Editoria. Nikkei compra il “Financial Times”: maxi investimento per il rilancio

Il colosso dell’informazione finanziaria rileva il più autorevole quotidiano britannico: un blitz da 844 milioni di sterline

di Claudio Micalizio

Un’altra grande testata giornalistica passa di mano nel panorama editoriale internazionale. E non è davvero un giornale da poco: l’autorevole Financial Times – il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, nonché uno dei più antichi, autorevoli e letti del mondo – ora è di proprietà di “Nikkei Inc.”, colosso internazionale dell’informazione finanziaria che già edita il Nihon Keizai Shimbun.

financial times

Un’operazione da 844 milioni di sterline che è stata ufficializzata con un comunicato stampa pubblicato dal sito internet del gruppo editoriale che con le due testate in portafoglio può vantare una “diffusione giornaliera di circa 3 milioni di copie, pari a più del doppio del Wall Street Journal, 70 uffici e 2mila giornalisti”, come riporta anche il sito del Financial Times. L’operazione, che non ha mancato di sollevare qualche perplessità sul fronte politico ed economico, è stata annunciata come il primo atto di una strategia di rilancio ancora più ampia: “E’ un onore per noi dare il benvenuto al Financial Times nella famiglia Nikkei – spiega Tsuneo Kita, presidente e Ceo di Nikkei Inc -. Noi condividiamo la medesima missione: quella di fare giornalismo credibile, indipendente e trasparente”. Un’acquisizione che anche i vertici e i giornalisti del quotidiano finanziario britannico hanno salutato con ottimismo: “Questo è solo l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo nella storia del nostro giornale – spiega John Ridding, chief executive del Financial Times -. Insieme possiamo provare al mondo che un grande giornalismo può essere un grande affare: saremo il ‘gold standard’, il punto di riferimento, per ogni modello di business in ambito media, come del resto già lo siamo per il giornalismo di qualità”. Una dichiarazione di intenti roboante che potrebbe essere stata pensata a mo’ di risposta per quanti avevano criticato l’operazione, a cominciare proprio dall’entità dell’investimento che il gruppo Nikkei aveva formulato per contrastare l’offerta di acquisto fatta a suo tempo da Axel Springer, editore di Bield e Die Welt. Financial Times, quindi, guarda ad oriente e si prepara ad un piano di rilancio che non riguarderà solo l’edizione cartaceo: l’ambizione ddel gruppo editoriale, infatti, è di veder crescere anche gli abbonati digitali che dovranno superare quota un milione entro pochi mesi.