Felici di essere start up, nonostante a burocrazia

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E’ prevalentemente diplomato, tra i 30 e i 40 anni. Opera soprattutto nei settori alimentare, artistico, comunicazione e terziario avanzato. Ha sempre desiderato di mettersi in proprio. Il suo progetto è nato dopo un’indagine di mercato o per aver sviluppato in modo originale idee già nell’aria. La principale difficoltà? La burocrazia. Ma nonostante ciò non ha mai pensato di abbandonare. Della sua attività ama soprattutto l’aver realizzato un proprio progetto, avere una propria autonomia decisionale e una propria gestione del tempo. Maggiori incentivi, di questo avrebbe bisogno per sviluppare la propria azienda.

E’ questa la fotografia del neo-imprenditore bolognese, scattata da CNA Giovani Imprenditori Bologna tra un campione di mille imprese associate, in attività da non più di due anni.

Complessivamente in provincia di Bologna le imprese under 35 sono 6.184: il 7,2% del totale di tutte le imprese. La percentuale sale se si guarda l’universo CNA, qui le imprese giovani rappresentano il 23% del totale. E i dati Movimprese della Camera di Commercio ci confermano che il trend continua ad essere favorevole. Nel primo trimestre 2014 il saldo di imprese giovani era positivo con +251 aziende tra quelle nate (520) e quelle cessate (269). Il dato continua ad essere positivo anche nel primo trimestre 2015 con un +225.

CNA Giovani Imprenditori Bologna ha deciso di esplorare con più attenzione il fenomeno scattando una fotografia su tutti i settori associati a CNA, tra aziende con al massimo due anni di vita imprenditoriale.

L’età media prevalente del neoimprenditore è tra i 31 e i 40 anni (il 75%), il 64% del neoimprenditore è maschio, per il 52% è diplomato alle medie superiori (in prevalenza agli istituti tecnico/professionali), il 27% è laureato (prevalgono lettere e belle arti, seguite da architettura, scienze politiche, giurisprudenza, economia e psicologia), mentre il 18% ha un diploma delle medie inferiori.

Per quanto riguarda i settori, il 15% dei neoimprenditori è attivo nell’alimentare, il 12% nella comunicazione e terziario avanzato, stessa percentuale del 12% per artistico ed estetica/acconciatura, il 9% nell’impiantistica, il 6% nelle costruzioni e sempre il 6% nella moda.

Perché ha deciso di aprire una nuova impresa? E’ stato chiesto al campione di start up e la stragrande maggioranza, il 65%, ha affermato che da sempre aveva il desiderio di mettersi in proprio, il 15% l’ha fatto perché non trovava un altro lavoro, il 9% perché ha colto un’opportunità ed è stato coinvolto in un progetto imprenditoriale, il 6% era un dipendente dell’azienda di cui ora è titolare e il 3% l’ha ereditato dalla famiglia.

Ma come è scattata la scintilla che ha fatto nascere l’idea del prodotto o del servizio alla base della start up? Il 36% ha sviluppato in modo originale idee che erano già nell’aria, il 18% ha realizzato un’idea condivisa tra un gruppo di amici e/o compagni di studi, il 18% ha ideato un servizio o un prodotto che non è mai esistito e che ha inventato completamente, il 15% ha realizzato un’indagine di mercato, il 12% ha preso spunto dal web.

Con la sua idea imprenditoriale in tasca, a chi si è rivolto per comprendere se e come realizzarla? La start up del campione si è rivolta per il 45% a Cna, il 18% è andato da un consulente privato, il 12% ha fatto ricerche su internet, il 6% si è rivolto alle Istituzioni (Camera di Commercio, Regione, Provincia o Comune), il 3% è stato aiutato dai genitori.

E’ stato facile trovare un interlocutore per una prima valutazione dell’idea? Per un 20% è stato molto facile, per il 40% abbastanza, per un altro 40% invece è stato molto difficile.

La principale difficoltà nell’avvio di impresa ancora una volta è stata la burocrazia. Il 29% ha dovuto attendere lunghi tempi di risposta per le autorizzazioni e affrontato un alto numero di pratiche da evadere. Il 16% delle start up lamenta scarse occasioni di confronto con esperienze simili e sempre un 16% ha avuto difficoltà nel processo di verifica dell’idea e della sua consistenza rispetto al mercato.

Nonostante queste difficoltà però il 58% non ha mai pensato di abbandonare l’idea di fare impresa.

E una volta aperta la start up, quali sono gli aspetti più positivi? La maggioranza, il 45%, ribadisce: aver realizzato un proprio progetto, un proprio sogno. Un consistente 36% è molto soddisfatto della autonomia decisionale e della gestione del tempo consentita dall’essere imprenditore.

Infine cosa si aspetta una volta superata la fase di start up? La stragrande maggioranza, il 63%, chiede incentivi che lo aiutino a consolidare la sua azienda. Un 10% vorrebbe consulenze e un 3% auspica interventi di fondi di investimento e/o investitori privati.