Stop a Rio Biologico: sul vanto ambientale occorre prudenza

di Federico Unnia

Gli spot diffusi su La7 e alcuni messaggi apparsi sui siti www.casario.it e www.kemeco.it, relativi ai prodotti “Rio Biologico” e “Rio Ecologico Amici Domestici”, sono stati ritenuti dal Presidente del Comitato di controllo    manifestamente contrari agli artt. 2 – Comunicazione  ingannevole e 12 – Tutela dell’ambiente naturale – del Codice di Autodisciplina  e ne è stata disposta la sospensione.

Rio Animali[1]

Le pagine del sito internet presentavano i prodotti facendo essenzialmente leva sul loro essere  biologici  e sul fatto che fossero in grado di eliminare germi, batteri e cattivi odori.

Ad avviso del Comitato di Controllo, questi vanti  non erano sufficientemente supportati dalla documentazione chiesta ed ottenuta in più riprese dall’inserzionista. In particolare, la promessa di “biologicità” attribuiva suggestivamente ai prodotti plus di natura ecologica, di rispetto dell’ambiente e della salute, ma non consentiva  di comprendere chiaramente a quale aspetto dei prodotti tali benefici si riferissero.

Inoltre l’inserzionista non aveva fornito dati conclusivi, pertinenti e scientificamente verificabili a supporto di tale promessa, come richiesto dall’art. 12 del Codice. Infatti,  il prodotto non contiene alcun ingrediente biologico e nessun ingrediente di origine naturale. Il vanto di ecologicità sarebbe, invece, da attribuire unicamente alla presenza di un componente, che in base alla sua particolare proprietà lavante, sarebbe in grado di ridurre la quantità di prodotto da utilizzare con conseguente riduzione dell’impatto ambientale in termini di sostanze immesse nelle acque.

Questa spiegazione  è stata ritenuta incompatibile con il concetto di biologicità che invece fa riferimento alla inequivocabile presenza di sostanze provenienti da agricoltura biologica.

Il prodotto “Rio Biologico Amici Domestici” era impropriamente definito anallergico, non essendo invece del tutto certo che, data la presenza di sostanze chimiche e naturali e di conservanti, anche se non facenti parte della categoria degli allergeni riconosciuti, si potesse escludere qualsiasi reazione allergica ai prodotti.

Infine, gli spot televisivi nel presentare i prodotti, riprendevano ed evidenziano sostanzialmente i medesimi concetti, con esclusione del vanto “anallergico”. Espressioni quali “il detergente per pavimenti e superfici non tossico che elimina germi, batteri e tutti i cattivi odori”, “Pulito e sano? Logico, Rio Biologico”, “Finalmente nei supermercati il vero detergente biologico, molto più di ecologico”, “100% di forza pulente naturale” accreditavano i prodotti pubblicizzati di proprietà ed effetti che non trovavano riscontro. Da qui  lo stop.