Swiss Factor nell’e-Commerce

Esiste anche nell’ecommerce un “fattore CH”, ovvero un marcato interesse per i consumatori che vivono fuori dai confini elvetici nell’acquistare prodotti Made in Switzerland. Sarebbero circa 30 milioni gli “Swiss addicted” non solo localizzati, come è immaginabile, in Paesi confinanti come Germania, Francia e Italia, o europei come Regno Unito e Spagna, ma anche in alcune aree extra-UE come Shanghai, Guangzhou, New York and Los Angeles.

Questi sono solo alcuni dei risultati emersi nel corso dell’appuntamento “Swiss e-Commerce meets Expo”, promosso da Netcomm Suisse, associazione che ha l’obiettivo di sostenere gli interessi di tutte le aziende che operano nell’ecommerce in Svizzera. Nel corso dell’evento tenutosi al Padiglione Svizzero sono stati presentati i dati dell’indagine “The Swiss e-commerce factor in international sales and deliveries”, un’analisi tratta dalla seconda edizione dell’Osservatorio NetComm Suisse, realizzato da ContactLab. La giornata presso Expo è stata sostenuta da: Swiss Post, TINEXT, Pwc, QUICKLY, SWISSCOLOCATION.

“I dati dell’Osservatorio di Netcomm Suisse realizzato in collaborazione con ContactLab –  commenta Alessandro Marrarosa Presidente NetComm Suisse e-Commerce Association – hanno finora messo in luce la forte abitudine degli svizzeri ad acquistare online, dimostrata dalle percentuali molto alte di espansione del mercato in tutte le fasce della popolazione e in tutti i settori dell’impresa. Un paese di otto milioni di abitanti con 4,2 milioni di online shopper che vantano uno scontrino medio di quasi 2.000 franchi è senza dubbio un eCommerce Champion dal punto di vista dei consumi. La Svizzera però è anche un hub digitale dell’ecommerce, un’occasione per chi fa commercio elettronico nel resto d’Europa di veder crescere il proprio fatturato stimolando l’esportazione dalla Svizzera e non solo l’importazione. Un cambio di paradigma suggerito da questa ricerca, nata in collaborazione con ContactLab, che conferma ciò che prima soltanto si poteva intuire: esiste un fattore CH nell’ecommerce globale”.

L’analisi di ContactLab ha preso in considerazione cinque nazioni (Germania, Francia, Italia, Spagna, Regno Unito) e quattro mercati di riferimento extraeuropei (Shanghai, Guangzhou, New York e Los Angeles) individuando circa 30 milioni di consumatori potenzialmente interessati ad acquistare prodotti con il marchio svizzero.

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Con diverse ragioni e sensibilità a seconda dei paesi, la Svizzera gode nell’insieme di una forte reputazione su diversi item:  l’alta qualità del prodotto svizzero è il primo valore riconosciuto in Germania (66% dei rispondenti) come in Cina (53% a Shanghai+Guangzhou), l’affidabilità dei servizi online viene attribuita sempre dalla Germania (63%), il Regno Unito (56%) e Francia (54%), la tempestività della consegna svizzera ha il grado più elevato di apprezzamento in Spagna (46%), mentre la sicurezza del pagamento quando si compra in Svizzera è in cima ai pensieri degli spagnoli nel 51% delle interviste.  Associati alla Svizzera sono anche l’unicità di alcuni prodotti, la convenienza, la cura del rapporto con il consumatore. Un tratto culturale a cui si aggiunge il plurilinguismo della Svizzera e che insieme costituiscono un valore aggiunto che può drenare nuovi clienti verso chiunque sappia sfruttarlo.

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L’analisi di ContactLab svolta nel mese di aprile ha stimato 12,8 milioni di Swiss Promoter in Germania, almeno 6,2 in UK, 4,6 in Francia, 4,3 in Italia, 3 in Spagna. Ma anche in Cina (aree di Shanghai + Guangzhou) ci sono ben 5,5 milioni di consumatori interessati ai prodotti elvetici e 2,3 milioni di acquirenti in USA, considerando solo New York e Los Angeles come area.

Le aziende che finora avevano visto nella Svizzera un Paese di soli 4,5 milioni di acquirenti di alto livello ora possono considerarlo un paese in grado di più che raddoppiare il suo fatturato, pensandolo come paese esportatore di prodotti.

“Potenzialmente ci sono 30 milioni di persone nel mondo attratte da prodotti di Made in Switzerland, ma bisogna concretizzare questa chance – commenta Carlo Terreni General Director NetComm Suisse e-Commerce Association. Se, come pensiamo di aver dimostrato, esiste un fattore svizzero nell’ecommerce, il primo compito degli attori di questo settore è incoraggiare il crossborder online shopping E questo va fatto secondo lo schema colto dalla nostra ricerca, che vede un rapporto inverso tra il totale dei clienti crossborder e il livello di penetrazione dell’ecommerce rispetto al valore del segmento di mercato: in Spagna il 66% degli online shopper sono crossborders, in Francia il 49%, in Uk  il 37%, in Germania  il 32%; tuttavia, grazie al mercato eCommerce sempre più grande, il segmento principale per le spese da siti stranieri è in Uk (circa 10 miliardi di dollari). Anche in Cina – paese col quale la Svizzera ha di recente siglato un importante accordo commerciale –  è possibile stimare in circa 4,3 miliardi di dollari il segmento degli acquisti online da paesi stranieri.”

Stimato il potenziale e individuati gli interessi, la strategia digitale per promuovere lo Swiss eCommerce Factor si comporrà di diversi obiettivi: incrementare il supporto ai clienti sui mercati europei, dare assolute garanzie sulla protezione dei dati sensibili per il mercato statunitense, fornire prodotti di qualità nei mercati asiatici, affamati di lusso e prodotti difficilmente imitabili. E per ogni strategia non dimenticare le preferenze su ogni aspetto dell’ecommerce, dai canali di acquisto fino ai metodi di pagamento.

“La Svizzera ha la chance di trasferire la propria singolarità – grande mercato interno e abitudine di acquisto da siti stranieri – verso l’esterno ribaltando la prospettiva a vantaggio delle imprese – conclude Alessandro Marrarosa Presidente NetComm Suisse e-Commerce Association. Sempre considerando che un processo di export dalla Svizzera comporta delle complicazioni gestionali della dogana che raccomandano l’affidamento a società esperte, come Swiss Post, forte della sua esperienza centenaria, che non a caso ha supportato la ricerca.”