IAP, un futuro a tutto internet

di Federico Unnia

Uno Iap come forse non lo avete mai immaginato prima. Non più solo press e tv oriented, ma focalizzato sempre più sul mondo virtuale. E da li che potrebbero venire nuove interessanti opportunità. E’ questa l’idea che si è ricavata seguendo oggi l’annuale incontro di inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, svoltosi alla presenza di autorità, legali, giuristi e persone della comunicazione. Presidente Sassoli e direttore generale Maggioni di Upa in primis.

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Un 2014 che ha retto la contrazione. Nel 2014 i casi complessivamente analizzati sono stati 882 dal comitato di controllo e 47 dal Giuri, per un totale dal 1966, anno di avvio dell’attività,  di 24.079 i casi complessivamente trattati.

Quasi stazionario il numero dei procedimenti del Giurì (dai 52 del 2013 ai 47 del 2014), in crescita l’attività preventiva svolta dal Comitato. Una conferma della maggiore attenzione con la quale le imprese verificano la liceità delle proprie comunicazioni onde prevenire possibili contestazioni.

Nel 2014 il Comitato di controllo ha emesso133 pareri preventivi (rispetto ai 136 del 2013) e 63 ingiunzioni di desistenza (79 nel 2013). In crescita, da 660 a 679, i casi rivolti in via breve. Conferma che il dialogo tra imprese, agenzie, mezzi con l’organo di controllo è la strada maestra per prevenire e disinnescare controversie. In questo senso grande attesa è rimessa sul neonato servizio, denominato “Parere Preventivo Express”, che permette di ottenere l’esame preventivo sulla conformità della propria comunicazione commerciale al Codice di Autodisciplina in 1 giorno lavorativo, cioè entro il giorno lavorativo successivo alla data in cui perviene alla Segreteria dell’Istituto la relativa richiesta completa di tutte le informazioni. La richiesta va presentata entro le ore 13:00 contestualmente al versamento del relativo diritto amministrativo, maggiore rispetto al servizio standard e deve riguardare una singola comunicazione commerciale (la pratica include l’esame delle eventuali modifiche apportate a seguito delle osservazioni del Comitato). Il “Parere Preventivo Express” non potrà essere rilasciato in casi particolarmente complessi, che richiedono approfondimenti tecnici che non possono essere esauriti in un margine di tempo così ridotto; né qualora per ragioni eccezionali la Sezione non possa essere convocata. In questi casi saranno applicate le condizioni standard.

“Il sistema si conferma tutore e garante dei diritti dei consumatori e cittadini, se solo il 5% dei suoi interventi riguarda i concorrenti” ha sottolineato Vincenzo Guggino, Segretario Generale Iap.

Restando ai dati, nel 75% dei casi di intervento del comitato di controllo ha riguardato la tutela i consumatori e nel 5% i cittadini (58,8% donne, 23,5% minori). Il 58,5% dei casi la tutela ha riguardato messaggi attinenti la cura della persona, 8,9%   alimentari e bevande, 4,35 rispettivamente gaming, editoria e tempo libero e il 2,9% finanza ed assicurazione. Passando al Giurì, 30 rispetto alle 38 del 2013 le istanze di parte mentre le restanti 17 sono state le istanze del comitato. Per settori merceologici il 33% ha riguardato la cura della persona, il 255 le telecomunicazioni, l’8,3% alimentari e bevande, 2% gaming 18,8% casa e arredamento.

Sui tempi, nessun passo indietro. Il Giurì mediamente interviene e chiude la vertenza tra 8 e 12 giorni. Imbattibile.

Volgendo o sguardo al futuro, e ricordati gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni grazie anche al ricorso a protocolli di collaborazione con diverse autorità (Garante per l’infanzia, Pari opportunità e Anci), le direttrici dello Iap guardano ad internet. “La comunicazione sta cambiando, la rete offre enormi opportunità di dialogo e crescita. Limitarla non serve. Occorre saperne governare il tumultuoso sviluppo. Lo Iap è pronto a fare la sua parte” ha sottolineato Guggino. Mentre da parte sua, il Presidente Giorgio Floridia ha mirato dritto il mondo politico e l’Agcm, chiedendo quando saranno maturi i tempi per un protocollo che ne implementi la collaborazione.

Nel dibattito che ha fatto seguito interessanti gli spunti emersi. Per Giovanni Pitruzzella, Presidente Autorità antitrust, la collaborazione con lo Iap è già molto positiva, e c’è la disponibilità ad implementarla, soprattutto per il positivo lavoro preventivo che l’istituto svolge. Senza tuttavia dimenticare la diversa natura e le prerogative di cui l’Agcm è chiamata a dare attuazione.

Per Vincenzo Spadafora, Presidente dell’Autorità garante per l’infanzia e per l’adolescenza, così come la collaborazione con lo Iap sulla tutela dei minori sta ottenendo positivi risultati, occorre guardare in modo laico e realista alla rete. “Imbrigliarla e pensare di controllarne lo sviluppo e la crescita non ha senso. Occorre mettere in campo competenze e strategie per governarne il tumultuoso sviluppo”.

Infine, Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo economico, premesso come sia auspicabile sempre un intervento di efficienza normativa che permetta di valorizzare le regole vigenti, ha sottolineato come “Lo sviluppo delle tecnologie travolga ogni tentativo di mantenere uno status quo. La recente proposta di riforma della Rai, con la riscrittura della sua corporate governace, potrebbe essere anche l’occasione per riaprire la discussione sulle risorse delle tv pubblica e sullo stesso canone. Personalmente non credo all’idea di una rete senza pubblicità. La guerra degli ascolti la porterebbe alla marginalità. Piuttosto, riduciamo il canone ad una somma che tutti possano pagare e puntiamo su qualità delle produzioni, internazionalizzazione dell’offerta e concorrenza. La Rai merita di avere un ruolo più dinamico e propositivo nello scenario multimediale del futuro”.