Congiuntura & Pubblicità i dati di febbraio 2016

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  Lo scenario economico dell’Eurozona disegna per i primi nove mesi 2016 una moderata espansione del PIL previsto intorno al +0,4%. Detta espansione è sostenuta soprattutto dalla domanda interna grazie all’accresciuto potere d’acquisto connesso al calo dei prezzi dei prodotti energetici. Nello stesso tempo è attesa la ripresa degli investimenti favoriti dal basso costo del denaro e dalla ripresa delle attività produttive.

  L’economia nazionale risente evidentemente dei limiti dello scenario dell’Eurozona, così da presentare anch’essa un andamento lievemente positivo che peraltro, nel passaggio da gennaio a febbraio, non ha mancato di sollevare perplessità per le contradditorie variazioni in diversi settori di attività.

  La produzione industriale, dopo il promettente esordio di gennaio, da febbraio sembra avviata a perdere gradatamente smalto, suscitando non pochi interrogativi.

  Il fatturato dell’industria registra in febbraio una lieve flessione che si aggiunge a quella di gennaio, appesantendo così il bilancio del primo bimestre soprattutto per demerito dei mercati esteri. Su di esso ha inciso anche la costante debolezza dei prezzi dei prodotti industriali, specie sul mercato interno.

  Gli ordinativi dell’industria a febbraio compiono un confortante balzo (specie sul mercato interno) che consente di recuperare la contrazione di gennaio e di ben affermarsi in territorio positivo.

  Pare invece uscito dall’incertezza il commercio con l’estero che in febbraio ha sostanzialmente recuperato il terreno perduto in gennaio, anche se non mancano preoccupazioni connesse alle attività export-import con i mercati extra-UE.

  Il settore delle costruzioni, pur muovendosi ai confini del territorio negativo, ha da qualche tempo intrapreso una tendenza ascendente che, entro tempi molto brevi, potrebbe consentirgli lo stabile insediamento in territorio positivo.

  L’avviata ripresa delle attività produttive non ha impedito un lieve peggioramento del tasso di disoccupazione generale, mentre nel contempo ha favorito un miglioramento altrettanto lieve del tasso di disoccupazione giovanile.

  Nel primo bimestre sono esplosi gli investimenti pubblicitari che, tuttavia, sembrano destinati a ridimensionarsi progressivamente essendo strettamente correlati con l’attività industriale che pare orientata verso un graduale rallentamento.

  Il commercio al dettaglio chiude il primo bimestre in territorio positivo, avendo recuperato in febbraio la flessione di gennaio; ciò per merito prevalente – more solito – della distribuzione moderna vuoi per gli alimentari vuoi per i non alimentari.

  Il tasso d’inflazione porta ancora il segno negativo, nonostante gli interventi finalizzati al recupero di quei valori positivi vivamente auspicati dagli economisti, in quanto ritenuti stimolatori dell’attività economica generale.

  A marzo il clima di fiducia dei consumatori fruisce d’un modesto incremento grazie alla lievitazione dei giudizi e delle aspettative circa la situazione economica del Paese. Invece l’indice di fiducia delle imprese segna un contenuto decremento, contemporaneamente all’ascesa dei giudizi sulle attività del ramo manifatturiero ed alla flessione dei giudizi sui servizi e sulle vendite al dettaglio.

  Alla descrizione dello scenario sin qui tratteggiato si fa ora seguire un’articolata analisi settoriale su cui si fonda lo scenario stesso.

  La produzione industriale complessiva nel mese di febbraio ha compiuto un passo in avanti (+1,2%) che, tuttavia, risulta decisamente più modesto di quello del mese precedente (era infatti +3,9%). Ciò ha suscitato il timore di un progressivo scivolamento verso valori più modesti nei prossimi mesi; timore alimentato sia dalla variazione tendenziale del primo bimestre (+2,5%), sia dalla stima previsiva della variazione 2016/2015 limitata al +1,4%, sia dalla differenza acquisita confinata al +0,4%.

  Discorso analogo viene ripetuto per la produzione industriale dell’aggregato dei beni di consumo che ha presentato a gennaio una variazione tendenziale del +1,2 % che a febbraio si è ridotta al +0,3%, comprimendo al +1,0% la variazione tendenziale del primo bimestre. Inoltre per detto aggregato la stima previsiva del rapporto 2016/2015 è del +1,0% mentre la differenza acquisita è del +0,2%.

  Val la pensa segnalare come la variazione tendenziale del totale della produzione industriale nel primo bimestre 2016 (+2,5%) costituisca la media fra l’eclatante +7,7% dei beni strumentali e i più dimessi incrementi dei beni intermedi (+2,4%), dei beni di consumo durevole (+1,6%), dei beni di consumo non durevole (+0,9%), nonché della flessione dei prodotti energetici (-0,9%).

