Acqua dalle mille proprietà? Piano con i vanti che non si possono dimostrare

di Federico Unnia

Federico Unnia
Federico Unnia

Tutti noi veniamo e viviamo grazie all’acqua. Attenzione, quindi, a farne vanti eccessivi sulle presunte qualità quando si pubblicizzano dispositivi che ne dovrebbero garantire una massima purezza.

E’ questo il succo dell’ingiunzione di desistenza, non opposta e quindi divenuta definitivamente esecutiva, con la quale il  Presidente del Comitato di Controllo ha bloccato la diffusione del messaggio pubblicitario del prodotto Farmacqua “Sai cosa hanno in comune bambini e adulti?”, pubblicato su Viversani e Belli, in quanto ritenuto manifestamente contrario all’art. 2 – Comunicazione commerciale ingannevole – del Codice di Autodisciplina.

Secondo il Comitato, infatti,  la documentazione fornita dall’inserzionista  ai sensi dell’art. 6 del Codice, volta a verificare l’asserita efficacia del dispositivo pubblicizzato, non è stata ritenuta idonea a supportare le promesse pubblicitarie.

Il messaggio, nel promuovere un dispositivo che utilizza una tecnica di osmosi inversa per il trattamento dell’acqua, affermava che Farmacqua è “il primo dispositivo che ti offre un’acqua leggerissima”; suggerisce una particolare qualità dell’acqua in quanto tale in grado di produrre evidenti effetti, quali: “Se desideri far crescere in modo sano e armonico il tuo bambino sin dalle prime fasi dell’allattamento”; “Mantenere la tua pelle giovane, morbida e fresca”, “Nutrire e idratare i tessuti del tuo corpo con naturalezza” e “Scegli di vivere bene, scegli la tua acqua”. Tutti vanti non da poco.

La documentazione prodotta tuttavia si limitava a dimostrare che l’acqua in uscita dal dispositivo era batteriologicamente pura e che il dispositivo stesso era in grado di abbattere la concentrazione degli ioni di alcuni metalli che potrebbero eventualmente essere presenti nell’acqua in entrata. Tali caratteristiche non comportavano però alcun vantaggio significativo se applicate alle acque potabili immesse negli acquedotti del nostro Paese. I vantaggi attribuiti all’effetto di un’adeguata idratazione sulla salute della pelle (ad. es.: “mantenere la tua pelle giovane, morbida e fresca. Nutrire e idratare i tessuti del tuo corpo..”) sono attribuibili al consumo di acqua in generale – e non quindi specificamente all’acqua in uscita dal dispositivo pubblicizzato – e risultano pertanto fuorvianti nei termini proposti. Tutte le espressioni contestate, come anche il riferimento alla crescita in modo sano e armonico del bambino, perdono così la loro veste generica nella struttura comunicazionale per accreditare il prodotto di un’efficacia particolare che non trova fondamento.

Ad aggravare l’ingannevolezza del messaggio, ha concluso il Comitato, gravava anche il pubblico cui è destinato, costituito in questo caso da persone particolarmente sensibili ai temi del benessere e della salute e per questo motivo portate ad una decodifica più allettante ed illusoria delle promesse pubblicitarie, con la conseguente amplificazione dei profili di ingannevolezza.