Congiuntura e Pubblicità i dati di giugno 2015

Nel mese di giugno la congiuntura procede a piccoli passi sulla battigia che la separa dai gorghi della recessione senza peraltro penetrare decisamente nei fertili territori della ripresa.

• Lo conferma la variazione congiunturale del PIL che nel secondo trimestre 2015 ha presentato un modesto +0,2% – peraltro in linea con le molteplici concordanti previsioni – pur con il conforto d’ una variazione tendenziale del +0,5%.

• Infatti, l’andamento claudicante dell’economia nazionale risulta in chiara evidenza se si tiene presente la variazione congiunturale del +0,4% della zona UE a 28 ma, soprattutto, se si tiene presente la variazione tendenziale del +1,6% della zona UE a 28.

• Tuttavia un elemento confortante proviene dal commercio con l’estero poiché, oltre a confermare il trend positivo dei mesi precedenti, presenta un nuovo balzo in avanti che sembra promettere una confortante attività della domanda e dell’offerta sia interna che  estera.

• Non si può dire altrettanto della produzione industriale poiché procede a dente di sega, alternando lunghi passi con improvvisi inciampi. Infatti, dopo i buoni risultati di maggio la produzione industriale in giugno ha presentato una contrazione che, essendo fortunatamente lieve, ha soltanto scalfito il modesto cumulato positivo semestrale.

• Fra le ombre che permangono sul cammino della congiuntura, purtroppo, occorre menzionare quella della lievitazione registrata sia dal tasso della disoccupazione complessiva sia dal tasso della disoccupazione giovanile.

• Un elemento che invece si offre ad una duplice interpretazione, è quello del tasso d’inflazione che persiste a mantenersi su bassissimi livelli. Infatti, da un lato sembra indicare una debolezza della domanda, mentre dall’altro sembra rassicurare circa l’allontanamento dalla deflazione.

• Altro elemento avente un doppio volto è quello del clima di fiducia. Infatti, i dati disponibili esprimono: da un lato, una visione alquanto negativa da parte dei consumatori, dell’industria e delle costruzioni; mentre all’altro, esprimono una visione alquanto positiva da parte  delle imprese dei servizi di mercato e del commercio al dettaglio.

• Una situazione a parte è quella che riguarda gli investimenti pubblicitari: infatti, il periodico processo di revisione dei dati ha apportato alcune inaspettate distorsioni dovute al tardivo inserimento degli investimenti pubblicitari connessi ai mondiali di calcio dell’estate dello scorso anno.

• Se si scende nelle analisi settoriali si può rilevare, come si è già avuto modo di accennare più sopra, che la produzione industriale sembra presentare andamenti contraddittori, poiché alterna variazioni positive a variazioni negative. Infatti, dopo il consistente +3,0% di maggio la produzione industriale esibisce in giugno un -0,3% dovuto alla contrazione di tutti i comparti, fatta eccezione dei beni strumentali che invece ostentano un vistoso +4,3%.

• Il deludente risultato di giugno tuttavia non dissolve l’incremento positivo presentato dal cumulato del primo semestre, poiché esso esibisce un sia pur modesto +0,4% complessivo sotto la spinta degli incrementi dei beni strumentali (+3,3%), dei beni di consumo durevole (+0,3%), dei prodotti energetici (+0,1%).

• Comunque, sulla base dei dati sino ad oggi disponibili le stime previsive condurrebbero ad un +1,4% per l’intera produzione industriale ma ad un -0,3% per la produzione dell’aggregato dei beni di consumo. Si è detto “condurrebbero” poiché il panorama dei dati sembra tuttavia promettere per il secondo semestre 2015 un andamento più sostenuto.

• L’andamento dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali a giugno si presenta, nel suo insieme, col segno della contrazione soprattutto in relazione al mercato interno.   Il risultato del cumulato semestrale è una variazione tendenziale del -2,4%, dovuto prevalentemente al mercato interno (-3,1%), mentre il mercato estero si presenta all’insegna della stazionarietà.

• Prosegue la marcia a lunghi passi da parte del commercio con l’estero che a giugno agguanta un +9,4% per l’export, un +12,2% per l’import ed un saldo di 2.809 mln di euro, che coinquistano un cumulato semestrale del +5,0% per l’export, del +4,7% per l’import e di 18.456 mln per il saldo commerciale.

• Ai cumulati semestrali hanno contribuito in misura decisamente maggiore i Paesi extra-Ue per l’esportazione (+9,4%) e i Paesi UE per l’importazione (+7,3%). Anche al cumulato dei saldi hanno contribuito in misura decisamente maggiore i Paesi extra-UE.

• I tassi di disoccupazione non sono migliorati in giugno ma sono peggiorati. Infatti, il tasso di disoccupazione generale è salito al 12,7% (dal 12,4% di maggio), mentre il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 44,2% (dal 42,5% di maggio).

• I prezzi al consumo presentano a luglio una variazione tendenziale del +0,2%, pari a quella di giugno e di luglio. Si tratta di un tasso d’inflazione che sembra in grado di mantenere a distanza la temuta deflazione.

• Un discorso particolare deve essere svolto a proposito degli investimenti pubblicitari, poiché la revisione periodica dei dati rilevati ha costretto a modificare i dati dello scorso anno,  essendo stati inclusi gli investimenti pubblicitari effettuati in detto anno per i campionati mondiali di calcio.

• Il gonfiamento improvviso dei dati -soprattutto nei mesi dei suddetti campionati- ha prodotto una rilevante variazione tendenziale negativa per il mese di giugno (-15,1%), quale risultante fra le contrazioni anche robuste di tutti i media e l’isolato incremento del +17,0% della Radio.

• Tuttavia il dato di giugno si è annacquato nel cumulato degli investimenti pubblicitari del primo semestre; infatti, esso si è ridimensionato al -1,3%, grazie alle variazioni positive di TV (+1,8%), Radio (+2,5%), TVSat (+14,5). In detto contesto non stupisce il -4,1% della stima previsiva nei confronti degli investimenti pubblicitari 2014 che, tuttavia, dovrebbe  migliorare sensibilmente con l’atteso miglioramento  della congiuntura economica.

• L’indice del clima di fiducia dei consumatori, diminuisce a luglio 2015 a 106,5 da 109,3 del mese di giugno. In particolare diminuiscono tutte le componenti del clima economico presente e futuro e del clima personale. Peggiorano i giudizi e le attese sull’attuale situazione economica del Paese, i giudizi sull’andamento dei prezzi nonché le attese circa la disoccupazione.

• L’indice composito del clima di fiducia delle imprese scende lievemente, a 104,3 da 104,7 di giugno. In detto ambito sale il clima di fiducia delle imprese dei servizi di mercato e quello delle imprese del commercio al dettaglio, mentre scende quello del settore manifatturiero e quello delle costruzioni.

• Nelle imprese manifatturiere, migliorano i giudizi sugli ordini, mentre le attese di produzione rimangono stabili. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e i piani di costruzione, sia le attese sull’occupazione.

• Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini ma peggiorano le attese sull’andamento generale dell’economia. Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti mentre peggiorano le attese sulle vendite future;  in accumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 10 da 5).

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