Lo spot che indigna le buone maniere del mondo finto

di Federico Unnia

Fa discutere, e non è una novità, lo spot della catena tedesca Edeka, dove un vecchio padre, evidentemente snobbato dai figli, nuore e nipoti, si finge morto per radunarli tutti intorno a se per l’estremo saluto salvo poi stupirli con una cena natalizia già pronta.
Diverse, per fortuna, a pelle le reazioni. Certamente l’idea è originale, dissacrante di costumi e stilemi consolidatisi banalmente nel tempo, soprattutto a Natale.

Il buonismo finto di certi panettoni, il natale di gender di fornitori di arredo, la stucchevole ironia dei ricchi decaduti che si vedono sfilare da sotto il sedere le seggiole del tavolo buono, andato pignorato, la si tengono strette in bocca le fette del panettone milanese.
Per tacere della becera ironia natalizia di operatori telefonici.
Insomma, il vecchietto Edeka che progetta e mette in atto lo scherzo peggiore ai parenti serpenti certamente si fa notare. Ma quello che potrebbe apparire come un maldestro tentativo di catturare l’attenzione finisce per dire molto di più. Nella realtà quotidiana i rapporti e la socializzazione sono diversi da come anche il mondo della comunicazione pubblicitaria ce li propone.
Un mondo fatto di solitudine e tristezza, qualche volta irradiato di banale creatività e buonismo in salsa pubblicitaria.