Mauro lascia Repubblica, al suo posto Calabresi: il valzer di poltrone agita il settore

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Dal 15 gennaio il direttore de “la Stampa” passa a guidare il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Ridda di ipotesi sul successore a Torino, in rete commenti e ironia

di Claudio Micalizio

Mario Calabresi è il nuovo direttore di “Repubblica”: la notizia, che circolava a mo’ di gossip già da qualche settimana, ha trovato conferma ufficiale nella serata di mercoledì 25 novembre con la nota ufficiale diffusa dal Gruppo Espresso dopo una giornata ricca di indiscrezioni.

Il passaggio di consegne avverrà il prossimo 14 gennaio, quando Ezio Mauro lascerà ufficialmente il quotidiano proprio nel giorno in cui il quotidiano festeggerà il suo quarantesimo anniversario.

Il distacco di Calabresi da “La Stampa”, invece, avverrà il 17 dicembre, come confermato dallo stesso direttore al Comitato di Redazione del quotidiano torinese.

Il rituale dei comunicati ufficiali

Ezio Mauro non andrà in pensione, ed è proprio il Gruppo Espresso a confermarlo nella nota diffusa per confermare l’avvicendamento:  «Ezio Mauro, direttore di Repubblica, ha maturato la decisione di lasciare la direzione del giornale, dopo averlo guidato con successo per vent’anni. Resterà in carica fino al prossimo 14 gennaio, data del quarantesimo anniversario della testata, per poi proseguire il suo prezioso lavoro giornalistico nel Gruppo. Esprimiamo profonda gratitudine per aver saputo garantire al giornale, in questo lungo e difficile periodo, un ruolo di primo piano nel panorama della stampa italiana e internazionale per indipendenza, autorevolezza e innovazione».

Per Mario Calabresi, già caporedattore centrale e corrispondente da New York, un ritorno a casa che il comunicato saluta con entusiasmo definendo Calabresi «figura di primo piano del nostro giornalismo, cresciuto all’interno di Repubblica».

Le ipotesi e i commenti

Per il piccolo e autoriferito mondo dell’informazione italiana, la notizia dell’avvicendamento ai vertici della corazzata fondata da Eugenio Scalfari ha subito scatenato una ridda di commenti, dichiarazioni e ipotesi. Non tutti benevoli, per la verità, nei confronti del nuovo direttore.

Il più tagliente lo ha twittato Luca Sofri, figlio di Adriano, che dal suo account ha ironizzato: “Tema di riflessione sui quotidiani: un direttore della Stampa quasi direttore per un pelo del Corriere diventa direttore di Repubblica”.

Un concetto che, per la verità, a scorrere post e tweet si ritrova anche in altri commenti, che fanno notare come il giovane direttore del quotidiano della famiglia Agnelli sia da tempo designato per una carriera di primissimo piano. E già scatta il toto-poltrone per provare a individuare il nome del futuro direttore de “La Stampa”: tante le ipotesi e le indiscrezioni ma i tempi non sembrano ancora maturi perché si sciolgano le riserve.

Di certo l’arrivo di Mario Calabresi ha provocato l’immediata reazione di Adriano Sofri, attuale collaboratore di Repubblica e condannato in via definitiva per l’omicidio del padre del nuovo direttore, il commissario Luigi Calabresi.