Nomine Rai, Campo Dall’Orto designa i direttori delle reti generaliste

Un under 40 per Raiuno, due donne per il secondo e il terzo canale: ecco le nomination proposte dal Dg di viale Mazzini 

Mediamente giovani, sulla carta preparati (o comunque già con una discreta reputation nell’ambiente) e in qualche caso anche decisamente glamour. Se le candidature anticipate dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto verranno ratificate dal consiglio di amministrazione di giovedì 18 febbraio, con le nomine dei nuovi manager la Rai si porterà a casa almeno due record: ben due direzioni di rete “in rosa” e la scelta di affidare il primo canale ad un under 40.

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Le poltrone e i profili

Le nomine dei direttori delle reti generaliste stanno già facendo discutere, sollevando anche qualche perplessità e le prime, immancabili polemiche. Alla guida di Raiuno è stato proposto Andrea Fabiano, barese classe 1976, protagonista di una invidiabile carriera in azienda: dopo essere stato dal 2011 al 2013 capo delle strategie di marketing e dei nuovi progetti della Rai e quindi vicedirettore marketing, un anno fa è diventato vicedirettore della rete ammiraglia al fianco di quel Giancarlo Leone che, reduce dai successi conseguiti con il Festival di Sanremo, ora potrebbe vedersi affidare il coordinamento dell’offerta dei tre canali principali. In rosa le altre due poltrone eccellenti: Antonio Campo Dall’Orto ha proposto per Raidue Ilaria Dallatana, che dopo aver lavorato per Mediaset anche in Spagna ha fondato la casa di produzione Magnolia insieme a Giorgio Gori (ex direttore di Canale 5 e Italia 1 e, da giugno 2014, sindaco di Bergamo per il Pd) e ora rileverà l’incarico da Angelo Teodoli, spostato a Rai4; per Raitre invece ecco Daria Bignardi (già volto di Rai e Mediaset, creatrice de “Le invasioni barbariche” su La7 e, tra l’altro, firma di Vanity Fair) che sostituirà Andrea Vianello, l’unico direttore per il quale al momento pare non essere stata trovata una collocazione alternativa. A Rai Sport infine sbarcherà il giornalista di Repubblica ed ex direttore di Gq Gabriele Romagnoli, anche lui firma quotata della rivista glamour di Condè Nast. Chiude l’elenco delle nomine del direttore generale  Antonio Marano, direttore di Rai Pubblicità: “Sono scelte basate su esperienza, merito e autonomia dai partiti – ha già fatto sapere Antonio Campo Dall’Orto -. Sono guidate dalla volontà di rinnovamento proprio attraverso la competenza e nel segno della valorizzazione delle risorse interne”.

La protesta di Usigrai

Tra le voci critiche quella del sindacato dei giornalisti Rai, perplesso davanti alla constatazione che due direttori su su tre siano “esterni”: “Nei fatti è una sonora sfiducia e delegittimazione di tutti i dipendenti della tv pubblica – ha scritto in una nota l’Usigrai -. Siamo di fronte a un fatto grave: salvo l’eccezione di Rai1, l’ennesima infornata di esterni. Evidentemente il Dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci sono professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo”.