Vizi pubblicitari – Le componenti non equivalgono ad efficacia della soluzione

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Federico Unnia
Federico Unnia

di Federico Unnia

La sola indicazione dei componenti di un prodotto non equivale ad affermarne la sua presunta efficacia. Soprattutto se si tratta di prodotti destinati alla cura di particolari disturbi.

Potrebbe essere questa la sintesi di un nuovo caso, deciso dal comitato di controllo attraverso un’ingiunzione di desistenza non impugnata, avente ad oggetto pomate per la cura di disturbi sessuali maschili.

Il Presidente del Comitato di Controllo ha infatti fermato il messaggio che recitava “Migliora le tue relazioni sessuali”, relativo al prodotto Forsamax, ritenendolo manifestamente contrario agli artt. 2 (pubblicità ingannevole) e 23bis (Integratori alimentari e prodotti dietetici) e 12bis (Sicurezza)   del Codice di Autodisciplina.

La documentazione prodotta dall’inserzionista, a seguito della richiesta del Comitato, non è stata ritenuta idonea e sufficiente a fornire prova dell’asserita efficacia del prodotto pubblicizzato nel miglioramento dell’attività sessuale. Detta documentazione si limitava ad illustrare le componenti del prodotto, ma non forniva alcuna prova dell’efficacia vantata. Nel merito, il Giurì ha sottolineato che le enfatiche promesse veicolate (“migliora le tue relazioni sessuali”, “è di supporto per problemi di erezione”, “sta rivoluzionando l’attività sessuale di milioni di uomini”, “100% efficace”…) trascendevano, ad avviso del Comitato, gli effetti riconoscibili ad un prodotto come quello pubblicizzato e accreditavano irresponsabilmente nei consumatori il convincimento che l’integratore in questione potesse  costituire un’alternativa “naturale” ai farmaci o ai trattamenti terapeutici per la cura delle specifiche patologie menzionate nel messaggio, in tal modo accreditando  un effetto di ripristino di una condizione sana   che non può essere riconosciuta a simili prodotti.  Da qui il blocco.