Donna svilita: stop all’Atelier delle ceramiche

di Federico Unnia

La trovata pubblicitaria consistente nell’immagine in primo piano delle gambe di una donna in slip con décolleté dal tacco altissimo, inquadrata dalla vita in giù, utilizzata per pubblicizzare un negozio che offre prodotti in ceramica è stata ritenuta non conforma all’art. 10 Cap in quanto lesiva della dignità della donna.

ceramiche[1]

Il nuovo intervento del Comitato di Controllo ha avuto ad oggetto  il messaggio pubblicitario “Atelier delle ceramiche”, diffuso attraverso delle affissioni a  Roma nel mese di marzo 2015.

Secondo il Comitato di Controllo, il messaggio pubblicitario veicolava una rappresentazione svilente della donna, determinando il contrasto del messaggio con l’art. 10 del Codice. La figura femminile veniva infatti strumentalizzata al solo scopo di attirare l’attenzione dei lettori. Il corpo femminile, scomposto per enfatizzarne una parte, ingiustificatamente esposto al pubblico come in vetrina, era utilizzato al fine unico di richiamare l’attenzione su quanto si pubblicizza. La comunicazione è stata ritenuta scorretta in ragione del fatto che creava una commistione di piani tra il corpo della donna e i prodotti che si pubblicizzano, che conduceva inevitabilmente alla mercificazione della persona.

Da qui il blocco attraverso l’ingiunzione di desistenza nei confronti della quale non è stata presentata opposizione motivata.