AGCM, l’opa silenziosa sullo IAP

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

La sua missione è quella di vigilare affinché siano sempre rispettate le regole e le condizioni per una corretta e leale concorrenza sul mercato. Spesso interviene per contrastare e ridisegnare rapporti di forza tra soggetti e nuove entità create a seguito di scalate più o meno ostili.

Il paradosso degli ultimi mesi è che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato si sta lentamente appropriando del mercato (inteso come servizio offerto alle imprese) per 40anni terreno di caccia esclusiva dello Iap e del suo Giurì.

I 38 casi risolti nel 2014 attraverso la c.d. moral suasion, ovvero attraverso la sensibilizzazione sulle parti affinché desistano dalla condotta illecita e ne rimuovano gli effetti potenzialmente dannosi per consumatori e concorrenti, stanno a dimostrarlo. Non contenta e sazia di bastonare le imprese e infliggere loro multe spesso salate, l’Autorità allarga il sua campo di intervento alla prevenzione.

E’ questo il dato rilevante che merge tra le righe della relazione sull’attività svolta nel 2014 dall’Autorità antitrust, presieduta da Giovanni Pitruzzella, presentata oggi a Roma.

Un Presidente che si è ben guardato negli anni dal raccogliere l’accorato appello dello Iap per stringere una più fattiva collaborazione tra i due soggetti che, di genere diverso, prerogative differenti e peso economico incomparabile, vigilano sul mercato pubblicitario. E che ora pare invadere nei fatti i territori altrui.

Dopo un 2013 a rilento, nel 2014 l’Agcm ha messo il turbo, con 163 procedimenti istruttori conclusi, in crescita del 35% rispetto all’anno precedente. Oltre 19milioni Euro le sanzioni inflitte, di cui oltre 1 milione per casi di inottemperanze alle precedenti decisioni dell’Autorità.

In 33 casi l’Autorità ha accolto gli impegni presentati dalle parti, anche qui un passaggio rilevante che porta ad una negoziazione per una chiusura decorosa della controversia in divenire.

Infine, due segnalazioni. La prima riguarda il focus per gli anni a venire che saranno centrati molto sui social e l’utilizzo scorretto che di essi venga fatto in comunicazione. Le false recensioni pongono, infatti, molteplici problemi, tra cui anche quello della tutela dei concorrenti e dei consumatori. Ne sa qualcosa Trip Advisor, multato con 500mila euro per alcune indicazioni scorrette riportate nel suo portale. L’altra, a tendere, è la cresciuta rete di coordinamento internazionale con le altre autorità. Attraverso la rete Consumer protection cooperation, nel 2014 l’Autorità antitrust italiana ha concluso la prima azione comune sugli acquisti in-app.

Per non farsi mancare nulla, nel 2014 è stata attribuita all’Autorità la competenza in materia di controllo del divieto di non discriminazione ai danni dei consumatori. La norma riguarda il divieto di prevedere condizioni generali di accesso al servizio offerto che contengano discriminazioni fondate su nazionalità, luogo di residenza del destinatario.