Mediaset archivia il 2015 in crescita: bene ascolti, pubblicita’ e paytv

Il bilancio del Biscione conferma: la tv commerciale resta un buon business con ricavi e spettatori in crescita. Per Premium 2 milioni di abbonati ma la cessione resta un mistero

di Claudio Micalizio

La crisi economica non è ancora alle spalle e anche il mercato pubblicitario si conferma debole ma in Italia la tv commerciale resta un bel business. E anche se da mesi il Biscione è al centro di voci e polemiche per movimenti societari reali o presunti (l’ingresso nel mercato radiofonico e le trattative con la francese Vivendi), il gruppo Mediaset fa notizia per la sfilza di segni “più” che si notano scorrendo il bilancio dell’ultimo anno.

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Crescono utili, ricavi e ascolti

I conti consuntivi del 2015, presentati alla stampa a poche ore dal consiglio di amministrazione del 22 marzo, confermano l’ottimismo con cui solo poche settimane fa il vicepresidente del gruppo Pier Silvio Berlusconi si era detto soddisfatto dell’andamento del mercato televisivo nazionale anche per il futuro. Sul piano degli ascolti ma, soprattutto, della raccolta pubblicitaria a conferma di come, nonostante il pressing dell’editoria digitale e dei canali specializzati sul digitale terrestre e sul satellite, la “vecchia” tv commerciale resti un mercato appetibile. Il bilancio di Mediaset conferma che lo scorso anno si è chiuso con un utile netto di 4 milioni di euro (28,9 milioni ‘adjusted’) contro i 23,7 milioni del 2014 e gli 8,9 del 2013 e che i ricavi sono cresciuti a 3.524 milioni contro i 3.414 del penultimo consultivo. Ma le reti del gruppo di Cologno Monzese sembrano godere di buona salute anche su altri fronti: nel 2015 sono cresciuti gli ascolti televisivi, i ricavi pubblicitari e la quota di mercato, gli abbonati di Mediaset Premium con conseguente maggiore redditività di un progetto che da tempo sarebbe oggetto di trattativa per una cessione. Performance positive cui si aggiungono il buon andamento del settore cinematografico e il nuovo mercato su cui il Biscione sembra pronto a investire ingenti risorse: quello delle radio.

Per Premium oltre 2 milioni di abbonati

Come conferma anche la nota stampa del gruppo Mediaset, sul risultato netto “hanno inciso oneri pari a 24,9 milioni connessi alla rideterminazione in Italia dell’aliquota fiscale Ires a partire dal 2017 introdotta dalla Legge di Stabilità: al netto di tale componente l’utile netto sarebbe stato pari a 28,9 milioni”. E poi c’è il capitolo relativo a “Mediaset Premium”, la piattaforma a pagamento su cui il gruppo editoriale ha investito ingenti risorse e che, complici i tempi di reazione piuttosto lenti, da tempo è al centro di voci relative a possibili cessioni e ridimensionamenti. Ebbene, anche in questo caso i segnali sarebbero incoraggianti: l’esercizio 2015 si è infatti chiuso con ricavi in crescita a 558,8 milioni rispetto ai 538,4 milioni del 2014 e “in controtendenza con l’andamento in contrazione del mercato pay”. L’offerta a pagamento del Biscione, in particolare, avrebbe beneficiato nel secondo semestre 2015 di un aumento del fatturato pari all’11%, con un incremento degli abbonati (oltre 2 milioni) e della pubblicità cge sarebbe stato favorito dall’acquisto dei diritti calcistici in esclusiva e a danno di Sky, principale competitor per lo specifico segmento di mercato. Una performance positiva che smentisce ma di fatto rilancia anche le voci sull’esistenza di una trattativa per la cessione: “Non commentiamo i rumors di stampa – si è limitato a commentare Marco Giordani, direttore finanziario di Mediaset, al termine della presentazione del bilancio 2015 del biscione -: certamente siamo disponibili a valutare ma non siamo semplici venditori di Mediaset Premium, che è evidentemente una nostra attività strategica e per di più ben performante”. E l’obiettivo del gruppo sarebbe di crescere ancora in questo settore, incrementando la base clienti grazie alle leve rappresentate dall’acquisto dei diritti di Champions League, dall’offerta di film e serie tv sempre più competive e, infine, da un potenziamento della crossmedialità.

Le prospettive per il 2016

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, però, l’impressione è che tra Mediaset e Vivendi (il colosso francese delle telecomunicazioni che in Italia è sotto osservazione anche per le operazioni in senso all’azionariato di Telecom) si stia delineando almeno una partnership editoriale, se non addirittura industriale, che confermerebbe quanto dichiarato lunedì scorso dallo stesso Silvio Berlusconi in un’intervista radiofonica a Rtl 102,5. Per il resto, anche le prospettive per il 2016 sembrano invogliare ad un cauto ottimismo: come spiegato a margine dell’evento di presentazione dei bilanci, nei primi due mesi dell’anno l’andamento della raccolta pubblicitaria in Italia delle concessionarie del gruppo avrebbe fatto registrare “un aumento in linea con i tassi di crescita degli ultimi trimestri in un contesto caratterizzato da una domanda che rimane stabile rispetto all’ultima parte del 2015″ mentre “i ricavi pubblicitari in Spagna evidenziano nei primi mesi dell’anno un buon tasso di crescita in un mercato dove la ripresa economica è già maggiormente consolidata”.