Congiuntura & Pubblicità il rapporto di marzo 2015

  I dati di marzo sembrano confermare come la congiuntura stia progressivamente abbandonando gli abiti della recessione per sostituirli con gli abiti della ripresa; ripresa che trova autorevole conforto nelle aggiornate previsioni ufficiali del PIL con un +0,7% nel 2015, con un +1,2% nel 2016 e con un +1,3% nel 2017.

  Nel mese di marzo si constata una diminuzione nel numero e nell’intensità delle variazioni tendenziali negative, mentre contemporaneamente si constata l’aumento nel numero e nell’intensità delle variazioni positive.

  Il nuovo panorama che si sta disegnando si ritiene dovuto in buona parte ai concomitanti benefici effetti del quantitative easing, del deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro, della sensibile contrazione del prezzo del petrolio.

  Nel mese di marzo si è palesata una confortante variazione positiva della produzione industriale, del fatturato e degli ordinativi, dei prezzi dei prodotti industriali (sia pure al netto del comparto energetico), del commercio con l’estero, del commercio al dettaglio, degli investimenti pubblicitari.

  Ma nel contempo si sono dovute riscontrate alcune flessioni di varia intensità nel settore delle costruzioni, nei prezzi dei prodotti al consumo, negli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori, non disgiunte da incrementi del tasso della disoccupazione sia complessiva sia giovanile.

  Va infine osservato come l’andamento della congiuntura nazionale si trovi in sintonia con quello della congiuntura dell’eurozona che, tuttavia, si colloca su livelli medi più sostenuti e con la peculiare prospettiva di un’accelerazione del PIL nel primo trimestre 2015, nonché d’una espansione con lo stesso ritmo per i due trimestri successivi.

  Una volta disegnato il profilo panoramico della congiuntura, si sente l’opportunità di entrare nei dettagli degli andamenti dei diversi settori, anche al fine di evidenziare le tendenze che stanno gradualmente emergendo e prendendo corpo.

  Nel mese di marzo la produzione industriale nel suo complesso è uscita dal territorio negativo conquistando un significativo +1,5%, lasciandosi così alle spalle il -2,2% di gennaio ed il – 1,2% di febbraio. Anche i comparti dei beni strumentali, dei beni di consumo non durevole e dei prodotti energetici sono entrati in territorio positivo.

  Ma detti incrementi non sono stati tuttavia sufficienti a traghettare il bilancio del primo trimestre in territorio positivo, avendo fatto registrare un -0,2% a causa delle pesanti flessioni di marzo subite dai beni intermedi e dei beni di consumo durevole.

  Le prospettive di ripresa non possono far dimenticare come la produzione industriale sia ancora sotto del -23,9% rispetto a quella del 2007, cioè dell’anno precedente l’avvento recessivo. Recupero maggiore del precedente dovrà essere compiuto dai beni intermedi, dai beni di consumo durevole, mentre un recupero di minor entità dovrà essere effettuato dai beni strumentali, dai beni di consumo non durevole, dai prodotti energetici.

  Il fatturato complessivo dell’industria chiude il primo trimestre in negativo ma con un contenuto -0,7%, che migliora sia sensibilmente il -1,6% del primo bimestre sia notevolmente il -5,6% di gennaio. Al miglioramento del cumulato di marzo ha contribuito prevalentemente il +1,8% del fatturato con l’estero, mentre il fatturato del mercato interno ha subito un arretramento del -2,0%.

  Analogo comportamento hanno seguito gli ordinativi poiché concludono il primo trimestre con un simbolico -0,1%, dopo aver subito un -1,7% a chiusura del primo bimestre ed un pesante -5,5% a gennaio. La confortante chiusura del primo trimestre costituisce la risultante fra il +0,6% del mercato interno ed il -1,0% del mercato estero.

