The Independent dice addio alla carta: da fine marzo sara’ solo digitale

La società editrice dei magnati russi Lebedev annunciano lo stop alle edizioni stampate: il quotidiano britannico inaugura una nuova era, anche per contenere le spese

di CLAUDIO MICALIZIO

L’ultima copia de l’Independent arriverà in edicola tra poche settimane: sabato 26 marzo 2016. Dal giorno dopo con il suo passaggio al formato digitale, il quotidiano britannico inaugurerà di fatto una nuova era per l’editoria del Regno Unito in cui intende giocare un ruolo di primissimo piano, come hanno già confermato i vertici della società editrice.

145056345-360b621d-9af8-4bfa-a652-d9d631427bfa

L’annuncio: “Cambiamo ascoltando i lettori”

Sono stati loro stessi a comunicare con un comunicato ufficiale la svolta: nell’anno del trentennale, “The Independent” conferma che sarà il primo quotidiano inglese “solo digitale”. Una sfida che il gruppo editoriale Esi Media vuole intraprendere con coraggio e lungimiranza: “L’industria dei giornali sta mutando in base alle indicazioni che arrivano dai lettori – dice Evgeny Lebedev, imprenditore di origini russe con il padre Alexander è proprietari del giornale londinese e di altre testate -. Il futuro è digitale e noi intendiamo muoverci in questo ambito con una  decisione che tutela la testata e al contempo ci consente di continuare a investire in contenuti editoriali di alta qualità che stanno attraendo sempre più lettori sulle nostre piattaforme online”. Oltre all’Independent, la società editrice possiede anche l’Independent on Sunday e il London Evening Standard, testate di forte appeal sul mercato britannico dei lettori e della raccolta pubblicitaria. Ma come avverrà il passaggio dalla carta al digitale? I manager sono fiduciosi: “I contenuti editoriali dell’Independent sono ideali per un’audience globale digitale – ha già spiegato Steve Auckland, ceo di Esi Media -. Con la decisione di passare online vogliamo rimanere focalizzati sul nostro core business, con il vantaggio che non entreremo nel mercato come una start-up qualsiasi, e questa svolta può rappresentare un’occasione davvero unica per i nostri investitori pubblicitari per scommettere sulla nostra audience digitale, che è ricca, smart e brillante”.

L’altra faccia della medaglia

Il comunicato del gruppo editoriale è arrivato a confermare una notizia che in realtà già circolava nel panorama editoriale britannico. Ed era stato un concorrente, il Guardian, ad anticipare che l’Independent avrebbe abbandonato l’edizione cartace dopo 30 anni a seguito di un piano di ristrutturazione che dovrebbe portare ad una serie di licenziamenti nello staff del giornale e che aveva già portato alla vendita di ‘i’, giornale sintetico e low cost nato come una costola dell’Independent, acquistato per 24 milioni di sterline dall’editore Johnston Press. Se i due magnati russi, quindi, hanno salutato il passaggio alla svolta come una scelta strategica e lungimirante, i rumors invece ritengono che anche le questioni economiche abbiano avuto il loro peso.

Il futuro di una storia gloriosa

La conversione totale alle nuove edizioni digitali dell’Independent resta comunque un fatto storico anche per l’importanza del quotidiano, oltre che un balzo verso il futuro della stampa britannica. Il giornale, fondato da tre ex giornalisti del Daily Telegraph nel 1986, si contraddistinse infatti da subito per l’alto livello della redazione e fu decisiva una circostanza tutt’altro che insignificante: in quel periodo, infatti, era in pieno corso lo scontro tra giornalisti e poligrafici del Times e il loro nuovo proprietario, Rupert Murdoch, che si concluse, con la vittoria dell’editore e la conseguente decisione di molti giornalisti di lasciare lo storico quotidiano e di passare tra le fila dell’esordiente Independent. Ma dopo i primi anni di forti successi (nel 1989 il quotidiano raggiunse la tiratura record di oltre 400.000 copie) e la nascita nel 1990 della costosa edizione domenicale (Independent on Sunday), subentrarono anche le difficoltà economiche favorite dalla controffensiva del Times che lanciò una spietata concorrenza sul prezzo di vendita: la storica società editrice “Newspaper Publishing Limited” fu quindi costretta a cedere le due testate e, di cessione in cessione, nel 2010 i giornali vennero affidati all’Independent Print Limited del miliardario russo Alexander Lebedev. Pur restando uno dei quotidiani più autorevoli in Europa, The Indipendent non è più riuscito a raggiungere i picchi di vendita degli esordi e questo nonostante, negli anni, si sia progressivamente cercato di svecchiarne l’immagine fino a decidere di abbandonare nel 2003 il vecchio formato “a nove colonne” (chiamato “broadsheet” che fino ad allora era considerato sinonimo di autorevolezza) per il più maneggevole tabloid che però all’epoca veniva utilizzato soprattutto dalla stampa “popolare”. Con questa decisione il direttore Simon Kelner garantì un forte risparmio sui costi tipografici, offrendo ai lettori dell’Independent un giornale più comodo da consultare in metropolitana e le vendite risalirono fino a 250 mila copie.