Congiuntura & Pubblicità il rapporto di aprile 2015

  I dati del mese di aprile presentano un certo miglioramento generale, vuoi che si muovano in territorio positivo vuoi che si muovano in territorio negativo, ma con un vigore nettamente inferiore a quello dei dati di marzo; il che potrebbe interpretarsi come un rallentamento del cammino verso i traguardi della piena ripresa.

  Tuttavia detto apparente rallentamento sembra non possa suscitare allarme poiché palesa i caratteri dell’evento transitorio, soprattutto se si tiene presente come sia sempre vivo ed operante il sostegno del quantitative easing, del deprezzamento dell’euro, della riduzione del prezzo del petrolio.

  Lo scenario sopra tracciato si concilia vuoi con la lievitazione – sia pur modesta – del PIL nuovamente confermata da più fonti, vuoi con lo scenario dell’eurozona, anche se questo si svolge su livelli mediamente più dinamici.

  L’impressione del rallentamento è suscitata soprattutto dall’andamento della produzione industriale che, dopo i buoni risultati dei mesi precedenti, sembra aver subito un brusco colpo di freno. Di contro il cammino del commercio con l’estero conferma di tenere, con le sue ampie falcate, un ritmo decisamente elevato, mentre gli ordinativi dell’industria sembrano promettere un confortante prossimo futuro.

  Presentano un andamento ascendente, anche se in territorio negativo, il settore delle costruzioni, i prezzi alla produzione dei prodotti industriali e i prezzi dei prodotti industriali importati. Nel contempo migliorano, sia pure su livelli critici, i tassi della disoccupazione generale e della disoccupazione giovanile.

  L’andamento del commercio al dettaglio e dei prezzi al consumo si muovono a piccoli passi in territorio positivo, rivelando così un certo rinvigorimento della domanda con la fine della deflazione.

  Naturalmente, il claudicante procedere dell’attività industriale ha comportato una congrua contrazione nel relativo fatturato e negli investimenti pubblicitari e, per altri versi, una flessione nel clima di fiducia da parte dei consumatori, dei settori manifatturieri e delle costruzioni.

  Se si passa ora alle analisi settoriali, si rileva come il settore della produzione industriale presenti in aprile un quasi impercettibile incremento (+0,1%) che, ovviamente, non è stato sufficiente a riportare in area positiva il cumulato del primo quadrimestre; infatti, esso si è fermato al -0,1% pur migliorando d’un soffio il cumulato del -0,2,% dei primi tre mesi.

  Per conseguenza, sic rebus stantibus, non meravigliano le stime previsive che per il totale della produzione industriale si orientano verso un modesto +1,0%, mentre per la produzione dei beni di consumo (durevoli e non) dette stime non vanno oltre il -0,3%.

  Ad ogni buon conto, come sopra accennato, vi sono due confortanti segnali che provengono dall’occupazione. Infatti, il tasso della disoccupazione generale è sceso al 12,4% (dal 12,6% di marzo), mentre il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è sceso al 40,9 % (dal 42,5 % di marzo).

  Il fatturato complessivo dell’industria chiude il primo quadrimestre in negativo ma con un contenuto -0,6%, grazie alle ascendenti performances del mese di aprile e dei mesi precedenti. Al miglioramento del cumulato di aprile ha contribuito prevalentemente il +1,7% del fatturato con l’estero contro il -1,8% del mercato interno.

  Più soddisfacente comportamento è quello degli ordinativi dell’industria che, grazie all’esplosione di aprile (+7,9%) presentano un cumulato quadrimestrale al +1,9%. A detto risultato hanno contribuito in maggior misura gli ordinativi dall’estero e in misura notevolmente minore gli ordinativi del mercato interno.

  L’andamento dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali, risalendo in aprile la corrente negativa, chiude il bilancio del primo quadrimestre a -2,6%, quale media fra il più debole mercato interno (-3,3%) e il più dinamico mercato estero (-0,2%), nel quale si distingue il mercato non euro che chiude con una tranquillizzante parità.

  Anche l’andamento dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali in aprile risale le acque negative, permettendo così al cumulato dei primi quattro mesi di migliorarsi pervenendo al -4,3% (dal -5,0%nel primo trimestre) quale risultante fra il -0,3% dell’area euro e il -7,5% dell’area non euro.

  Continua la pluriennale navigazione in acque negative da parte del settore delle costruzioni, tuttavia presentando variazioni tendenziali mensili di alterna intensità che, comunque, hanno permesso al cumulato del primo quadrimestre di salire al -1,7% dal -2,5% del cumulato del primo trimestre.

  Il commercio con l’estero in aprile ha proseguito la marcia trionfale iniziata a marzo, con due squillanti risultati: un + 9,0% dell’export, un + 9,3% dell’import, che hanno generato un nutrito saldo mensile di 3.716 mln di euro.

  Per conseguenza il bilancio del primo quadrimestre è salito al +4,6% per l’export e al +4,0% dell’import, mentre il saldo commerciale ha raggiunto gli 11.514 mln di euro.

  Il flusso delle esportazioni è stato sensibilmente maggiore verso i paesi extra-UE sia nel mese di aprile (+12,3%) sia nell’intero primo quadrimestre (+7,7%); mentre il flusso delle importazioni è stato decisamente maggiore dai paesi UE sia nel mese di aprile (+11,6%) sia nel primo quadrimestre (+6,6%).

  Per ovvia conseguenza il saldo commerciale del primo quadrimestre si deve in gran parte ai paesi extra-UE (8.800 mln euro) e in misura minore ai paesi UE (2.700 mln euro).

  Il commercio al dettaglio preso nel suo insieme conclude il primo quadrimestre positivamente con una variazione tendenziale del +0,2% dovuto al +0,6% degli alimentari ed all’invarianza dei non alimentari. Ma va segnalato come nel mese di aprile i prodotti alimentari abbiano subito una flessione del -0,8%, mentre i non alimentari abbiano fruito di un incremento del +0,6%.

  I prezzi al consumo hanno fatto segnare un incremento congiunturale e tendenziale del +0,1%, invertendo così la precedente tendenza negativa (la deflazione). Detta variazione è principalmente connessa alle più contenute contrazioni dei prezzi dei prodotti energetici.

  Il claudicante procedere del settore industriale, ivi compreso l’aggregato dei beni di consumo, si è trasmesso per radicata correlazione al settore degli investimenti pubblicitari. Infatti, detti investimenti in aprile sono retrocessi al -1,0% (dal +1,3% di marzo), portando il bilancio quadrimestrale al -0,6% (dal -0,5% di marzo), nonostante i buoni incrementi di Radio, TV ed Affissioni.

  Le stime previsive del rapporto fra gli investimenti pubblicitari 2015/2014, sulla base dei dati sin qui disponibili, sembrano annunciare una flessione dell’ordine del -1,7%. E’ lecito tuttavia attendere migliori risultati grazie all’evoluzione positivamente in atto della congiuntura dei prossimi mesi.

  In generale, il clima di fiducia delle imprese – prese nel loro complesso – mostra una sostanziale stabilità, quale risultante fra la lievitazione delle imprese dei servizi di mercato e la flessione del settore manifatturiero, delle costruzioni e del commercio al dettaglio.

  Il clima di fiducia dei consumatori si palesa in flessione, in connessione non soltanto con l’andamento dell’economia del paese, ma anche con quella personale e familiare, vuoi corrente vuoi futura. Altrettanto dicasi per la dinamica dei prezzi al consumo, nonché per le prospettive dell’occupazione.

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