Vizi Pubblicitari-Bloccato DSQUARED2, offende i minori

Federico Unnia
Federico Unnia

di Federico Unnia 

La raffigurazione proposta nel messaggio stampa diffuso da  “DSQUARED2” è idonea ad arrecare una ingiustificata offesa all’immagine e alla dignità dei minori protagonisti. È questo il giudizio cui è pervenuto il Comitato di controllo dell’Istituto di autodisciplina della comunicazione commerciale che ha ingiunto la sospensione nella diffusione del messaggio per    contrasto  agli artt. 10 –Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 11 –Bambini e adolescenti – del Codice.

I messaggi raffiguravano alcuni bambini in un contesto che appariva quello di uno ‘sfasciacarrozze’. La bambina, visibilmente truccata, stava  in piedi mentre porgeva una chiave inglese ad un bambino, chinato a spingere una ruota. Ai piedi portava calzini a rete nera e scarpe con tacco a spillo. Il bambino accanto esibiva un piercing, unghie dipinte di nero e un tatuaggio sul braccio a forma di croce. Il terzo protagonista, che si vedeva in uno dei messaggi per intero e solo tagliato nell’altro, era seduto su un copertone con un atteggiamento da “macho”, indossando un chiodo che si apriva sul petto nudo mentre con una mano cingeva una chiave inglese.

dsquared2

Secondo il Comitato di controllo, gli elementi che immediatamente colpivano erano tali da  generare nel lettore una sensazione di disagio e inquietudine;  la rappresentazione dei minori (tacchi, tatuaggi, trucco e piercing), con le loro espressioni fisse e cupe, in un contesto certamente non adatto all’età dei protagonisti, che suggerisce solitudine, abbandono, degrado sono state ritenute non conformi ai canoni di quella che deve essere una comunicazione corretta, soprattutto quando fa uso di giovani protagonisti.

Il tentativo di emulare un mondo che non appartiene all’infanzia attraverso il “mascheramento” dei bambini da adulti, secondo il Comitato, produce una dissonanza tra l’uso di modelli bambini e l’atteggiamento che questi manifestano e il contesto in cui sono inseriti, che porta ad una rappresentazione nella quale gli sguardi e il complesso comunicazionale trasmettono un’immagine per niente rasserenante.

Ne consegue, pertanto, che gli annunci riproducono un modello degradato dell’infanzia, in nessun caso giustificabile, tanto meno nel contesto di una comunicazione pubblicitaria. Inoltre, i messaggi in esame, in quanto destinati più o meno direttamente anche a un pubblico di minori, e in ogni caso fruibili da questi ultimi, sono stati ritenuti suscettibili di creare disorientamento, in violazione dell’art. 11 del Codice, in quanto attribuiscono ai bambini modalità espressive inadatte all’età cui appartengono, che implicano anche un uso del corpo con finalità seduttive.