Addio a Riccardo Garrone: attore e voce di cinema e tv, fu il San Pietro della Lavazza

Volto in decine di film, in oltre 50 anni si alternò tra cinema, piccolo schermo e teatro. Ma in molti lo ricordano per un celebre spot del caffè 

di Claudio Micalizio

Cinema, teatro, doppiaggio e pubblicità: il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di Riccardo Garrone, morto in una clinica milanese all’età di 89 anni.

Riccardo Garrone

Una vita sempre in scena

Originario di Roma dove frequenta l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, nella sua carriera ha declinato la sua passione per la recitazione in tutti gli ambiti dell’arte con grande successo di pubblico. Impossibile non ricordare il suo volto e la sua voce: attore e doppiatore tra i più amati e quotati, Garrone per oltre 50 anni si è diviso tra cinema e tv, avendo lavorato con grandi registi del calibro di Mario Mattoli, Federico Fellini, Mario Monicelli, Dino Risi, Luigi Zampa, Ettore Scola, Damiano Damiani ma anche in pellicole meno impegnate, dai cosiddetti B-Movie (di cui fu anche regista in un paio di occasioni a metà degli anni ’70) al quarto capitolo della saga di “Fantozzi”, in cui interpreto il ruolo del mitico geometra Calboni. Ma anche il teatro era una sua grandissima passione, che coltivò soprattutto quando non era impegnato con il grande schermo: negli anni ’50 ebbe modo di collaborare con la compagnia Gassman-Torrieri-Zareschi e poi con Morelli-Stoppa diretta da Luchino Visconti e, in tempi più recenti, anche con il teatro Sistina di Roma.

Il San Pietro del caffè

Popolare anche in tv dove partecipò alla prima edizione di un “Medico in Famiglia”, Garrone si cimentò anche nel doppiaggio, privilegiando per il piccolo schermo alcune serie americane e per il cinema i film per bambini (da “Il gatto con gli stivali” a “Lilly e il Vagabondo”, fino a “Toy Story 3”) ma è indubbio che una buona dose di popolarità gli derivò anche dalla partecipazione alla fortunata serie di spot per l’azienda Lavazza nei panni di San Pietro: dal 1998 al 2014 fu ad accogliere le anime spaurite di quanti si affacciavano al cancello del Paradiso (da Solenghi a Bonolis, fino a Brignano) offrendo loro una tazzina di caffè.