Alberto Peruzzo torna alla TV? L’ex patron di Rete A in corsa per ReteCapri

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L’editore milanese all’età di 84 anni avrebbe riscoperto la passione per il piccolo schermo: a fine gennaio era pronto a rilevare l’LCN 20 di ReteCapri ma la trattativa svanì. Ma ora il canale è in liquidazione…

Mario Modica
Mario Modica

di Mario Modica

Per ora è soltanto un’ipotesi ma ben più di una semplice voce: Alberto Peruzzo, fondatore dell’omonima casa editrice nata nel 1968 e dell’emittente Rete A, dopo anni di assenza potrebbe tornare alla tv con un nuovo progetto nazionale al quale sta lavorando già da alcuni mesi. L’imprenditore milanese, che ha 82 anni e fu indiscusso pioniere dell’televisione commerciale italiana, avrebbe infatti riscoperto l’amore per il piccolo schermo tanto da essere ad un passo, pochi mesi fa, dall’acquisto di ReteCapri, storica emittente nazionale messa in liquidazione a fine gennaio. E proprio le disavventure giudiziare del canale fondato da Costantino Federico potrebbe ora accelerare il ritorno di Peruzzo.

Pronto a partire sul canale 20

La trattativa tra i due imprenditori si sarebbe svolta tra dicembre e gennaio, attraverso un emissario gradito ad entrambi: secondo quanto appreso da “Spot and Web”, Alberto Peruzzo sarebbe stato pronto a investire fino a 8 milioni di euro per rilevare sia gli impianti di trasmissione, sia la numerazione Lcn 20 su cui oggi trasmette il canale principale del bouquet di proprietà dell’ex sindaco di Capri. Fonti riservate però rivelano che, ad un passo dall’accordo, Costantino Federico avrebbe rimesso in discussione la trattativa, chiedendo per la cessione dell’intero pacchetto di frequenze e i relativi canali digitali almeno 20 milioni di euro: stando alle indiscrezioni, infatti, nel fattempo il patron di ReteCapri aveva ricevuto altre offerte di acquisto da parte di gruppi editoriali interessati ad un mux che oggi copre il 75% del territorio nazionale e vanta almeno quattro numerazioni LCN strategiche (20, 45, 55, 66). Ma Peruzzo, che oggi trascorre buona parte dell’anno nel Principato di Monaco e ha sempre confessato di nutrire molta nostalgia dell’esperienza vissuta con Rete A, non avrebbe del tutto rinunciato all’operazione e ora la messa in liquidazione della società di Costantino Federico potrebbe rendere il suo ritorno ancora più agevole. Massimo riserbo, però, sulla linea editoriale del canale televisivo che l’editore vorrebbe portare in onda riaccendendo una passione iniziata a metà degli anni ’70 con “Milano TV” poi divenuta nel 1991 Rete A, canale caratterizzato da soap opera, televendite ma anche un primo tentativo di informazione nazionale con il TgA affidato alla direzione di Emilio Fede. Sei anni dopo, il canale cambierà fisionomia con la trasmissione dei videoclips musicali grazie alla programmazione di MTV in Italia e fino al 1992, quando Rete A/MTV diventa All Music, la prima televisione musicale italiana.

ReteCapri interessa Mediaset e Discovery

Nel frattempo ReteCapri potrebbe avviarsi allo spegnimento. Lo scorso 29 gennaio, infatti, il Tribunale di Napoli ha respinto la proposta di concordato preventivo presentata da Television broadcasting system (Tbs), la società che controlla Retecapri e il multiplex del digitale terrestre. Tbs è quindi stata iscritta a procedura di scioglimento e liquidazione: sarà il liquidatore Domenico Di Presa a doversi occupare della cessione delle varie attività del gruppo, per poter fare fronte al pesante passivo di oltre 20 milioni di euro accumulato negli anni. Stando a quanto si apprende, in vendita ci sono soprattutto le posizioni LCN del digitale terrestre detenute da Retecapri e dal suo azionista Costantino Federico: una dozzina di numerazioni, tra cui i canali 20, 45, 55, 66, 120, 122, 149 e 247 (unico canale, quest’ultimo, che risulta oscurato mentre dallo scorso aprile, sui canali 223 e 224 sono iniziate le trasmissioni di Mytvlife e Mytvhome. Un piatto decisamente ricco per il quale, ora, non mancheranno i pretendenti anche se a condizioni molto diverse da quelle che Federico Costantino avrebbe preteso fino a pochi mesi fa da alcuni acquirenti: 40 milioni di euro in cambio dell’intero gruppo editoriale (ponti di trasmissione, frequenze, numerazioni Lcn e beni immobiliari). Tra i papabili in lizza per rilevare parti dell’impero editoriale vi sarebbero, oltre a Peruzzo Multimedia Group, gli americani di Scripps (editori di Fine living al n°49 del digitale terrestre), ma anche Mediaset (che puntava al canale 20), GM Comunicazione di Giovanni e Mario Sciscione (che oggi controlla tra l’altro l’LCN 60 su cui va in onda Sportitalia), De Agostini (che già detiene una quota del 59 che fu di Gazzetta Tv”, sino a Turner, Discovery e Viacom che sembrano a caccia di nuove finestre per potenziare la loro presenza sul mercato digitale terrestre.