Editoria. RCS punta su digitale ed eventi per valorizzare i brand Corriere e Gazzetta

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Presentato il piano industriale 2016-2018 dell’Ad Laura Cioli: novità editoriali e di marketing per Italia e Spagna

di Claudio Micalizio

L’obiettivo è aumentare la redditività dei prodotti più importanti di Rcs Mediagroup, contenendo i costi di gestione ma garantendo alti standard di qualità per tornare a crescere nella diffusione cartacea e ovviamente digitale, anche a pagamento. Ma oltre a Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport e, in Spagna, a El Mundo, Marca e Expansion (brand considerati sempre più strategici per lo sviluppo cross-country del business nei prossimi mesi), il gruppo di via Rizzoli punta anche su un potenziamento dei grandi eventi sportivi, storicamente collegati alla rosea e alle enormi potenzialità nell’ambito del marketing per una platea di oltre 30 milioni di contatti. E’, in sintesi, il cuore del piano industriale di Rcs Mediagroup per il biennio 2016-2018 presentato dall’amministratore delegato, Laura Cioli, insieme al capo della direzione Financial, Legal & Purchasing del Gruppo RCS, Riccardo Taranto, e dal presidente di Rcs Mediagroup Maurizio Costa. Un business plan ambizioso con cui i vertici del gruppo editoriale contano di raggiungere un risultato netto positivo dal primo anno con ricavi in crescita dell’1,5% ed efficienze nette per 60 milioni, 45 dei quali intervenendo su costi esterni e circa 15 connessi al costo del lavoro “ma preservando – hanno più volte ribadito i manager – investimenti e qualità”. Una sfida il board del gruppo approccia con ottimismo e l’impegno a rivedere in corsa progetti e obiettivi: “Il settore editoriale attraversa da anni una fase di profonda trasformazione – ha spiegato Laura Cioli -: tutti i paradigmi in termini di media, contenuti, audience, frequenza e distribuzione sono cambiati. Ma il consumo di notizie è in costante crescita, c’è un interesse continuo sia per i contenuti globali che per quelli iperlocali: bisogna intercettare queste richieste”

I modelli Corriere e Gazzetta dello Sport

Al centro del sistema Rcs Mediagroup restano i due quotidiani e poi i periodici scampati alla strategia di dismissioni che la precedente gestione del gruppo ha portato avanti (su tutti Rcs Libri e le partecipazioni radiofoniche in gruppo Finelco, settori considerati “non strategici” dall’ex amministratore delegato Pietro Scott Jovane): Corriere e Gazzetta restano, al di là delle copie vendute, i prodotti più autorevoli su cui imbastire un piano di rilancio che preveda un rafforzamento nella presenza digitale (con un progressivo potenziamento già a inizio 2016 dei contenuti a pagamento) ma anche un incremento nella diffusione in edicola. Il caso de “la Lettura”, il supplemento domenicale del Corsera a vocazione culturale, è emblematico di come sia ancora oggi possibile avere successo con contenuti autorevoli e proposti su carta stampata: proprio partendo da questo caso fortunato, Rcs Mediagroup vuole rilanciare progressivamente la sfera editoriale, puntando anche per le pagine di attualità su approfondimenti e inchieste e su un ulteriore potenziamento delle cronache locali attraverso una riorganizzazione delle nove edizioni periferiche proposte in allegato al quotidiano di via Solferino. Analogo discorso per la Gazzetta dello Sport, testata leader per lettori e consensi che proseguirà sulla via di una sempre maggiore offerta di contenuti differenziati per l’edizione cartacea e la versione online.

Internet decisiva per diffusione e ricavi 

E poichè negli ultimi mesi entrambi i quotidiani hanno visto crescere il numero degli utenti fidelizzati online, nel futuro sempre più attenzione verrà riservata alle potenzialità della rete e del mobile. Una mossa strategica per ampliare l’offerta di contenuti alternativi ai prodotti da edicola (nel caso del Corriere, per esempio, si sta studiando il lancio di prodotti digitali hyperlocal per le cronache di altri territori oggi non coperti dai dorsi del giornale) ma anche, per esempio, per intercettare i giovani ai quali si intende offrire contenuti sempre più “su misura”. La speranza quindi è di aumentare i lettori, andando ad ampliare se possibile anche i target di pubblico. L’aspettativa di tipo economico è strategica, perché nei prossimi due anni si punta a incrementare i ricavi digital del 20%, partendo dal paywall per i contenuti sempre più esclusivi che verranno offerti dai due quotidiani sino ad arrivare a strategie commerciali e di marketing sempre più mirate per valorizzare i 30 milioni di contatti che già oggi il gruppo può vantare.

Gazzetta Tv e le altre cessioni

Come anticipato anche da Spot and Web nei giorni scorsi, tra gli asset non più strategici che il nuovo board di Rcs Mediagroup andrà a dismettere c’è Gazzetta Tv, il canale televisivo lanciato lo scorso febbraio sul digitale terrestre. Una pagina dolorosa, perché su questo progetto il gruppo ha creduto e investito molto, ma inevitabile dal momento che i risultati non stanno arrivando. E così il management del gruppo è già al lavoro per quella che è stata definita una exit-strategy: nulla è stato ancora deciso ma in conferenza stampa l’amministratore delegato Laura Cioli ha confermato che si cercherà di “valorizzare quanto di buono è stato sviluppato in questi mesi per la piattaforma televisiva e renderlo fruibile sugli altri mezzi del gruppo”. Tra le possibili dismissioni, i manager di via Rizzoli hanno fatto riferimento ad una necessaria “razionalizzazione del portafoglio di asset non core” Veo Television (controllata spagnola per la quale è già stata formulata più di un’offerta) e Sfera Editore che oggi pubblica soprattutto riviste, libri e cd per la famiglia e i bambini: “In questa fase è prematuro parlare di vendite – ha precisato Riccardo Taranto, capo della direzione Financial, Legal & Purchasing del Gruppo RCS -: certo un’eventuale cessione dovrà essere fatta al giusto prezzo. Il nostro obiettivo è di creare sinergie e semplificazioni produttive, con una costante verifica delle prospettive economico finanziarie, così da contenere gli effetti di risultati non performanti”.

Iniziative di sviluppo al di fuori dell’editoria

Sinergie tra brand, integrazione-cross country della piattaforma tecnologica per abilitare la trasformazione digitale, razionalizzare costi e investimenti, sviluppare nuove opportunità di ricavo. Tra le 8 strategie ipotizzate nel piano industriale di Rcs Mediagroup ci sono anche provvedimenti squisitamente finanziari e tecnici. Ma anche un ampliamento delle aree di business, a cominciare dalla valorizzazione di eventi già consolidati (dal Giro d’Italia alla Milano San Remo di ciclismo) e alla creazioni di nuove iniziative in grado di potenziare le occasioni di introito commerciale e di marketing.