumo)..

  Il fatturato dell’industria continua a presentare variazioni tendenziali negative (-3,6%), che incrementano la variazione negativa trimestrale al -1,5% (era a -0,3% al primo bimestre). Sui risultati negativi di marzo e del primo trimestre ha esercitato un peso decisamente maggiore il mercato interno mentre ne ha esercitato uno minore il fatturato del mercato estero.

  Rispetto al fatturato, hanno palesato invece un migliore andamento gli ordinativi. Infatti, a marzo hanno fatto registrare un variazione tendenziale del +0,1% che, pur minima, ha tuttavia consentito di difendere la variazione tendenziale di periodo al +1,4% (era +2,1% al primo bimestre). Il merito maggiore dei citati incrementi va attribuito prevalentemente al mercato interno.

  Sembra inarrestabile la tendenza riflessiva dei prezzi dei prodotti industriali: infatti, a marzo si registra una contrazione del -3,4% che porta la variazione tendenziale del primo trimestre al -3,2% dal -3,0% di febbraio. Alla contrazione complessiva ha contribuito in maggior misura il mercato interno e in minor misura il mercato estero (specie quello dell’area non euro).

  Il settore delle costruzioni, deludendo le speranze alimentate dal buon risultato del mese scorso (+0,5%) in marzo si è confermato in territorio negativo con un -0,4%, che potrebbe raffreddare le positive attese generate dalla sia pur cauta tendenza ascendente dell’anno precedente

  Il commercio con l’estero ha interrotto, a marzo, la marcia ascendente del mese precedente. Infatti, sia l’import (-5,9%), sia l’export (-1,1%) sono entrati in territorio negativo, soprattutto a causa delle modeste risultanze delle attività con i paesi extra-UE.

  L’insoddisfacente risultato di marzo, unitamente a quello di gennaio, ha condotto alla registrazione di una variazione tendenziale trimestrale negativa che ha colpito sia l’export (-0,4%), sia l’import (- 2,4%), causata prevalentemente dalla significativa debolezza dei mercati extra-Ue.

  Nonostante l’andamento non pienamente soddisfacente della produzione industriale il tasso di disoccupazione generale è tornato a migliorare, scendendo all’ 11,4 % dall’11,7% di febbraio. Anche il tasso di disoccupazione giovanile è migliorato scendendo al 36,7% dal 39,1% di febbraio.

  A marzo le vendite al dettaglio hanno nuovamente realizzato una buona variazione tendenziale (+2,0%), che porta la variazione trimestrale al +1,3%. A detto confortante risultato l’apporto maggiore è stato della distribuzione moderna (+2,3%) rispetto a quella tradizionale (+0,3%); è stato maggiore l’apporto dei prodotti alimentari (+2,2%) rispetto ai non alimentari (+0,8%).

  Ad aprile il tasso d’inflazione è nuovamente sceso, portandosi al -0,4% nettamente peggiore del -0,2% di marzo. La contrazione suddetta è dovuta principalmente all’accentuarsi della discesa dei prezzi dei prodotti energetici, al netto dei quali il tasso d’inflazione entrerebbe in territorio positivo col +0,3%.

  Al rallentamento della produzione industriale non poteva non corrispondere un andamento riflessivo degli investimenti pubblicitari. Infatti, dopo il lusinghiero tendenziale +4,3% di gennaio e l’esaltante +7,1% di febbraio si è palesato un contenuto +2,0% di marzo, disegnando così una curva che sembra annunciare nuove contrazioni per i mesi successivi. Ne hanno sofferto soprattutto il Cinema (- 15,1%), i Quotidiani (-8,2%) e i Periodici (-3,9%).

  La contenuta variazione tendenziale di marzo ha ovviamente ridotto la variazione tendenziale del primo trimestre portandola al pur confortante +4,3% dal più generoso + 5,8% del primo bimestre. Ne hanno risentito in modo particolare i Periodici (-4,1%), i Quotidiani (-3,3%) nonché il Cinema (- 0,5%). Infine, si fa notare come il contesto dell’attività industriale faccia temere il proseguimento della rilevata tendenza riflessiva.

  Le stime previsive 2016/2015 degli investimenti pubblicitari conducono ad un + 2,4% nel quadro di una tendenza riflessiva ovviamente correlata con l’andamento del settore industriale e come sembra annunciato dalla variazione acquisita pari al +1,1%.

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