Yahoo! ancora in rosso: il piano di rilancio prevede nuovi tagli e licenziamenti

Dopo l’ennesimo saldo negativo, il colosso californiano annuncia la strategia di rilancio della piattaforma: tra le sedi estere, chiude anche Milano

di Claudio Micalizio

yahoo_seo salvatoI vertici di Yahoo! parlano di “riorganizzazione” propedeutica alla trasformazione che interesserà il colosso digitale americano nei prossimi mesi. Ma a leggere il piano strategico presentato lo scorso 2 febbraio  – e definito “aggressivo” dal management – la sensazione è di essere di fronte ad una drastica cura dimagrante per fronteggiare una crisi alquanto impegnativa.

Conti in rosso per il colosso delle email

Del resto il piano di rilancio di Yahoo! arriva contestualmente ai dati economici che confermano come anche l’ultimo trimestre del 2015 si sia chiuso in rosso. Una crisi che sembra non trovare soluzione, tanto che ora la società ha deciso di correre ai ripari annunciando un processo di riorganizzazione che, se necessario, prevede tra le opzioni anche la vendita di asset considerati non più strategici. I numeri sono di per sè eloquenti: il piano di rilancio presentato dall’amministratore delegato, Marissa Mayer (che indiscrezioni di stampa da settimane continuano a definire “in bilico”), prevede il taglio del 15% della forza lavoro e una riduzione delle spese per 400 milioni di dollari entro il 2016 e la chiusura di alcuni uffici, compreso quello di Milano. Presentando la strategia futura della società californiana, Marissa Mayer si è detta fiduciosa: «Quello che annunciamo – ha spiegato – è un piano strategico che riteniamo accelererà la trasformazione di Yahoo!: ci saranno ampi cambiamenti nei prodotti e nelle risorse e renderà più brillante il nostro futuro, migliorando la nostra competitività e il nostro appeal per i clienti, gli inserzionisti e i partner». Ottimismo che però stride con la durezza dei numeri contenuti nei bilanci gestionali del quarto trimestre che si è chiuso con un rosso di 4,4 miliardi di dollari in seguito alle svalutazioni di Tumblr e altri asset pur con un incremento dei ricavi pari all’1,6% (per un totale di) 1,27 miliardi di dollari.

In tre anni dipendenti in calo del 42%

Fondata nel 199a a Sunnyvale, in California, per iniziativa di David Filo e Jerry Yang, allora studenti presso la Stanford University, Yahoo! è ancora oggi una delle più note e importanti società di servizi internet che al suo core business iniziale, l’attività di motore di ricerca, ha aggiunto nel tempo moltissimi altri servizi rivolti alla comunicazione (mail, messenger e chat) e all’informazione grazie a importanti partnership in 20 lingue. Ma dal 2012 ad oggi il Colosso, che conta attualmente 25 sedi sparse per il mondo, è alle prese con una dieta dimagrante resasi necessaria per la crisi del settore: con il taglio del 15% della forza lavoro prevista dal nuovo piano di rilancio, Yahoo! punta a chiudere il 2016 con 9.000 dipendenti e meno di 1.000 contractors, ovvero una forza lavoro del 42% inferiore a quella del 2012. Ma all’orizzonte potrebbero esserci ulteriori provvedimenti, se necessario: “”Il consiglio di – ha già spiegato Maynard Webb, il presidente di Yahoo! – ritiene che valutare ulteriori alternative strategiche in parallelo all’esecuzione del piano del management sia nel miglior interesse dei nostri azionisti”. E fra le alternative allo studio c’è anche la possibilità di disinvestire in asset ritenuti “non più strategici”.