Assinform: il digitale per crescere

Presso l’Auditorium dell’Expo, il 2 luglio 2015, Assinform ha presentato, in un incontro promosso insieme a Confindustria Digitale, il 46° Rapporto sull’Ict in Italia e il Manifesto associativo.

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“Il manifesto che presentiamo oggi, ‘Digitale per crescere – Manifesto per l’Italia che ci crede’, vuole essere un esplicito sostegno all’Italia che sta puntando sull’innovazione per cambiare e riprendere la via della crescita. Il 46° Rapporto Assinform evidenzia i fenomeni emergenti che stanno guidando la trasformazione digitale del Paese. Dietro la crescita del cloud, di Internet delle cose, delle nuove applicazioni e soluzioni software, infatti, vi è la spinta digitale di tutti quei segmenti avanzati nei diversi settori dell’economia italiana, che hanno ripreso a investire nelle nuove tecnologie e stanno accelerando per recuperare efficienza e competitività. Con il nostro manifesto vogliamo dire chiaro e forte che oggi c’è un’opportunità strategica per il Paese di cambiare passo e che va assolutamente colta. L’Expo ci offre un palcoscenico unico per affermare che ce la possiamo fare. Occorre dare rapida attuazione alla Strategia per la Crescita Digitale varata dal Governo nel marzo scorso, collegando a essa politiche di sviluppo e per l’occupazione. Le imprese del settore Ict guardano con responsabilità alla digitalizzazione del Paese e vogliono fare la loro parte mettendo a disposizione tecnologie, competenze, visioni. Creare valore oggi con il digitale significa aprire l’Italia al futuro, costruendo un paese più efficiente, semplice, trasparente, competitivo, inclusivo, capace di offrire nuove opportunità di crescita e lavoro a tutti” – E’ quanto ha affermato da Agostino Santoni, Presidente di Assinform, nell’avviare i lavori dell’incontro.

Oltre a Santoni, sono intervenuti Paolo Barberis, Consigliere per l’innovazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Capitani, Presidente NetConsulting3, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, Davide Dattoli, Co-founder Talent Garden, Andrea Di Camillo, Founder Programma 101, Linda Lanzillotta, Vice Presidente del Senato, Riccardo Luna, Digital champion, Massimiliano Magrini, Co-founder United Ventures, Giuseppe Sala, Commissario Unico Expo 2015, e Antonio Samaritani, Direttore AgiD.

Rinnovato nella veste e nella fruizione dal web il Rapporto 2015, realizzato in collaborazione con NetConsulting3, aumenta lo spazio dedicato ai fenomeni emergenti e a tutto ciò che guida la trasformazione digitale dell’economia e della società. Come era stato evidenziato dalle anticipazioni, dopo anni di difficoltà, il mercato italiano dell’Ict ha ripreso a dare segnali positivi. Se il 2014, infatti, registra ancora un calo dell’1,4% (era stato -4,4% nel 2013/12), per un volume di affari di 64.234 milioni euro, vi sono ormai segmenti emergenti in forte crescita che, iniziata nella seconda parte dell’anno, è attesa consolidarsi sull’onda delle componenti più innovative. Confermate quindi le previsioni di una crescita dell’1,1% a fine 2015.

In termini di componenti di mercato, l’incremento positivo riguarda il software e soluzioni di nuova generazione (+ 4,2%), i contenuti digitali e la pubblicità online (+ 8,5%), i servizi di data center e cloud computing (+37%). Si è confermato il decollo dell’Internet delle Cose (+13%) spinto dai settori dell’energia e dei trasporti. Hanno registrato crescite a due cifre l’e-commerce (+17%, trainato anche dal mobile commerce), e le piattaforme gestione web (+ 13,8%). Anche i PC che sono tornati a crescere (+5,2% i desktop; +10,3% i laptop).

Ma il fenomeno più significativo segnalato dal Rapporto è la ripresa degli investimenti in Ict nel 2014 da parte dei più importanti settori dell’economia italiana: industria manifatturiera + 0,6% su base annua (a fine 2013, il decremento era stato di -7%), banche +1,1% (-0,8% nel 2013), assicurazioni +1,5% (-3,6%) utility +1,8% (+ 0,6%), Tlc e media + 0,9% (-0,2%), viaggi e trasporti + 0,8% (-5,7%). Alla chiamata sull’innovazione non ha ancora risposto la Pa per la quale, invece, è proseguita la contrazione degli investimenti in Ict, seppur con un ritmo in attenuazione.I dati relativi alla spesa digitale nel 2014 della Pa centrale (-2,6%), Pa locale (-2,1%) e della Sanità (-2,2%), se pur migliorati rispetto al passato (nel 2013 la Pa centrale aveva registrato -11,6%, quella locale -7,1%, la sanità -4,6%), mostrano ancora le difficoltà della digitalizzazione in ambito pubblico.

“La digitalizzazione della Pa non solo è essenziale per l’efficientamento della macchina pubblica, ma può innescare, per le tante interazioni che sussistono fra Pa, cittadini e imprese, un’accelerazione delle transazioni digitali trasversale a tutti settori e nel territorio” – ha commentato Santoni – “Una spinta che si può sommare a quanto già sta avvenendo spontaneamente in non pochi ambiti e che dovrebbe indurre a guardare in modo nuovo alle politiche per lo sviluppo, l’innovazione e l’occupazione”.

Il documento di Assinform riassume le indicazioni dei gruppi di lavoro di Assinform e Confindustria Digitale per dare più rapida attuazione alla Strategia per la Crescita Digitale.

Sette sono le priorità individuate:
1. Cultura digitale diffusa, perché è condizione non solo di inclusione, ma anche di domanda di nuovi servizi digitali.
2. Sviluppo di ecosistemi digitali, perché la competitività si gioca sempre più sulla capacità di avvalersi di reti dinamiche di collaborazione a tutti i livelli.
3. Vita digitale, con l’IoT, che va creando scenari di grande interesse per il benessere, l’efficienza energetica, la sicurezza, la mobilità e l’ambiente e l’innovazione di prodotto.;
4. Pa Digitale, perché la digitalizzazione può fare della PA un potente motore di cambiamento a livello si sistema.
5. Impresa digitale, perché conviene estendere le attività di e-Business (B2B, B2G, ecc.) e di e-Commerce in tutti i settori produttivi e manifatturieri, favorendo l’ammodernamento e l’aggregazione per distretti, filiere ed ecosistemi di un tessuto produttivo altrimenti troppo frammentato.
6. Ricchezza digitale, perché i dati e le informazioni crescono rapidamente in quantità e qualità e stanno già diventando il ‘capitale’ e la materia prima per creare nuova imprenditorialità, lavoro, e innovazione.
7. Sicurezza digitale, perché essa è prerequisito per lo sviluppo dei servizi in rete.

“Per ciascuno di questi aspetti” – ha concluso Santoni – “Abbiamo indicato azioni che coinvolgono istituzioni, imprese e amministrazioni, la cui rapida attuazione è la chiave per imprimere al Paese quella marcia in più per chiudere il gap di competitività e rilanciare i processi di crescita”.