Andamento mutui: è arrivata la fine del tunnel?

La ripresa per i mutui aveva dato i primi timidi segnali nel cuore del 2014, per poi proseguire con maggiore decisione e chiudere bene l’anno appena passato, ripartendo con entusiasmo anche nell’anno i corso. Una ripresa dovuta a numerosi fattori, tra i quali troneggia la politica di quantitative easing della Bce, che sta dando i suoi frutti, spingendo le banche a rinnovare con un po di creatività la propria sezione mutui, con una riduzione degli spread, e l’avvio di offerte più innovative.

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Un dato positivo, che permette ai già mutuatari o a coloro che vogliono accendere un mutuo nuovo di zecca, di poter accedere a una scelta molto più varia, e con un discreto risparmio, che passa per una riduzione, o in alcuni casi ad un azzeramento dei costi accessori (come nel caso del mutuo hello bank che non prevede costi di istruttoria) e dell pagamento dei premi assicurativi, per la componente obbligatoria, in molti casi a carico delle banche.

“Ma l’aspetto più confortante è quello degli spread molto bassi, che permettono di pagare, come tassi finiti, percentuali che in molti casi sfiorano appena il 3% con un tasso fisso (che sembra essere quello preferito dai mutuatari, disposti a pagare fino all’1% in più la sicurezza di una rata ferma anche in futuro), mentre con il variabile si arriva, in media, ad un 2% extra promozione (vedi tutto su http://www.calcoloratamutuo.org/guida/mutui-tasso-variabile)”.

Una cosa però che ha messo ben in chiaro la recente crisi, è che le vecchie consuetudini non funzionano più, e che la ripresa del settore dei mutui non è sintomatica di quella del mattone. Di questa opinione è, ad esempio, il presidente di Confedilizia, che valuta l’ottimismo sull’imminente ripresa del settore immobiliare come del tutto infondato, giudicando la debole crescita come un rialzo dopato dall’assoluto baratro in cui erano scese le compravendite nell’ultimo biennio. In ogni caso, parlare di ripresa dei prezzi sembra veramente prematuro, considerato che, laddove il numero delle compravendite ha mostrato una ripresa, anche accentuata, manca la costanza e la stabilità dei segnali, e soprattutto è giustificata da un ennesimo abbassamento dei prezzi medi.