La Cassazione esclude definitivamente il plagio di Zingara

Chiusa la querelle nata con il brano Prendi questa mano Zingara del 1996

di Federico Unnia

“In tema di plagio di un’opera musicale, un frammento poetico-letterario di una canzone che venga ripreso in un’altra non costituisce di per sé plagio, dovendosi accertare, da parte del giudice di merito, se il frammento innestato nel nuovo testo poetico-letterario abbia o meno conservato una identità di significato poetico-letterario ovvero abbia evidenziato, in modo chiaro e netto, uno scarto semantico rispetto a quello che ha avuto nell’opera anteriore”.

CASSAZIONE

E’ questo il passaggio centrale con il quale la Corte di cassazione con la sentenza n. 3340/2015, (Pres A. Ceccherini, Rel. F.A. Genovese depositata il 19 febbraio 2015)

Che ha messo la parola fine alla querelle nata nel 1996 dopo che  il cantautore Francesco De Gregori utilizzò nella sua canzone  “Prendi questa mano, zingara” pubblicata nell’album ‘Prendere e lasciare’ del 1996, l’incipit  della canzone “Zingara” (‘Prendi questa mano, zingara, dimmi pure che destino avrò’), con cui Iva Zanicchi e Bobby Solo vinsero l’edizione del Festival di Sanremo del 1969.

Ne nacque una lunga controversia per l’illecita riproduzione dei versi summenzionati (con la sola sostituzione della parola ‘futuro’ al posto di ‘destino’) nel titolo e all’interno del testo di tale canzone, obbligando De Gregori a ritirare dal commercio i supporti discografici contenenti il pezzo.

In un primo tempo, gli autori del brano Zingara, Luigi Albertelli ed Enrico Riccardi, avevano ottenuto, in via cautelare, dal Tribunale di Roma l’inibitoria nei confronti del noto cantautore romano Francesco De Gregori alla diffusione e commercializzazione della sua canzone “Prendi questa mano, zingara” pubblicata nell’album ‘Prendere e lasciare’ del 1996, per l’illecita riproduzione dei versi summenzionati (con la sola sostituzione della parola ‘futuro’ al posto di ‘destino’) nel titolo e all’interno del testo di tale canzone, obbligando De Gregori a ritirare dal commercio i supporti discografici contenenti il pezzo.

In primo grado il Tribunale di Roma aveva dichiarato che costituiva plagio dell’opera dell’ingegno ‘Zingara’ la copia anche soltanto di due versi del testo della canzone, in considerazione della celebrità raggiunta dai versi in questione e per nulla rilevando, nella fattispecie de qua, che la parte musicale dei due brani fosse completamente differente.

Successivamente la Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 3160/2007, aveva ribaltato la pronuncia del giudice di prime cure ed escluso il plagio perché, sebbene i primi due versi della canzone di De Gregori fossero quasi identici a quelli della canzone creata negli anni ’60 da Albertelli e Riccardi, il resto del testo e la parte musicale erano del tutto diversi, trattandosi semmai di una ‘citazione’ per la quale avrebbe potuto trovare applicazione  la disciplina di cui all’art. 10 della legge n. 399/1978.

Contro tale sentenza, infine, gli autori e le case discografiche titolari dei diritti di utilizzazione economica sulla canzone ‘Zingara’ hanno, dunque, infine proposto ricorso per cassazione, chiedendo alla Suprema Corte di chiarire se la riproduzione di un celebre, originale e compiuto frammento del testo letterario di un’opera musicale dovesse essere considerato ‘plagio’ (seppure parziale), anche tenuto conto del particolare risalto di tale riproduzione nell’opera plagiaria.

Il giudice di legittimità, nella sentenza sopra ricordata, confermando l’orientamento espresso dalla corte distrettuale e mettendo così la parola fine all’annosa questione, ha definitivamente escluso il plagio da parte del cantautore romano, precisando che il frammento poetico – letterario del testo della canzone ‘Zingara’ innestato nel nuovo testo del brano di De Gregori non ha conservato un’identità di significato rispetto a quello che aveva avuto nell’opera anteriore, contenendo i due brani una ‘trattazione di tematiche completamente diverse’.

La canzone del 1969 era, infatti, una canzone intimista e d’amore  mentre quella del 1996 riguardava il desiderio di conoscere la sorte della condizione umana in genere.

Tutto ciò ha portato  De Gregori ad essere definitivamente scagionato dall’accusa di aver copiato la nota canzone Zingara.