Congiuntura e Pubblicità i dati di luglio 2015

di Mario Modica

Col mese di luglio la congiuntura sembra accelerare il passo sulla strada della ripresa in consonanza con i segnali da tempo provenienti da settori e comparti che si stanno man mano sciogliendo dall’abbraccio della recessione.

  Ne danno conferma in primo luogo le fonti ufficiali nazionali e internazionali che rivedono ripetutamente in rialzo le previsioni delle variazioni del PIL, sino a toccare il pur modesto +0,9% per il 2015, in ascesa da un iniziale ancora più modesto +0,5 %.

  Altri segnali probanti vengono dalla produzione industriale che nel mese di luglio ha presentato una consistente variazione, seguita parallelamente dal fatturato e, segnatamente, dagli ordinativi della produzione.

  Analogamente dicasi per il commercio con l’estero che a luglio ha ripetuto i robusti incrementi dei mesi scorsi sia nelle esportazioni sia nelle importazioni rendendo così più pingui i saldi commerciali. Promettenti segnali vengono dalle costruzioni che di mese in mese vanno comprimendo le variazioni negative che da tempo rattristano il settore.

  La confortante animazione delle attività produttive trova corrispondenza nella significativa contrazione dell’area della disoccupazione generale e giovanile. Non diversamente dicasi per il commercio al dettaglio che a luglio ha presentato una buona variazione positiva –specie nella distribuzione moderna – mentre il tasso d’inflazione sostando da alcuni mesi poco sopra la parità, conferma un certo vigore dei consumi ormai lontani dalle insidie deflattive.

  Il clima di fiducia dei consumatori è sostanzialmente positivo anche se non è esente da timori per i prezzi e per l’occupazione. Il clima di fiducia delle imprese si palesa positivo per le costruzioni e per le vendite al dettaglio mentre presenta stabilità nelle attese dell’attività produttiva e nella situazione delle scorte. Le prospettive degli ordini sembrano attraversate da talune perplessità.

  Di non facile interpretazione è l’andamento degli investimenti pubblicitari correnti, costretti a un deludente confronto con quelli eccezionalmente lievitati dell’anno scorso in connessione con i mondiali di calcio.

  L’analisi dei singoli settori consente di prendere atto che la produzione industriale ha fatto segnare a luglio una succulenta variazione tendenziale complessiva (+2,7%), supportata dal contributo di tutti i comparti specie dell’energia (+10,7%).

  Grazie ai risultati di luglio, la produzione industriale nei primi sette mesi dell’anno ha migliorato la propria posizione portandosi al +0,7% dal più modesto +0,4% dei primi sei mesi.

  Le stime previsive del rapporto 2015/2014 indicherebbero per la produzione industriale totale una variazione intorno al +0,6%, mentre le stime previsive per l’aggregato dei beni di consumo indicherebbero un’invarianza. Ma si deve aggiungere come dette stime possano nettamente migliorare con l’accelerazione attesa dall’intera congiuntura.

  Il fatturato dell’industria a luglio presenta un’espansione del +2,2% che va a rafforzare il cumulato dei primi setti mesi dell’anno portandolo al +1,5%, grazie al prevalente merito del mercato estero (+3,6%).

  A luglio gli ordinativi compiono un vero e proprio balzo in avanti (+10.4%) trascinando il cumulato gennaio-luglio al +4,2%, per merito segnatamente del mercato interno.

  L’andamento dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali a giugno si presenta, nel suo insieme, col segno della contrazione (-2,3%) soprattutto in relazione al mercato interno. Il cumulato semestrale è una variazione tendenziale del -2,4%, dovuta anch’essa al mercato interno (-3,1%), mentre il mercato estero si presenta stazionario.

  I prezzi all’importazione dei prodotti industriali subiscono anch’essi una sensibile contrazione mensile (-4,5%), sostanzialmente in linea con la contrazione media del periodo gennaio-luglio (-4,3%). Dette variazioni – connesse con la riduzione dei prezzi dell’energia (- 7,4% per il periodo gennaio-luglio) – sono dovute quasi esclusivamente ai mercati dell’area non euro.

  Continua anche a luglio l’impetuosa corsa del commercio con l’estero che procede con una variazione di periodo del +5,2% per le esportazioni e del +4,7% per le importazioni causando un saldo di oltre 26 mld di euro. Va inoltre annotato come i risultati anzidetti provengano per circa due terzi dai mercati dei paesi extra UE.

  Uno degli effetti dei positivi andamenti delle attività economiche sopra esposte si è manifestato con una sensibile contrazione del tasso di disoccupazione: vuoi generale (sceso al 12,0% dal 12,7% di giugno), vuoi giovanile (sceso al 40,5 % dal 44,2% di giugno).

  Il commercio al dettaglio nel suo complesso a luglio procede di buon passo in territorio positivo con un +1,7%, quale media fra il +3,5% della distribuzione moderna ed il +0,2% di quella tradizionale. Il che ha portato la variazione complessiva di periodo al +0,7%, quale media fra il +1,6% della distribuzione moderna e il -0,2% della tradizionale.

  Anche ad agosto il tasso d’inflazione staziona sul +0,2% già registrato nei due mesi precedenti, confermando così una contenuta ripresa dei consumi e, nello stesso tempo, una certa qual distanza dalla temuta deflazione.

  Gli investimenti pubblicitari che nel 2014 hanno subito una considerevole lievitazione dovuta ai campionati mondiali di calcio, hanno inciso negativamente sul rapporto con gli investimenti pubblicitari 2015. Pertanto non meraviglia come le variazioni mensili (-1,5%) e di periodo (-3,7%) rimangano in territorio negativo nonostante i benefici effetti della rianimata produzione industriale.

  Le stime previsive circa il rapporto 2015/2014 si orientano verso il -1,9%, risentendo ovviamente del confronto con gli investimenti pubblicitari 2014 gonfiati a causa dei citati mondiali di calcio. Tuttavia si ritiene che il corrente processo di miglioramento congiunturale coinvolgerà anche gli investimenti pubblicitari.

  Gli indici di fiducia dei consumatori hanno assunto una buona intonazione: vuoi complessivamente, vuoi per quanto concerne la situazione economica familiare e del paese. Nonostante ciò qualche nube sembra insidiare l’andamento dei prezzi e della disoccupazione.

  Gli indici di fiducia delle imprese si muovono positivamente per quanto riguarda il commercio al dettaglio e le costruzioni. In particolare per le costruzioni gli indici di fiducia sono in ascesa per quanto concerne i giudizi sugli ordini e sui piani di costruzione.

  In apparente contrasto con l’andamento della produzione industriale sembrano muoversi negativamente gli indici di fiducia delle imprese manifatturiere (oltre a quelli dei servizi di mercato). In particolare per le imprese manifatturiere sembrano peggiorare i giudizi sugli ordini mentre rimangono invariate le attese sulla produzione e i giudizi sulle scorte.

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