Editoria. Maurizio Molinari dirigerà La Stampa: dopo Calabresi un trio con Russo e Gramellini

EDITORIA. MAURIZIO MOLINARI DIRIGERA’ LA STAMPA: DOPO CALABRESI, UN TRIO CON RUSSO E GRAMELLINIL’inviato di lungo corso nominato direttore: ad affiancarlo due penne molto brillanti per sviluppare internet e nuove iniziative

Di Claudio Micalizio

Un tris di nomine per la nuova direzione de “La Stampa”. A 24 ore dall’addio di Mario Calabresi, passato alla guida di Repubblica, Italiana Editrice ha scelto Maurizio Molinari, inviato di lungo corso per il quotidiano torinese, e come condirettore Massimo Russo. Massimo Gramellini, che i rumors davano fino a poche ore fa ancora in lizza per l’incarico, resta vicedirettore del giornale ma assume in compenso l’incarico di direttore creativo di Itedi, la storica holding dell’allora gruppo Fiat che fino al 2015 gestiva le attività nel settore dell’editoria e dell’informazione.

L’editore: continueremo sulla via dell’innovazione

La decisione è stata adottata dal consiglio di amministrazione di Itedi, riunito il 26 novembre a Torino proprio dopo le dimissioni di Mario Calabresi, rimasto per sei anni e mezzo alla guida del giornale. In una nota il consiglio d’amministrazione, presieduto dal presidente John Elkann, «ringrazia Mario Calabresi per i risultati conseguiti e per l’impegno profuso, formulando i migliori auguri per la prosecuzione della sua carriera». Parole di gratitudine anche da John Elkann, presidente di Itedi: «Desidero ringraziare Mario – si legge nella dichiarazione affidata alle agenzie – per la professionalità e l’impegno con cui ha saputo rispondere a complesse sfide del mondo editoriale negli ultimi 6 anni, contribuendo a rendere più forte e più autorevole la voce de La Stampa, sia in Italia che all’estero. Sotto la sua guida, Direzione e Società hanno lavorato in modo coordinato e efficace, riuscendo a centrare obiettivi importanti, sul fronte editoriale e giornalistico, così come sul piano industriale e gestionale: il bilancio societario stabilmente in attivo, il profondo rinnovamento del ciclo produttivo e il successo dell’integrazione de La Stampa e il Secolo XIX ne sono esempi concreti». Ma Elkhann ha anche assicurato che il nuovo corso digitalizzato, portato avanti con pervicacia – e voci di corridoio dicono anche con un po’ di testardaggine – da Calabresi non verrà abbandonato: «La voglia di innovare e il gusto per la sfida – prosegue il presidente della società editrice – rimarranno punti di riferimento irrinunciabili anche per la nuova squadra di direzione. Maurizio Molinari unirà l’esperienza maturata in molti anni di professione alla sua capacità unica nel raccontare il mondo, qualità che fanno di lui una delle firme più amate e autorevoli del giornalismo contemporaneo”. 

Una task force a sostegno di Molinari

Per cogliere le enormi potenzialità legate all’evoluzione digitale del sistema dell’informazione e sviluppare al massimo, La Stampa potrà inoltre contare su Massimo Russo, che in pochi mesi ha portato con successo linguaggi e realtà innovative all’attenzione dei nostri lettori mentre Massimo Gramellini, nel ruolo di direttore creativo della Società editrice, potrà sviluppare “progetti originali e distintivi” continuando al contempo a collaborare per le colonne del giornale. 

Dal canto suo Maurizio Molinari, 51 anni, rappresenterà i valori della competenza e dell’esperienza: lui che ha cominciato la carriera a La Voce Repubblicana nel 1984 e dal 1997 è a La Stampa, dove è stato corrispondente da Bruxelles, poi da New York e dal 2014 da Gerusalemme. Un osservatore attento e una penna garbata e competente, che potrà garantire al quotidiano torinese la salvaguardia di quella autorevolezza e attenzione alle vicende dall’estero che sotto la direzione di Calabresi erano divenuti un fattore di riconoscimento per la Stampa.