Il “Made in Italy” al Salone del Mobile: Milano capitale del design

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Dal 12 al 17 aprile riflettori puntati sulle novità dell’arredamento: un settore con fatturati in crescita che comunica il gusto italiano nel mondo

di Mario Modica

Nella galassia del “made in Italy” che piace all’estero, il pianeta dell’arredamento si conferma strategico in termini di fatturato e prestigio. E un ottimo veicolo di comunicazione dell’eccellenza nazionale in giro per il mondo. Ecco perché il Salone del Mobile di Milano, che apre i battenti il 12 aprile al quartiere fieristico di Rho, si conferma molto più di un evento di settore.

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Un comparto da 25 miliardi di euro

Dopo una fase molto difficile (in sette anni il comparto ha perso oltre 14 miliardi di euro e decine di migliaia di imprese), i ricavi delle aziende nostrane lasciano intravedere timidi ma beneauguranti segnali positivi. Un giro d’affari che lo scorso anno ha sfiorato i 25 miliardi di euro con una forte incidenza del mercato italiano e una stimolante ripresa dell’export, che oggi pesa per il 50% sul fatturato tricolore. Merito, nel caso del mercato interno, del bonus mobili che ha contribuito ad incentivare le giovani coppie a metter su casa o a rinnovare l’arredamento e che su scala nazionale si traduce in un incremento dei ricavi pari all’1%. Molto più performante, invece, il mercato delle esportazioni che tra il 2014 e il 2015 ha segnato un aumento del 6,1%, nonostante la frenata delle vendite in Russia per l’embargo imposto dall’Unione Europea per effetto della crisi ucraina: “Le perdite che abbiamo registrato negli anni sono pari al 30% dei volumi d’affari – ammette il presidente della manifestazione e di Federlegno arredo, Roberto Snaidero – perché siamo passati dai 900-930 milioni di euro del 2008 a 740-750 milioni di euro. Il settore, però, ha saputo sopperire potenziando le vendite anche in altri mercati, per esempio in Cina e negli Stati Uniti”.

Lontano dall’Italia il “made in Italy” piace

E dati alla mano la strategia di puntare agli Stati Uniti ha premiato, visto che la sola filiera dell’arredo in un anno ha guadagnato il 22,4% in più e ha permesso di allargare lo spettro a Paesi vicini come il Messico, dove c’è stato un incremento del 44%, anche se con numeri ancora bassi. Altro mercato ghiotto del made in Italy è quello cinese, innamorato in modo particolare dei nostri divani (l’Italia è il primo Paese esportatore) e protagonista di un incremento del 27,5% rispetto al 2014 (non a caso a novembre il Salone del Mobile debutterà a Shanghai, per un’edizione speciale di sole aziende del Belpaese in trasferta in terra d’Oriente) e poi l’Iran, che oggi vale 23 milioni di euro di export con tassi di crescita del 32% nell’arco degli ultimi mesi: tutti mercati emergenti che, però, richiedono l’appoggio delle istituzioni per sviluppare nuove occasioni di business e favorire l’operato delle aziende italiane e la diffusione dei loro prodotti presso popolazioni che hanno “fame” del gusto e dell’artigianato italiano. Un successo che premia la creatività dei maestri creatori del design italiano ma anche la capacità di innovazione di aziende sempre pronte a investire nell’innovazione e nella creazione di soluzioni inedite per l’abitare.

La vetrina del “Salone”

E’ con questi auspici intrisi di ottimismo che Milano torna ad essere la capitale del design con la 55° edizione del Salone del Mobile e del Fuirisalone, dal 12 al 17 aprile. A Fiera Milano Rho sono attesi più di 300mila operatori da oltre 160 Paesi e un pubblico di oltre 30mila persone nelle giornate di sabato e domenica. E con la sua offerta di prodotti e servizi di altissima qualità, il Salone milanese si riafferma quale appuntamento irrincunciabile del settore per proporre sul mercato internazionale le ultime novità in fatto di prodotti e soluzioni. Per gli appassionati del settore, una vera e propria manna tra armadi, tavoli, sedie, letti, divani, carte da parati, il tutto diviso per stile: classico, design e lusso. Ma oltre a mobili e complementi d’arredo, la kermesse quest’anno riserverà grandissimo spazio alla luce e alle lampade, e poi alla cucina e al bagno con uno spazio a parte per la tecnologia che in questi ambienti è sempre più decisiva. Tre gli eventi collaterali dedicati rispettivamente alle filosofie dell’abitare, all’arredo classico e alle finiture per l’architettura, oltre a un cortometraggio firmato da Matteo Garrone e poi tutti gli appuntamenti dedicati al “fuori-Salone”.