Il caso TP: a chi non va che se ne parli?

di Claudio Micalizio

Cari lettori,  ieri abbiamo pubblicato una notizia relativa alla situazione dell’Associazione TP che da mesi versa in condizioni di stallo. Il pezzo ha suscitato interesse tra quanti ci seguono ma anche qualche mal di pancia.

Sono aperto come sempre alle critiche ed a ospitare chiunque la pensi in modo diverso e, ovviamente,  a chiedere scusa quando sbagliamo. Non sopporto però le illazioni e le offese gratuite fatte al mio giornale e a chi collabora con me.

Mi spiego. Stamane ricevo una segnalazione da parte di un lettore che mi comunica un pessimo commento fatto da un socio di TP su Facebook: nel post si segnala il servizio di ieri come “articolo che promuove prevalentemente disinformazione oltre a imprecisioni e falsità…un pessimo servizio alla Comunicazione e alla professinoalità”.

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Ora sarei grato al Dott. Carlini, l’autore di questi commenti,  se volesse segnalare anche a noi quali falsità contenga il pezzo da noi pubblicato: ce le evidenzi pubblicamente, perché non abbiamo alcun problema ad approfondire il discorso pubblicamente,  a beneficio anche dei lettori.

Ci elenchi pure “i difetti del pezzo” che prontamente e con documenti saremo in grado di ribadire. Crediamo che fare chiarezza sia doveroso soprattutto per il rispetto dovuto ad un’associazione così prestigiosa e ai suoi soci.