Wind, polemiche per lo spot che parla di tortura

Nell’ultimo soggetto della compagnia telefonica, l’agente segreto Giorgio Panariello viene catturato con il suo collaboratore: una scena che non piace all’associazione Antigone

di Claudio Micalizio

L’ultimo teaser della campagna pubblicitaria di Wind, che continua secondo la trama di una spy-story in cui Giorgio Panariello veste da mesi i panni di un improbabile agente segreto, è al centro di una polemica che nelle ultime ore sta coinvolgendo un’associazione in prima linea contro le condizioni in cui versano le carceri italiane.

Gli 007 catturati? “Riferimento fuoriluogo”

Il soggetto dello spot, in onda da poche ore sulle principali emittenti televisive italiane, racconta l’ennesima disavventura della coppia di investigatori formata dal comico toscano e da Giovanni Esposito: durante le loro indagini, i due vengono catturati e torturati dagli scagnozzi del loro nemico. Un’idea che serve a ricordare le ultime iniziative commerciali della compagnia telefonica ma che ha sollevato la reazione indignata dell’associazione Antigone che parla di “richiamo fuoriluogo” alla pratica della tortura. E in una nota diffusa nelle ultime ore, i vertici dell’organizzazione chiedono il ritiro della campagna: “La tortura è un crimine contro l’umanità, uno dei più orrendi – spiega Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione -. Per questo crediamo che usare il tema con “leggerezza” non aiuti, anzi ostacoli l’impegno che da decenni mettiamo in campo per i diritti umani e contro la tortura stessa.

In molti paesi la tortura viene praticata, compresa l’Italia dove da quasi un trentennio aspettiamo una legge che la punisca. In queste ore e questi giorni stiamo piangendo la scomparsa di Giulio Regeni, nostro connazionale, ucciso in Egitto dopo essere stato brutalmente torturato: la barbarie è l’unico volto della tortura, per questo chiediamo alla società Wind Telecomunicazioni di ritirare immediatamente la propria pubblicità”.