“Mondazzoli”, il Garante chiede la vendita di Bompiani, Marsilio e Sonzogno e tutele per i piccoli editori

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Secondo indiscrezioni di stampa la relazione dell’Antitrust prevede aiuti alla piccola editoriale e libera concorrenza negli store: entro 45 giorni il parere dell’Agcom

La cessione già preventivata di Bompiani e Marsilio ma anche – e per certi versi a sorpresa – di Sonzogno. E poi una serie di limitazioni nella gestione degli autori e poi della distribuzione dei prodotti editoriali anche all’interno delle librerie di proprietà. In attesa del parere dell’Agcom, filtrano indiscrezioni sulla bozza di decisione che l’Autorità garante per la concorrenza e il libero mercato ha ultimato e sottoposto al Garante delle comunicazione per razionalizzare gli effetti di “Mondazzoli”, ovvero la discussa acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori: e, stando alle notizie diffuse da Repubblica e Fatto Quotidiano, le misure che potrebbero essere ufficializzate a breve sarebbero più aspre del previsto.

La cessione delle tre case editrici

Che qualche rinuncia fosse necessaria lo si era sempre ipotizzato e anche in una recente dichiarazione, pochi giorni fa, l’amministratore delegato della casa editrice di Segrate aveva confermato l’ipotesi di almeno un paio di dismissioni (“Ce ne faremo una ragione”, aveva commentato Ernesto Mauri durante un’intervista al Tg2). Il testo finale diffuso dai due quotidiani, però, ora fisserebbe tempi e modalità dell’intervento: l’Antitrust infatti avrebbe stabilito che “la Mondadori avrà un primo bonus di sei mesi (su Marsilio e Sonzogno) e di nove mesi (su Bompiani) per cercare liberamente un compratore che ovviamente non sarà in alcun modo ricollegabile alla casa editrice del gruppo Berlusconi né ad altre aziende nell’orbita di Fininvest. Nel caso in cui la ricerca dovesse rivelarsi vana, la cessione delle tre realtà editoriali dovrà essere tentata da un ‘fiduciario’ che avrà altri tre mesi per chiudere l’operazione e dovrà operare sotto delega dal Garante. Durante tutta questa fase e fino al momento del closing dell’operazione da parte dei nuovi acquirenti, Marsilio, Sonzogno e Bompiani dovrebbero essere gestite in modo autonomo. Un’operazione che secondo l’Antitrust risulterebbe “idonea a ridurre la quota di Mondadori sul mercato dei libri di narrativa e saggistica, e all’interno di questo, del mercato dei tascabili”.

Librerie e distribuzione

Stando a quanto scrivono Repubblica e Fatto Quotidiano, inoltre, la relazione definitiva del Garante affronterebbe anche due aspetti molto delicati: la distribuzione dei libri e le opportunità di accesso delle altre case editrici negli store monomarca del nuovo colosso editoriale sorto la scorsa estate tra mille polemiche. E anche qui non mancano le novità di rilievo: secondo l’Antitrust nelle librerie Mondadori gli editori estranei al colosso imprenditoriale potranno vedere volumi e pubblicazioni editate “esposti in vetrina o nei corridoi con la stessa cura dei titoli del gruppo Mondadori. Il rapporto sarà di al massimo 60 per quest’ultimo e 40 per gli altri editori”. Un focus particolare viene riservato al settore della Grande Distribuzione: in questo ambito sarebbero allo studio particolari condizioni per equilibrare il mercato. E a proposito di case editrici “minori”: l’Authority avrebbe previsto anche che per tre anni la casa editrice di Segrate sarà impegnata a sostenere editori emergenti alla fiera romana “Più libri, più liberi” con specifici finanziamenti (si dovrebbe partire da un minimo di 150mila euro ma la cifra è destinata a crescere) e dovrà assicurare ingenti donazioni di libri a scuole, ospedali, carceri minorili e biblioteche pubbliche.

I rapporti con gli altri editori

Ma la relazione, su cui a questo pubto si attende il parere obbligatorio ma non vincolante dell’Agcom, contiene anche altre importanti condizioni nella gestioni dei rapporti professionali con gli autori. In particolare, per i prossimi 3 anni la “Mondadori rinuncerà a pretendere dagli scrittori sotto contratto una opzione, una prelazione sui loro libri e contratti futuri” e le case editrici del nuovo impero nato lo scorso luglio dovranno rinunciare “al diritto di opzione sulle opere future e al diritto di prelazione per le opere in raccolta”. Tale rinuncia, che sarebbe stata proposta da Segrate, scatterà sei mesi dopo il definitivo varo del provvedimento del Garante. In attesa di trovare conferma alle notizie di stampa diffuse, c’è già chi cerca di capire gli effetti che questa serie di misure avrà sul mercato editoriale: in totale Mondadori dovrà cedere una quota di mercato che si aggira intorno al 5 per cento anche se non è chiaro, al di là del valore del marchio, quanto possa valere Bompiani, dopo che molti dei suoi autori più importanti avevano deciso di abbandonare il colosso di Segrate per partecipare alla Nave di Teseo, la nuova impresa editoriale tra i cui fondatori c’era anche Umberto Eco.