Recanati si presenta come brand con un elevato potenziale da sviluppare

Recanati è, secondo l’opinione pubblica, sinonimo di Giacomo Leopardi, patrimonio storico-artistico, ottime imprese, elevata qualità della vita ma anche poca vivacità della gente, difficili spostamenti e scarse opportunità occupazionali. Questa la fotografia scattata dalla valutazione del brand Recanati, condotta dallo Studio Baldassari Comunicazione in partnership con la Business School del Sole 24 Ore di Roma per conto del Comune di Recanati, presentata oggi ai rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche e dell’imprenditoria regionale.

L’indagine, progettata e coordinata da Franco Carcassi, docente della Business School de il Sole 24 Ore, ha studiato Recanati come brand ombrello che raggruppa eccellenze diverse: paesaggistiche, artistiche, culturali, imprenditoriali e sportive, tutte concentrate in un territorio di appena 103 chilometri quadrati. La ricerca è stata condotta attraverso interviste face to face su turisti italiani e stranieri che hanno/non hanno visitato la città (300 in loco e 200 a Roma), 300 residenti e 20 testimoni della vita culturale, economica e imprenditoriale locale (stakeholders). Si tratta di un’indagine sperimentale, che incrocia 3 diverse metodologie di analisi: il modello di Keller per il confronto tra i principali elementi di brand, le dimensioni di Anholt per misurare i fattori di brand image che caratterizzano il percepito di una città e la web analysis per valutare la presenza e il giudizio del brand Recanati sulla rete.

Il turismo recanatese è appannaggio di una elitè colta e matura: nel campione, l’età media si attesta intorno ai 42 anni, la maggior parte degli intervistati possiede un diploma di maturità (91) o la laurea (94) e ha raggiunto Recanati in macchina, spostandosi dalle località vicine e ne è venuto a conoscenza tramite famiglia/amici, scuola e lavoro.

Analizzando il percepito di Recanati sulla base delle indicazioni contenute nelle  6 dimensioni di Anholt, emerge che:

– (presenza: conoscenza della città) Recanati è Leopardi, Recanati è conosciuta per il complesso dei beni storico-artistici, i cittadini hanno un “grande affetto” per Beniamino Gigli il quale però non si sviluppa come elemento distintivo della città. Il resto appare debole o molto debole.

CS presentazione brand Recanati

 

CS presentazione brand Recanati

Per coloro che non sono mai stati a Recanati la conoscenza del brand è molto bassa (italiani) o nulla (stranieri). Sono pochi i turisti italiani che ricordano spontaneamente Recanati come città delle Marche (2%). Anche dopo che Recanati viene menzionata, quasi il 50% del campione non la colloca con esattezza sulla carta geografica italiana.

Sul web, Recanati è citata in discussioni di tipo culturale, religioso e paesaggistico. Nel primo le parole chiave “Leopardi” e “Villa Colloredo Mels” dominano con rispettivamente il 36% e 31%. Nel secondo, la “Via Lauretana” è argomento ricorrente nel 36% dei casi, seguito dalla “Cattedrale di San Flaviano”. Nel terzo ambito di discussione, invece, il “panorama” si presenta con una frequenza del 22% sulla scia delle suggestioni poetiche del Leopardi. In ambito culturale di Recanati si parla prevalentemente su Twitter (36%) e sui siti web (24%), in ambito religioso invece i luoghi di discussione preferiti dal pubblico sono i siti (50%) e YouTube (20%). Di bellezze territoriali legate a Recanati si discute prevalentemente su Twitter (41%). La presenza del brand sulla rete è ancora abbastanza elementare e questa condizione offre all’Amministrazione la possibilità di sviluppare una web strategy articolata ed efficace nei prossimi anni.

Lo studio ha individuato punti di debolezza e forza, minacce e opportunità relative al brand Recanati, fornendo linee guida preliminari per l’elaborazione di strategie e progetti di riqualificazione della sua immagine:

– Punti di debolezza: Recanati non è vivace, ospita ma senza aprirsi troppo, è bella ma ha paura di perdere la propria bellezza, non ha un completo riconoscimento della propria identità imprenditoriale, resistenza “culturale” ad operare in rete, a fare sistema (a Recanati si tende a non considerare la sinergia con le altre realtà imprenditoriali come un’opportunità economica e un rafforzamento strutturale).

– Punti di forza: la poesia è un valore distintivo, un unicum culturale che può esprimere sviluppo economico attraverso nuove forme di impresa letteraria, città e territorio hanno un potenziale turistico molto alto (espresso ancora in minima parte), le imprese sono eccellenze nazionali e internazionali.

– Minacce: pressione competitiva dei “Paesi low cost”, mercato del lavoro ancora debole (tasso di disoccupazione 2014 = 10.09% 2013 = 10,95% secondo l’ISTAT), diminuzione della presenza turistica nelle Marche, avvio di competizione tra città del territorio per la conquista di posizioni nel settore turistico, culturale, imprenditoriale.

– Opportunità: Quantitative easing (maggior credito alle imprese e a chi avvia nuove imprese: dovrebbe offrire quella liquidità che serve a sostenere la ripresa degli investimenti e di conseguenza dare agio a produzione e occupazione), euro ai minimi (favorisce acquisti e esportazioni), riforma della scuola (Bottega scuola, Laboratori del territorio, School Bonus, School Guarantee).

STRATEGIA E PROGETTUALITA’ PER LA RIPRESA ECONOMICA DEL TERRITORIO

Dall’analisi emerge dunque l’identikit di una città dal potenziale elevatissimo che incarna tutti i valori dell’Italian style. Recanati è storia, cultura, bellezza naturale ma anche artistica, imprenditoria e artigianato. Recanati è depositaria del “saper fare italiano” in tutte le sue sfaccettature, anche se i residenti sono i primi a non esserne coscienti. Questo ha garantito l’egemonia di Recanati nei secoli scorsi, fin dal passato a Recanati si andava per apprendere e per aprire la mente. Cercando una soluzione di continuità con il passato, la ricerca suggerisce la realizzazione del primo incubatore di talenti e idee. Una struttura in cui i migliori giovani nostrani e stranieri realizzeranno progetti e start-up e, al tempo stesso, le imprese della zona si affacceranno per trasmettere il quid distintivo del “fare impresa marchigiano”, sostenendo le idee più utili allo sviluppo dei rispettivi business.

RECANATI, FUCINA DI IDEE E SCUOLA DI IMPRESA UNICA NEL MONDO

Questa suggestione propone all’Aministrazione Comunale di farsi promotrice di attività di ricerca e innovazione con i suoi stakeholders. Sono gli stakeholders infatti che indicheranno i progetti considerati più interessanti per lo sviluppo o l‘innovazione di aree aziendali, prodotti, servizi, rendendosi disponibili a fornire formazione specialistica. Gli stessi assessorati potranno promuovere i progetti di innovazione dei servizi di pubblica utilità. Sono quindi i protagonisti della vita della città che troveranno le aree con cui creare sviluppo economico e culturale attraverso il “Laboratorio Recanati – Laboratorio permanente aperto al Mondo”. Il ruolo di coordinamento potrebbe essere affidato al Campus Infinito che dispone già di strutture e organizzazione capaci di poter curare la predisposizione dei progetti assieme agli stakeholders e gestire le diverse attività di funzionamento. Prima fra tutte la formazione, individuando per ogni settore (di impresa o culturale) i migliori attori territoriali da coinvolgere.

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