“Il Giorno” compie 60 anni: tra storia e futuro il successo di un giornale dal Dna lombardo

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Via ai festeggiamenti per lo storico quotidiano fondato nel 1956 e fortemente sostenuto da Enrico Mattei per raccontare l’Italia del boom economico: una testata innovativa, popolare e ancora oggi vicina ai territori

Claudio Micalizio
Claudio Micalizio

di Claudio Micalizio

21 aprile 1956: nell’Italia del boom economico, si affaccia per la prima volta sul panorama editoriale “Il Giorno”. Un giornale che, per definizione, si propone di rompere gli schemi, mira ad essere orgogliosamente e autorevolmente popolare e soprattutto alternativo rispetto all’informazione “paludata” delle grandi testate dell’epoca. A distanza di 60 anni, “innovazione” è ancora la filosofia guida di un quotidiano che negli anni è profondamente cambiato ma resta ancora oggi un punto di riferimento per tante migliaia di lettori.

Il segreto è nel “glocal”

In occasione dei suoi primi 60 anni, “Il Giorno” cambierà abito con un restyling grafico ed editoriale che però non ne intaccherà le radici fortemente radicate nel territorio lombardo sin dagli esordi, come confermano anche i dati diffusionali che nei primi mesi del 2016 gli riconoscono il secondo posto nella classifica delle copie vendute dopo il Corriere della Sera: “E’ un risultato per noi assolutamente lusinghiero e motivante – ha ammesso il direttore Giancarlo Mazzucca, che ha presieduto la conferenza stampa di presentazione degli eventi in cantiere per i prossimi mesi – e siamo convinti che la nostra formula editoriale, che mischia il racconto dei grandi fatti internazionali alle vicende delle cronache provinciali, possa riservarci ulteriori fattori di crescita anche per il futuro”. A partire dal giorno del compleanno, quindi, “Il Giorno” rinnoverà la veste grafica dell’edizione cartacea che manterrà le sezioni territoriali insieme al dorso generalista QN (il Quotidiano Nazionale, nato dalle partnership editorialE con le altre due storiche testate della Poligrafici Editoriali: Il “Resto del Carlino” e “La Nazione”), un maggiore uso delle fotografie e un’impaginazione più agevole e leggera con meno articoli lunghi e più notizie, proprio per arricchire gli spunti di lettura: ma per ribadire l’orgoglio per la sua storia decennale, il “nuovo” Giorno uscirà in edicola con una copia anastatica del primissimo numero da collezione appena ristampato. Dai primi di maggio poi sarà online anche il nuovo sito più la versione mobile, che a sua volta incrementerà la visibilità dei territori locali e delle storie lombarde e con cui il quotidiano milanese spera di intercettare anche il pubblico della rete, compresi i più giovani.

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Festeggiamenti non solo in edicola

E mentre nelle prossime settimane in allegato al quotidiano sarà distribuito anche un libro con la storia recente della storica testata, il gruppo editoriale Riffeser Monti ha predisposto una serie di iniziative itineranti che porteranno i festeggiamenti per il sessantesimo compleanno anche fuori dalle edicole. Perché i protagonisti saranno i lettori, le città e le provincie lombarde. E così oltre alla ristampa del primo numero del quotidiano, Poste italiane hanno predisposto un annullo speciale e una cartolina dedicata che, in appena mille esemplari, sarà disponibile in uno spazio filatelico temporaneo allestito dalle 9 alle 15 in piazza Oberdan a Milano. Ai singoli territori regionali, invece, sono dedicate le otto tavole rotonde organizzate per raccontare le realtà locali, le loro eccellenze, le prospettive di sviluppo economico e le bellezza del patrimonio artistico, culturale e paesaggistico della Lombardia: il primo appuntamento è fissato per il 28 aprile a Varese e l’ultimo il 21 novembre a Milano. A conclusione dell’anno di festeggiamenti, il 15 dicembre, l’asta benefica. Tanti eventi che, insieme ad altre iniziative allo studio, celebreranno il passato con uno sguardo al futuro: “Anche se è un termine abusato noi crediamo nella formula ‘glocal’ – ha spiegato Andrea Monti Riffeser – e continueremo potenziando i contenuti e offrendo ai nostri lettori sempre maggiori occasioni per comprare il nostro giornale. Una testata che, integrata nel network con gli altri giornali del gruppo, rappresenta un unicum nel panorama nazionale italiano: ogni giorno le nostre redazioni producono, per le varie edizioni, oltre 800 pagine diverse, ricche di contenuti e fotografie. E questo è uno sforzo imponente ma che ci sta dando enormi riscontri di pubblico”.

Radici profonde, animo innovativo

E la conferenza stampa di presentazione degli eventi in programma per i festeggiamenti è stata, inevitabilmente, l’occasione anche per ripercorrere i primi 60 anni de “Il Giorno”: un giornale pervicacemente (e orgogliosamente) popolare, nella scelta degli argomenti così come nel modo di raccontare le notizie con un linguaggio semplice ma non per questo banale o addirittura sciatto. Del resto uno degli obiettivi della Società Editrice Lombarda (SEL), fondata nel settembre del 1955 dal marchigiano Cino Del Duca, era proprio sfidare l’egemonia milanese del Corriere della Sera, visto come un modello da evitare perché troppo “ufficiale” e serioso. Al contrario il nuovo giornale doveva sempre cercare di stupire ed essere alternativo se non addirittura dissacrante, tanto che il primo direttore Gaetano Baldacci, strappato proprio alle fila di via Solferino, era solito dire ai suoi collaboratori: “Se abbiamo fatto una prima pagina uguale o simile a quella del Corriere dobbiamo chiederci dove abbiamo sbagliato”. E del resto in quel periodo “Il Giorno” pose le basi per un vigoroso successo che in pochi anni lo promosse tra i più importanti quotidiani a diffusione nazionale con oltre 150mila copie vendute: merito di una formula innovativa sin nella veste grafica (a cominciare dalla prima pagina “a vetrina”, stampata in rotocalcografia su 8 colonne, anzichè le tradizionali nove), la scelta di foto molto grandi e, sul piano strettamente contenutistico, la costante alternanza di argomenti dell’attualità più importante e di temi più leggeri, in qualche caso pensati su misura per coinvolgere nella lettura anche le donne e i ragazzi, che fino a quel tempo erano “esclusi” dai quotidiani tradizionali. Un giornale che, riletto oggi a distanza di decenni, è ancora capace di farci rivivere l’euforia di un periodo – gli anni ’60 – in cui l’Italia, in piena crescita economica, si affacciava sul mondo con orgoglio e ottimismo e di cui “Il Giorno” fu anche entusiasta narratore: una geniale intuizione di quell’Enrico Mattei, vulcanico presidente di Eni, che oggi sappiamo essere stato il principale sostenitore – a lungo occulto – di un progetto editoriale che ha contribuito a raccontare l’exploit del nostro paese nel mondo.