  Il settore delle costruzioni continua a migliorare la sua posizione portandosi in febbraio al +0,3% dallo
scomodo -1,7% di gennaio, maturando così una variazione bimestrale del -0,7% che sembra assicurargli
l’ingresso definitivo in territorio positivo nel quadro di un trend in evidente e costante ascesa.

  Anche in febbraio il fatturato dell’industria soffre di una lieve contrazione (-0,2%), portando così il cumulato del primo bimestre al -0,3%, soprattutto per demerito dei mercati esteri (-0,4%). Occorre tuttavia ricordare come sul fatturato abbia potuto incidere la sensibile flessione (-3,0%) dei prezzi dei prodotti
industriali, quale media fra il -3,5% del mercato interno e il -1,3% dei mercati esteri.

  Prospettive migliori sono invece offerte dagli ordinativi che in febbraio fruiscono di un + 3,8% dovuto prevalentemente al mercato interno (+5,6%). Il cumulato del primo bimestre presenta un interessante
+2,1%, anch’esso dovuto prevalentemente al mercato interno.

  Si aggrava in febbraio il clima pesantemente riflessivo in cui versano i prezzi dei prodotti industriali. Infatti,
si registra una contrazione complessiva del -3,5% (era -2,5% in gennaio) che porta la contrazione tendenziale del primo bimestre al -3,0%, quale media fra il -3,5% del mercato interno ed il –1,3% del mercato estero (-1,6% per l’area euro e -1,1% dell’area non euro).

  In febbraio il commercio con l’estero segna incrementi significativi sia per l’export (+3,3%), sia per l’import (+2,4%). Ciò ha consentito il recupero sostanziale dei pesanti arretramenti di gennaio; infatti, le variazioni bimestrali si sono portate per l’export al +0,1% ed al -0,4% per l’import.

  Va tuttavia significato come le variazioni negative, mensili e di periodo, riguardino esclusivamente il commercio con i Paesi extra-Ue vuoi per l’export che per l’import, tuttavia in netto recupero.

  Gli incrementi manifestati dalla produzione industriale nei primi due mesi dell’anno, sia pure decrescenti, non hanno prodotto gli attesi effetti sull’occupazione generale: infatti, a febbraio il tasso di disoccupazione generale è salito all’11,7% (era 11,5% a gennaio). Invece un modesto effetto si è prodotto sul tasso di disoccupazione giovanile che è sceso al 39,1% di febbraio dal 39,3% di gennaio.

  Nel mese di febbraio le vendite al dettaglio hanno compiuto un buon balzo in avanti (+2,7%), maggiore per la distribuzione moderna (+3,5%) e minore per quella tradizionale (+1,8%). Tale balzo ha consentito di recuperare la flessione di gennaio e nel contempo concludere il primo bimestre con un +0,8%, quale media fra il +2,0% della distribuzione moderna e il -0,4% di quella tradizionale.

  A marzo il tasso d’inflazione è salito al -0,2% (era -0,3% a febbraio) subendo ancora l’influenza della contrazione generale dei prezzi dei prodotti energetici, specie non regolamentati.

  Gli investimenti pubblicitari nel mese di febbraio hanno compiuto un poderoso balzo in avanti con un eccellente +7,1%, nettamente superiore al già lusinghiero +4,3% di gennaio. Il che ha consentito chiudere il primo bimestre con una variazione del +5,8%, cui ha contribuito la generalità dei media fatta eccezione dei Periodici e del Cinema ambedue a -4,3%.

  Le stime previsive del rapporto 2016/2015 degli investimenti pubblicitari appaiono al momento molto confortanti poiché indicano un incremento del +3,8% che, a sua volta, migliora di un punto percentuale l’analoga stima previsiva fondata sui dati di gennaio. Tuttavia dette stime vanno prese con grande cautela, sia perché gli investimenti pubblicitari risentiranno certamente del previsto rallentamento della produzione industriale, sia perché la differenza da essi acquisita sulla base dei dati a tutto febbraio non va oltre il +0,9%.

  A marzo l’indice del clima di fiducia dei consumatori fruisce d’un lieve incremento mentre l’indice di fiducia delle imprese segna un lieve decremento.

  Per quanto riguarda i consumatori: migliorano i giudizi e le aspettative sulla situazione economica del Paese, mentre sono in contrazione i giudizi sui prezzi passati e le attese sui prezzi futuri. Rimangono invariate le attese sulla disoccupazione.

  Per quanto riguarda le imprese: migliorano i giudizi sulle attività delle industrie manifatturiere, mentre peggiorano su quelle dei servizi, delle costruzioni e delle vendite al dettaglio. Migliorano i giudizi sugli ordini dell’industria, mentre rimangono stabili le attese sulla produzione. Nelle costruzioni peggiorano i giudizi e le attese degli ordini; analogamente dicasi per i servizi. Aumentano le attese delle vendite del commercio al dettaglio.

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