Caro assicurazioni anche con le polizze gratis?

“L’Ivass alla fine della propria indagine ha sistemato quello che sembrava una enorme ingiustizia verso tutti coloro che si sono dovuti trovare nella scomoda posizione di dover scegliere tra il decreto Bersani per lo sconto “famiglia” (usando la classe di merito più bassa di un familiare appartenente allo stesso nucleo) o le promozioni con le quali i concessionari cercano di spingere l’acquisto delle auto parcheggiate nei loro autosaloni, tramite la soluzione della assicurazione rc auto gratuita, molte volte connessa ai finanziamenti agevolati (vedi http://www.calcoloprestito.org/guida/auto)”.

Storia abbastanza recente, di situazioni a volte grottesche, dove all’acquirente di una nuova auto non venivano date le giuste informazioni, per trovarsi nella posizione di poter scegliere. Infatti, secondo la normativa, il decreto Bersani sarebbe applicabile solo in caso di nuova immatricolazione di una auto, per cui accettando l’assicurazione gratuita, scaduti i 12 mesi sarebbe venuto meno il requisito necessario, così da far ripartire l’assicurato dalla classe massima, con un notevole danno economico.

A questo si aggiungeva spesso un altro problema, particolarmente spinoso nelle promozioni più allettanti, quelle cioè con più di due anni (a volte fino a 5) di assicurazione rc gratuita, in quanto l’assicurato non poteva beneficiare della minor classe di merito ottenuta con la buona condotta alla guida, ritrovandosi in una sorta di sospensione: se prima dell’acquisto della nuova auto con promozione si trovava in ottava classe, al termine dei tre anni ricominciava sempre dall’ottava classe.

Ciò era dovuto dal fatto che i concessionari non assicurano di norma la singola auto ma il libro “matricola” con il quale vengono assicurate tutte le auto in esso contenute, il che però non consentirebbe di ricostruire la storia “assicurativa” di ciascun assicurato, a detta delle compagnie di assicurazioni.

Tutti problemi per i quali è doveroso parlare al passato, in quanto, come detto, l’Ivass è intervenuta e lo ha fatto a vantaggio degli assicurati, che non potranno più sentirsi dire che devono ricominciare tutto da capo, e tanto meno che il decreto Bersani è ormai inutilizzabile. Per farsi restituire quanto pagato in più, in funzione delle nuove disposizioni, basta riferirsi alla “lettera” con la quale l’Ivass spiega, a seconda delle situazioni, come comportarsi.