Vendere casa: la pubblicità in TV è ancora il “Grande Fratello” in grado di orientare scelte e comportamenti

A quanti è capitato di dover vendere un proprio immobile? Le scelte sono sostanzialmente 3, affidarsi ad un gruppo in franchising, consultare un’agenzia “free lance” (ossia non appartenente ad alcuna Rete) oppure affidarsi al fai-da-te, soprattutto grazie all’aiuto di internet.

scf4327-019BV Invest, società che si occupa di consulenza strategica, network development e real estate advisory, ha intrapreso un’indagine con lo scopo di verificare se la pubblicità televisiva influenza o meno le persone che devono affidarsi ad una società di intermediazione immobiliare per vendere il proprio immobile.

L’indagine ha interessato 500 persone, 500 potenziali “venditori”, equamente divisi per genere, con un profilo anagrafico tra i 25 e i 60 anni.

Di questi, per il 63% conta molto la pubblicità televisiva e quindi la notorietà della società o del  brand pubblicizzato. “Abbastanza” per il 21%, “poco” per l’11% e “per niente” per il 5%.

Al focus group è stato quindi chiesto perché preferisce affidarsi ad una società o a un brand pubblicizzato in televisione, ed ecco il risultato:

a)      Più sicurezza e solidità                          48%

b)      Più organizzazione                                 26%

c)       Più serietà e affidabilità                        19%

d)      Più efficacia nei tempi di vendita          7%

Infine, domanda cruciale… Qual è il criterio che utilizzerebbe per scegliere una società alla quale affidare l’incarico di vendita del proprio immobile:

a)      Notorietà e organizzazione                   52%

b)      Referenze e accreditamento                28%

c)       Vicinanza e comodità                             11%

d)      Relazione personale                                 9%

” La notorietà e la visibilità di un brand costituiscono elementi fondamentali per sviluppare più business e penetrare con maggiore efficacia il mercato – chiarisce Bruno Vettore, AD di BV Invest – Questo concetto vale in generale, ma soprattutto per i network, che hanno nel marchio l’asset principale da promuovere e valorizzare”

Le “problematiche” permangono e si amplificano considerando anche strumenti pubblicitari “non tradizionali” come i social e il digital: solo il 15% degli agenti immobiliari è presente in maniera professionale e continuativa sui social media e solo il 5% lo fa in modo efficace rispetto alla propria attività (fonte: indagine BV Invest).

Il risultato di queste riflessioni è che gli agenti immobiliari sono in generale molto orientati a promuovere immobili, ma non sono attenti alla propria visibilità e notorietà, compiono continuamente operazioni di promozione “a valle” (comunicare la vendita degli immobili in portafoglio, il 79% delle agenzie “non appartenenti a Gruppi” fa SOLO pubblicità di prodotto) dimenticando come sia necessario in primis attivare operazioni “a monte”.