Giochi delle mie brame….

di Federico Unnia

Mentre impazza lo scontro sui giusti limiti che si vorrebbero imporre alla pubblicità dei giochi e scommesse, ecco puntuale come una cambiale di fine anno l’ennesimo blocco ingiunto dal Comitato di controllo ad un messaggio troppo leggero e al tempo stesso violento nel promuovere un provider di giochi on line.

star casino stop dallo IAP

Stiamo parlando dello spot del sito di giochi on lineStarcasinò”, diffuso su Cielo e ritenuto dal Presidente del Comitato di controllo manifestamente contrario agli artt. 9 – Violenza, volgarità, indecenza – e 28ter – Giochi con vincita in denaro – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

Nello spot era raffigurata una donna che indossava una tuta aderente color oro, intenta ad interrogare  un uomo seduto su una sedia, come “trattenuto”, spingendolo a nominare il marchio “Starcasinò” come risposta ad ogni domanda sui giochi.  Inoltre, la protagonista colpiva al volto a più riprese l’uomo con un guanto elasticizzato.

Secondo il Comitato di controllo l’immagine così proposta si poneva in  contrasto  con l’art. 9 del Codice, che vieta espressamente il ricorso a «rappresentazioni di violenza fisica o morale». Quella descritta era quindi una situazione di inopportuna violenza gratuita, contraria alle norme del codice. Lo svolgimento narrativo, che richiama un interrogatorio violento, e le espressioni di fastidio dell’uomo che si ritraeva a ogni colpo subito sono stati ritenuti dal Comitato di Controllo  elementi idonei a favorire una decodifica del messaggio nel senso della gratuita violenza.

Infine, sotto altro profilo, il Comitato di Controllo ha ritenuto dove nella parte finale dello spot veniva presentata la promozione relativa al bonus “300% superbonus di benvenuto”, le indicazioni in super risultavano illeggibili per le dimensioni del carattere utilizzato e per il brevissimo tempo di permanenza in video, rendendo così impossibile al pubblico una comprensione chiara e completa dell’offerta.

Motivi più che validi per ingiungere la sospensione della diffusione della campagna.