La crisi dell’editoria uccide le edicole, in 10 anni chiusi 10mila punti vendita

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I dati Fenagi confermano l’emorragia di chioschi e negozi: dimezzate le vendite, crescono le saracinesche abbassate. Chiesta la riorganizzazione del settore

di Claudio Micalizio

Nella catena produttiva dell’editoria rappresentano l’ultimo anello ma sono, se ci pensate, anche quello più strategico perché garantisce la distribuzione di quotidiani e riviste. E’ naturale quindi che a pagare la crisi del settore siano le edicole: secondo i dati diffusi da Fenagi, l’associazione di categoria degli esercizi dell’informazione, negli ultimi dieci anni in Italia ne è sparita una su quattro. In termini assoluti sono diecimila punti vendita che tra il 2004 e il 2014 hanno abbassato la saracinesca senza essere sostituiti: “Il calo di vendite è un fenomeno cui assistiamo da diversi anni ma durante la crisi il numero di copie venduto si è dimezzato – spiega il presidente di Fenagi Confesercenti Giovanni Lorenzetti -. Oggi la vendita quotidiana si aggira sui 3,3 milioni di giornali al giorno, ovvero 2,1 milioni di copie in meno del 2007. E il futuro non lascia ben sperare: di questo passo la rete delle edicole morirà prima della carta stampata”.

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Oggi i negozi che vendono giornali e riviste sono 30mila con una flessione che negli ultimi mesi sembra essersi ulteriormente accentuata. Un fenomeno che, oltre a testimoniare la crisi dell’editoria italiana, rappresenta un fattore di cambiamento anche sul piano sociale: “La scomparsa delle edicole – spiega ancora Lorenzetti – è un segno negativo dei nostri tempi: scompaiono capitoli di storia cittadina, luoghi di incontro, discussione ed abitudini consolidate. E a rischio è un servizio di vicinato essenziale soprattutto in un Paese come l’Italia, dove il digital divide è ancora ampio, soprattutto per alcune fasce d’età”. In attesa quindi che editori e giornalisti si interroghino seriamente sulle cause della crisi di vendite magari facendo un po’ di sana autocritica, i rappresentanti sindacali degli edicolanti chiedono misure efficaci: “Mentre constatiamo che nella legge di stabilità mancano completamente misure a sostegno della rete tradizionale – conclude Giovanni Lorenzetti – ormai è imprescindibile una riorganizzazione e riqualificazione di tutta la filiera della distribuzione e vendita. Occorre puntare sulla qualità del prodotto e sulla commercializzazione, favorendo incentivi alla vendita”.