Marketing. La “forza” di Star Wars 7: grande battage ma “poco” investimento

A pochi giorni dall’uscita dell’ennesimo capitolo della saga  di George Lucas, negli Usa si fanno i conti: previsti grandi incassi con investimenti pubblicitari contenuti

di Claudio Micalizio

Si può stare dieci giorni in coda per non perdersi una prima visione cinematografica? Evidentemente sì se il film in questione è “Il risveglio della forza”, settimo capitolo della saga di Star Wars. Sta accadendo negli Stati Uniti dove, in vista del 18 dicembre – data di uscita della pellicola oltreoceano, due giorni dopo rispetto all’esordio nelle sale europee – capannelli di persone si sono accampate davanti ad alcune sale cinematografiche per non correre il rischio di mancare l’appuntamento.

E’ tempo di previsioni: quanto incasserà al botteghino?

Ma al di là delle note di colore, il conto alla rovescia è anche l’occasione per azzardare ipotesi sui ricavi che l’ennesimo episodio dell’epopea interstellare potrebbe garantire ai produttori. In realtà c’è molto riserbo sulle cifre: come osservano molti commentatori della stampa americana, a meno di due settimane dalla “prima” ancora non sono disponibili previsioni ufficiali su quanto il film della Lucasfilm incasserà nel primo weekend. Qualche stima, però, circola senza alcuna ufficialità: il sito pro.boxoffice.com, che aggiorna le sue stime ogni giorno, prevede per il weekend d’esordio un incasso da 220 milioni di dollari e un totale di 780 milioni di dollari nei soli Stati Uniti. In attesa di verificare l’attendibilità della previsione, c’è già chi scommette sul piazzamento che l’episodio diretto da J.J.Abrams conquisterà nella specialissima classifica degli incassi oltreoceano della saga quarantennale: in vetta c’è “Una Nuova Speranza” (Star Wars: Episode IV – A New Hope) il primo film in ordine di produzione (e quarto in ordine cronologico) della fortunata saga fantascientifica ideata da George Lucas che nel 1977 incassò 1.19 miliardi di dollari, staccando 142 milioni di biglietti, cui fanno seguito “La Minaccia Fantasma” (707 milioni di dollari e 84.8 milioni di biglietti), “Il Ritorno dello Jedi” (675 milioni di dollari, 80.9 milioni di biglietti), “L’Impero Colpisce Ancora” (657 milioni di dollari, 78 milioni di biglietti), “La Vendetta dei Sith” (494 milioni di dollari e 59 milioni di biglietti), “L’Attacco dei Cloni” (con 433 milioni di dollari incassati e 52 milioni di biglietti). Se le previsioni fatte fossero confermate, quindi, il prossimo “Il risveglio della Forza” entrerebbe al secondo posto della classifica, sin qui dominata dai primi film di ogni trilogia anche se – osservano i commentatori – sul numero di biglietti staccati è difficile fare una proiezione, in quanto il film uscirà anche in 3D, IMAX 2D e IMAX 3D cioè formati che hanno prezzi più alti della normale proiezione in 2D.

Grande exploit… ma poca pubblicità?

Ma se le previsioni di incasso sono comunque improntate all’ottimismo, c’è anche chi fa notare come sinora la campagna pubblicitaria di lancio della pellicola sia stata “sotto tono” o comunque, più probabilmente, inferiore rispetto ad alcune ipotesi. Il “New York Times” addirittura sottolinea che la Disney finora ha investito 17 milioni di dollari in spot pubblicitari, mentre la media complessiva per un blockbuster di quella portata nel 2015 è stata di 30 milioni di dollari. In compenso per Star Wars la Disney ha stretto moltissimi accordi di partnership per un totale di 38 milioni di dollari spesi finora dai sette partner dell’operazione (tra cui Verizon, General Mills e Procter & Gamble) in spot di co-marketing: un fatturato che batte perfino il primato di Minions, film uscito lo scorso agosto per la cui campagna marketing furono mossi investimenti pari a 26.5 milioni da parte dei partner. E c’è di più: per “Il risveglio della Forza” prima del 1° dicembre erano già stati investiti altri 51 milioni di dollari in altre operazioni condotte da compagnie che hanno promosso prodotti a tema Star Wars non legati direttamente al film a cominciare dai videogames.

Tanti soldi… ma molto riserbo (anche nei trailer) 

Vero è che di Star Wars si parla da mesi, con o senza investimenti pubblicitari. E del resto basta il battage dei fan a creare l’attesa e, ovviamente, la comprensibile curiosità dei media. In tutti i casi: massimo risultato e minima spesa. E, aspetto non secondario, senza rinunciare a quel riserbo che la produzione ha più volte dimostrato di voler mantenere attorno all’operazione. Un’ulteriore conferma si ritrova anche analizzando la strategia di promozione utilizzata per gli spot e le anticipazioni sui media e nei cinema: sinora la produzione ha rilasciato solo tre trailer e 12 spot televisivi, per un totale di 6 minuti di scene estrapolate da una pellicola di 136 minuti mentre di solito si arriva ad anticipare fino a 15 minuti.