UK, nel mirino anche la pubblicita’ non TV di food e soft drink

di Federico Unnia

Il Committee od advertising practice annuncia una consultazione per stringere la regolamentazione della pubblicità di questi prodotti

Il mondo della pubblicità inglese è in apprensione per la nuova iniziativa promossa dal Cap – organismo che collabora con l’advertising standards authority, il giudice della corretta pubblicitaria inglese -, avente ad oggetto un possibile giro di vite nella disciplina che consente la pubblicità di bevande e cibi per i bambini.

L’idea del Cap è di lanciare una consultazione pubblica, aperta sia agli addetti ai lavori che al pubblico di consumatori, con la quale verificare le reazioni ad una stretta sulla pubblicità di bevande e alimenti ricchi di grassi, zucchero e sale, rivolti ai più giovani.

La normativa oggi vigente stabilisce che la pubblicità di prodotti non deve incoraggiare comportamenti alimentari scorretti e potenzialmente pericolosi. Promozioni e l’utilizzo di celebrities non sono permessi per la pubblicità di tali prodotti ricolti ai minori. Le regole i vigore si applicano a tutte le pubblicità non tv, tra cui rientrano oggi online, affissioni, stampa, cinema ed operazioni di direct marketing.

Questa consultazione si deve non solo alla vigile attenzione sul fenomeno crescente dell’obesità infantile ma anche all’esplosione dei new media e all’impatto che  stanno avendo nella comunicazione promozionale  e nella visione da parte dei più piccoli. Il risultato della consultazione, che partirà ad inizio 2016, è di sondare l’opinione delle categorie professionali interessate sul tema e capire come lo strumento autodisciplinare potrebbe farsi carico di una maggiore vigilanza sui temi dell’alimentazione tra i giovani, soprattutto con riferimento a cibi e bevande ricchi di zucchero e sale.

Insomma, un monitoraggio che dovrebbe tracciare una possibile rotta verso una stretta della normativa vigente.