hmc firma la comunicazione di Loacker Fit 

Guadagnando di anno in anno una quota di mercato sempre più ampia, la produzione biologica è oggi una delle fondamentali direttrici di sviluppo del settore food. Secondo i dati dellʼOsservatorio SANA (Salone Internazionale del Biologico e del Naturale), 59% degli italiani hanno consumato prodotti biologici nel 2014 e il 62% di chi fa esercizio fisico li preferisce ai normali prodotti industriali.

Così lʼagenzia di pubblicità hmc già da anni ha riorientato la propria attività e la propria ricerca in direzione del mondo della “comunicazione green”.

Dopo diversi progetti e campagne caratterizzati da una spiccata attenzione verso i temi dellʼecologia, della sostenibilità e del benessere, ecco che vediamo ora lʼagenzia di Bolzano, diretta da Paolo Feretti, impegnata nel lancio di una nuova linea di barrette funzionali 100% naturali, firmate Loacker.

Copia di render pack da 4

Dalla definizione del concept creativo al design del marchio della nuova linea, dallo sviluppo coordinato del sistema di packaging fino alla campagna di comunicazione multicanale, tutto è stato studiato e curato nei dettagli in vista di una comunicazione chiara, fresca, moderna e sinceramente naturale.

“Siamo molto orgogliosi” – ha dichiarato Paolo Ferretti, titolare di hmc – “Di affiancare in questo innovativo progetto un marchio come Loacker, simbolo della “qualità Alto Adige” nel mondo. Per noi rappresenta lʼoccasione per presidiare un campo di valori e comportamenti che ci sta particolarmente a cuore e che rappresenta il nucleo dellʼeccellenza della nostra produzione locale a livello globale. Dalla qualità dei prodotti che consumiamo dipende sempre più la qualità della nostra vita: battere su questo messaggio è, oggi, uno dei grandi compiti della comunicazione. Con i nostri partner e le nostre aziende clienti, cerchiamo sempre di instaurare questo tipo di discorso incentrato sulla qualità, incrociando responsabilità etica e sensibilità ambientale, con ricadute importanti sulle scelte dei consumatori e sul tessuto socio-economico nel suo complesso. In questa direzione ci sono ancora grandissime possibilità di sviluppo, enormi potenzialità da esplorare, e qui la comunicazione creativa può davvero fare la differenza”.