Il CDC dice no ad adottaunragazzo.it

di Federico Unniaadottaunragazzo

Un intervento sul filo del rasoio, verrebbe da dire; al confine tra eccesso di protezione e libertà d’espressione. E’ quanto si respira intorno alla recente ingiunzione di desistenza con la quale il Presidente del Comitato di Controllo ha ingiunto la sospensione del messaggio “adottaunragazzo.it – nuova applicazione mobile”, rilevato su affissioni a Milano lo scorso febbraio 2015 perché ritenuto manifestamente contrario all’art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

La comunicazione commerciale, volta a promuovere un sito di incontri dedicato alle donne, mostrava il disegno stilizzato di una donna che trascina il carrello della spesa in cui stava per finire un uomo. In basso sulla destra era visibile il marchio con il carrello stilizzato “adottaunragazzo.it, nuova applicazione mobile”.

Secondo il Comitato di Controllo tale comunicazione, per l’impatto che suscitava l’immagine ed il significato che trasmetteva era in contrasto con l’articolo 10 del Codice, che prescrive il rispetto della “…dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.”. L’immagine, che riempiva da sola il cartellone pubblicitario, enfatizzava il concetto di acquisto della persona, che era così collocata in un carrello della spesa alla stregua di un qualsiasi altro oggetto. Una trovata creativa che trasmetteva un messaggio offensivo e svilente. Secondo il Comitato non erano poi presenti nel messaggio altri validi elementi  che potessero, in qualche misura, connotare il messaggio di una valenza diversa, attenuandone la portata. In assenza di ogni altro contenuto o significato anche l’utilizzo del termine  adozione,  legato a quello di ragazzo, è stato ritenuto  ambiguo e fuorviante, potendo suggerire un’impropria decodifica dell’adozione come un traffico di persone.

Da qui il blocco.