TV. Sky lancia SkyQ: il nuovo decoder che mette “in rete” tutti i device

Il nuovo dispositivo sarà lanciato nel 2016 nel Regno Unito, poi nel resto d’Europa: come un hotspot permetterà di vedere la tv anche su tablet e pc

di Claudio Micalizio

I primi a sperimentarlo saranno i telespettatori del Regno Unito, poi forse toccherà agli altri. Ma il nuovo decoder di Sky, appena presentato, parte da un messaggio forte: tutto ruota attorno alla tv, in senso figurato – visto l’impatto che la comunicazione attraverso il piccolo schermo è ancora in grado di esercitare e gli interessi economici che ancora mobilita – ma anche molto materiale. E SkyQ, il nuovo dispositivo che presto permetterà di ricevere la pay tv di Murdoch, sarà lo strumento che permetterà di creare e gestire un vero e proprio ‘ecosistema tecnologico’ in grado di rappresentare quello che gli uomini del management definiscono il ‘fluid viewing’: “Sky Q è un nuovo modo per gli abbonati di sperimentare la TV, secondo i loro gusti – ha spiegato James Darroch durante l’evento di presentazione del nuovo decoder -. Abbiamo voluto immaginare da zero la TV, quasi ricocenpirla in modo che sia flessibile senza soluzione di continuità tra diversi schermi e di mettere una vasta scelta di intrattenimento a portata di mano”. Di fatto il nuovo decoder funzionerà come un hot-spot: banalizzando un po’, è come quando in casa attraverso il wi-fi puoi connettere i vari dispositivi che navigano in rete. SkyQ, che i siti specializzati inglesi hanno definito “il prodotto più significativo presentato da Sky dopo il lancio dell’HD una decina di anni fa”, creerà una vera e propria rete domestica alla quale collegare altri dispositivi, tablet e pc in testa che potranno essere gestiti con la stessa versatilità propria della rete (grazie anche alla nuova grafica, più fluida per passare da una sezione all’altra con maggiore semplicità) ma applicata alla fruizione dei contenuti televisivi: e allora sarà possibile guardare diversi programmi su un massimo di 5 schermi, registrando in contemporanea altri 4 canali; mettere in pausa e riprendere successivamente la visione, non necessariamente sullo stesso dispositivo utilizzato e anche in altri ambienti della casa; suggerimenti in base ai contenuti già selezionati e visti in precedenza, e poi la presenza di app e contenuti esterni. L’esigenza di fondo – par di capire – è tenere il passo con rivali del calibro di Netflix: tra le prime partnership e accordi editoriali annunciati Condé Nast Entertainment inclusi GQ, Vanity Fair, Vogue, WIRED, GoPro, Jukin Media, Kin Community, Red Bull Media House e Whistle Sports, ma anche YouTube e Vevo e – ma è soltanto un’ipotesi che qualche osservatore ha avanzato – in futuro magari anche Netflix. SkyQ sarà disponibile già dal 2016 per i 12milioni di abbonati in Uk e Irlanda e poi anche nel resto d’Europa.  Al momento però difficile azzardare previsioni: in Italia e Germania lo sbarco del nuovo SkyQ potrebbe avvenire nel 2017.