  Persiste la debolezza dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali, specie sul mercato interno mentre sui mercati esteri detta debolezza si palesa decisamente più lieve. Tuttavia va evidenziato come il primo trimestre chiuda al -2,6% (migliorando così il -2,8% di febbraio ed il -2,9% di gennaio), quale media fra il -3,4% del mercato nazionale e il -0,4% di quello estero.

  Analogo andamento presenta l’andamento dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali. Infatti, pur chiudendo il trimestre a -5,0%, si riscontra un evidente miglioramento poiché i prezzi del primo trimestre hanno lasciato alle spalle il -5,5% del primo bimestre ed il -6,4% di gennaio. Il citato -5,0% complessivo costituisce la media fra il – 0,4% per le provenienze dall’area euro ed il -8,3% dall’area non euro.

  Il settore della produzione delle costruzioni dopo aver presentato in febbraio (-1,5%) un miglioramento rispetto a gennaio (–2,2%), nel mese di marzo ha compiuto un nuovo passo a ritroso (-3,6%), facendo così concludere il primo trimestre del corrente anno a -2,5%.

  Il commercio con l’estero invece in marzo ha ostentato una vera e propria esplosione, facendo segnare un +9,2% per l’esportazione ed un +9,7% per le importazioni, nonché un saldo di 4.060 milioni di €. Il che ha portato il bilancio del primo trimestre al +3,2% per le esportazioni, al +9,7% per le importazioni ed a 7.828 milioni di € per il saldo.

  Il flusso delle esportazioni è stato decisamente maggiore verso i paesi extra-Ue mentre il flusso delle importazioni è stato decisamente maggiore dai paesi UE.

  Il commercio al dettaglio preso nel suo insieme conclude il primo trimestre positivamente con un +0,3% dovuto al +0,1% degli alimentari e al -0,1% dei non alimentari. Ma va segnalato come i prodotti alimentari siano stati in ascesa in gennaio ed in febbraio, mentre i prodotti non alimentari siano stati in ascesa in gennaio ma in contrazione in febbraio. Il confortante andamento del primo trimestre è determinato dal +1,7% della distribuzione moderna che rimedia anche al -0,7% della distribuzione tradizionale.

  Il buon andamento nel mese di marzo della produzione industriale e, segnatamente, dell’aggregato dei beni di consumo, ha prodotto un analogo andamento degli investimenti pubblicitari, che hanno fatto registrare una variazione mensile del +1,3%, soprattutto per merito della TV, della Radio, delle Affissioni e del Cinema.

  Tuttavia ciò non è bastato (come per la produzione industriale) a far entrare in territorio positivo il cumulato dell’intero primo trimestre che, infatti, chiude a -0,5%, a causa delle contrazioni subite da Quotidiani, Periodici, TvSat ed Internet.

  Il settore pubblicitario, a causa della recessione, deve comunque recuperare un -35,3% lasciato sul campo della recessione dal 2008: E’ un valore medio fra le immani perdite subite da Quotidiani, Periodici, Affissioni e Cinema e quelle più contenute patite da TV e Radio. Invece TVSat ed Internet sono sempre ottimamente piazzate in territorio positivo.

  In generale, il clima di fiducia delle imprese – prese nel loro complesso – mostra una flessione quale risultante fra il rafforzamento della fiducia delle imprese industriali e del commercio al dettaglio, e l’indebolimento delle imprese di costruzione e di quelle dei servizi di mercato.

  Anche il clima di fiducia dei consumatori si dimostra in flessione, in connessione non soltanto con l’andamento dell’economia del paese, personale e familiare, ma anche con l’andamento, della dinamica dei prezzi al consumo, nonché col peggioramento delle prospettive dell’occupazione.

  Un’ultima annotazione: le consuete stime previsive riguardanti sia la produzione industriale complessiva e quella dei beni di consumo, sia gli investimenti pubblicitari, verranno esposte nei prossimi rapporti, cioè quando si saranno definite e consolidate le tendenze attualmente in evoluzione.

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