“Il Contadino cerca moglie”: Simona Ventura un po’ Cupido e un po’ documentarista

di Claudio Micalizio

Il format è collaudato dal momento che la prima edizione risale addirittura al 2001. Ma per anni è rimasto nel cassetto di Fremantle: dal 6 ottobre “Il contadino cerca moglie”, docu-reality dove un gruppo di imprenditori agricoli dediti al lavoro dovrà scegliere tra un ventaglio di donne di città la compagna con cui intraprendere una relazione sentimentale, arriva anche in Italia su Fox Life per la prima serie. A condurlo, come da tempo si vociferava, Simona Ventura che in questo programma crede molto. L’idea, di per sè, può anche ricordare “Uomini e Donne” di Maria De Filippi (e qualche giornalista in conferenza stampa lo ha fatto anche notare) ma gli affari di cuore per l’esuberante conduttrice sono un aspetto secondario: “Stiamo parlando di un gioco – ha spiegato a chi le chiedeva se non c’era il rischio di riproporre lo stereotipo della donna oggetto scelta dall’uomo ‘padrone’ – dove persone adulte e responsabili scelgono di conoscersi: personalmente spero che questo programma possa riaccendere nelle persone la consapevolezza di quanto bella sia l’Italia e di quanto importante sia l’agricoltura per l’economia e per l’alimentazione. Basti pensare che le donne selezionate erano tutte di città e qualcuna non aveva mai messo piede in un campo”. Come suggerisce la crasi con cui è stato denominato il format, “Il contadino cerca moglie” è un po’ reality show e un po’ documentario perchè racconterà davvero con immagini suggestivi ed un montaggio accurato la dimensione agricola italiana. In questo contesto si svolgerà la storia che vedrà protagonisti cinque agricoltori di altrettante regioni, tutti single, che accetteranno di far entrare nelle rispettive vite cinque donne che oltre a far breccia nei cuori degli aitanti fattori dovranno dimostrare anche di essere pronte ad abbracciare la vita agreste, con i sacrifici e i riti che la accompagnano: dopo una prima selezione, le ragazze di città superstiti (tre per ogni fattore) andranno a vivere per una settimana con i contadini e tra feste in compagnia, cene romantiche e faticose attività sui campi aspetteranno l’arrivo di Cupido. Sarà il contadino a scegliere la prediletta ma spetterà comunque a lei – e questa pare la principale differenza rispetto alla versione internazionale – decidere se accettare la proposta oppure girare i tacchi (talvolta in senso letterale) e tornare nel mondo di provenienza. Un programma di intrattenimento che però offre spunti di riflessione sociologica e, forse, anche prospettive per un cambio di vita negli ascoltatori: “Ovunque è stato proposto – ha spiegato Lorenzo Mieli di Freemantle – il format ha avuto successo ma in alcuni paesi è diventato un vero e proprio caso: in Francia, per esempio, ha portato ad una riscoperta dell’attività agricola nei giovani e questo è sicuramente un aspetto che rende ancora più piacevole questa sfida”.  E se per il futuro Simona Ventura vorrebbe ricavare uno spin-off totalmente dedicato al mondo dell’agricoltura e del paesaggio, resta da capire se il programma riuscirà o meno ad esaudire la mission di partenza. Alla fine gli agricoltori trovano o meno moglie?  L’esperienza all’estero dice di sì: dalle precedenti edizioni del format sono nati 72 matrimoni e 135 bambini.